Ancona, 24 aprile 2017 - La famiglia Scarponi quasi non ha più lacrime da versare, ma è come sempre gentile, disponibile, educata. Come lo era Michele Scarponi. Il figlio di Giacomo e Flavia, il marito di Anna, il fratello di Marco e Silvia. Idealmente abbracciati all’obitorio di Torrette, sin dalle prime ore del mattino. Uniti come sempre e come sabato mattina quando all’improvviso è giunta la terribile notizia. Poca voglia di parlare, comprensibile.

«Adesso no, con calma» ha detto babbo Giacomo mentre abbandonava alle 17,30 l’obitorio con la salma di suo figlio che ritornava a Filottrano. «Figlio mio, figlio mio, non lo vediamo più» le parole ripetute rotte dal pianto di mamma Flavia al mattino. Si scambiano racconti del terribile incidente. Occhiali, cellulari e casco sono rimasti intatti quasi come il viso. Lo sfortunato campione filottranese ha impattato violentemente con il cuore e torace. Un colpo fatale.

Morto Michele Scarponi: lo strazio dei familiari all'obitorio

A metà mattina la moglie Anna fa ritorno a casa per stare vicino ai gemellini dopo aver posto nella bara due disegni, forse l’ultimo regalo dei bambini al loro babbo. Attimi da pelle d’oca. Tante le lacrime versate da tutti. Anche dal sindaco filottranese Lauretta Giulioni presente assieme al vicesindaco Giovanni Morresi. «Sono giunte testimonianze di solidarietà da tutto il mondo. Per i familiari è un momento durissimo, una tragedia in uno dei momenti più belli di Michele. Stanno cercando di realizzare quello che è successo.

La carriera FOTO

image

Tocca abbassar la testa di fronte a una realtà durissima. C’è preoccupazione per i bambini che si ritrovano senza il padre, ma il sostegno psicologico non manca». Il primo cittadino pensa anche alla famiglia dell’autista del furgone. «In tutta la città c’è un grande senso di smarrimento e grande tristezza». Si pensa al futuro. «Per Michele faremo qualcosa di sicuro. Intestare una piazza, un memorial per i giovani ciclisti. Ci stiamo già attivando unitamente allo Scarponi fan club».

All’obitorio non è voluto mancare il parroco di Sant’Ignazio di Cantalupo, don Luigi Pesaresi che ha unito in matrimonio Michele e Anna, battezzato i gemellini. «Un ragazzo simpatico. Lo conosco da trenta anni, un amico di tutti. Come ha detto anche la mamma presa dal dolore ‘a Michele piaceva la salita e ci ha preceduto nella scalata al Paradiso’. Avevamo in paese una festa, ma l’abbiamo annullata. Troppo dolore».

Il ricordo di Angelo Costa - L'ultima vittoria - Lo strazio di Nibali e Aru