Piumini Max Mara inverno 2015 2016: Foto e Prezzi foto d'oca

Piumini Max Mara inverno 2015 2016: Foto e Prezzi

Canada Gooseeatured-media-main" itemprop="image" itemscope itemtype="http://schema.org/ImageObject"> Max Mara piumini 2015 2016

Quando andiamo alla ricerca di piumini e giacche pesanti per l’inverno, è molto facile che decidiamo di affidarci a prodotti Made in Italy di grande qualità, che concilino il prezzo e la fattura d’eccellenza per raggiungere lo scopo insito in un capo del genere: scaldarci. Max Mara è proprio una di queste realtà, e con questo articolo dedicheremo il giusto spazio alle proposte in ambito piumini per l’inverno 2015 2016.

La casa di moda italiana di cui parliamo è stata fondata nel 1951 in Emilia Romagna, con la volontà di produrre abbigliamento femminile di alto livello, un obiettivo centrato al 100%. Essenzialità e precisione, tagli puliti e linee rigorose: il successo del marchio è immediato e duraturo, tanto che oggi i negozi sono più di duemila in tutto il mondo!

MAX MARA PIUMINI

La collezione Max Mara piumini inverno 2015 2016 è prima di tutto minimal. Lo è nelle forme, nei modelli e nelle nuances, ma chiaramente non nei dettagli. Offre capi dall’aspetto estremamente classico e sobrio, trapuntati e quasi sempre reversibili, in tinte scure o neutre, fatta eccezione per qualche nota di colore più accesso.

Il doppio utilizzo di queste creazioni si declina in soluzioni diverse, andiamo a scoprirle tutte gustandoci le foto del catalogo e dando uno sguardo ai prezzi!

Piumini Max Mara 2015 2016

PIUMINI MAX MARA CLASSICI

Cominciamo a scoprire quali sono le proposte Max Mara con i modelli più classici e adatti a tutte. Il piumino verde, ad esempio, ha linee essenziali e molto pulite, è in piuma d’oca e in doppio tessuto di nylon anti goccia e micro taffetas, leggermente svasato sul fondo.

Nella foto vi mostriamo la sua reversibilità: le maniche possono essere indossate lunghe o corte, e il capo non ha più l’aspetto trapuntato, bensì liscio. Da entrambi i lati la chiusura è con bottoni a pressione, ed è dotato di cintura tono su tono (prezzo di 525,00 €).

Max Mara piumino verde

Ecco subito una nota di colore con il piumino rosso Max Mara, che al centro vediamo anche in blu. Il tessuto di nylon antigoccia è trapuntato a rombi, il modello può essere indossato con o senza cintura, e anche in questo caso le maniche sono staccabili all’altezza del gomito (costo di 498,00 €).

Il piumino marrone dorato, invece, è in piuma d’oca e doppio tessuto di raso cangiante trapuntato orizzontalmente. Si tratta di un modello reversibile, con cintura classica e cinturina più piccola e scura. La chiusura è a zip, è disponibile anche in nero e costa 565,00 Euro.

piumini Max Mara 2016

Vi piacciono i modelli con cappuccio? Guardate il piumino blu in tela di nylon anti goccia trapuntata con due motivi diversi, con chiusura a bottoni decentrata (in vendita a 545,00 Euro).

Piumino con cappuccio Max Mara

Vediamo ora tre modelli con linee che richiamano il design del parka. Il piumino nero di media lunghezza, sulla sinistra, è molto sobrio ma ravvivato dall’arricciatura in vita e dal cappuccio che crea movimento sul collo. In doppio tessuto di raso, è reversibile e accessoriato con due cinture diverse (disponibile a 655,00 €).

Il piumino lungo blu MaxMara è in raso cangiante anti goccia, con cappuccio e tasche sui fianchi, reversibile e liscio dall’altro lato (in vendita a 675,00 €). Stesse caratteristiche per il piumino nero a destra, con collo alto e cappuccio, maniche staccabili e chiusura a zip: un modello molto comodo e ampio (costo di 545,00 Euro).

Max Mara piumini

Guardate che carino il piumino rosa con la sua versione bianca girata, un modello reversibile che dà la possibilità di avere due capi ben diversi in uno! Collo alto, allacciatura laterale con bottoni e volume a cappa, è in raso cangiante e nylon, con cinturina per segnare il punto vita (costo di 495,00 Euro).

Max Mara piumino rosa

Se cercate una proposta senza maniche, vi mostriamo in foto il piumino bianco di media lunghezza, disponibile anche in nero. E’ dotato di cappuccio, doppia cintura e chiusura a bottoni. Inoltre è reversibile, con un lato liscio (prezzo di 425,00 €).

Al centro, il piumino nero corto Max Mara. La sua cintura arricciata e con profili metallici si differenzia dalle altre, ma per il resto la qualità è la stessa: piuma d’oca, tessuto anti goccia, maniche staccabili, reversibilità (in vendita a 565,00 Euro).

A destra vediamo il piumino blu reversibile e disponibile in tante colorazioni, tutte con interni bianchi e lisci. L’allacciatura è identica a quella vista nel modello rosa, leggermente a lato e con bottoni. Cintura, cappuccio e maniche staccabili completano il quadro (costo di 595,00 €).

Piumino senza maniche Max Mara

MAX MARA PIUMINI ORIGINALI

Eccoci alle proposte un po’ più particolari, i modelli con dettagli originali e divertenti. Il piumino bianco con bordi in pelliccia, ad esempio, ha un lato liscio profilato in visone, si chiude lateralmente con i bottoni e ha due cinture in abbinamento (prezzo di 1.490,00 Euro).

Max Mara piumino reversibile

La particolarità di questo piumino blu reversibile è il lato interno in tessuto ad effetto astrakan con un pattern splendido. Le due cinture abbinate sono in materiale opaco o lucido (costo di 715,00 Euro).

Piumino nero Max Mara

Anche per questo giaccone nero Max Mara l’originalità sta tutta nel secondo lato, quello black and white a fantasia, con profili neri che ricordano un kimono. E’ in raso cangiante antigoccia e popeline di nylon stampato anch’esso anti pioggia, ha cappuccio e tasche sui fianchi, maniche staccabili e doppia cintura (in vendita a 765,00 €).

Piumini Max Mara

Carinissimo e super giovane il piumino viola Max Mara, corto e con trapuntatura a rombi, dotato di cinturina a contrasto e con cappuccio. Come si vede dall’immagine, il modello è reversibile e presenta un lato rosa liscio. E’ disponibile anche in rosa corallo con gli stessi interni, oppure verde e azzurro, o azzurro e blu, ad un prezzo di 495,00 Euro.

Max Mara piumino viola

Rimanendo in tema di colori accesi, ecco il piumino verde turchese, con lato interno a quadretti bianchi e neri. Questo modello, in piuma d’oca, presenta tutte le caratteristiche del precedente, ed è disponibile anche in rosso e in rosa (costo di 444,00 €).

Max Mara piumino verde

Tipologia simile, ma taglio più lungo, il piumino blu reversibile ha interni bianchi lisci, chiusura zip e cinturina per il punto vita (in vendita a 545,00 €).

A destra, il semplice piumino blu notte senza cappuccio, con lato liscio nella stessa cromia, doppia cintura e allacciatura con bottoni nascosti (disponibile a 370,00 €).

Piumino blu Max Mara

DOVE ACQUISTARE

La nuova collezione di piumini Max Mara è già a disposizione in tutte le boutiques del brand, fate un salto sul sito ufficiale per trovare il più vicino a voi! Potete anche effettuare i vostri acquisti online, con spedizione sempre gratuita!

Volete vedere anche altre proposte nel settore dei capi spalla per la prossima stagione? Date un’occhiata alla linea Peuterey e alla collezione Max & Co!

Cosa ne dite ragazze, vi piacciono i piumini Max Mara? Ne possedete già uno?

Written by Laura Scatoli

Fashion Editor – Laureata in Beni Culturali, scrive articoli di Moda e Tendenze. Ha trascorso la sua vita in riva al lago e adesso esplora la città. Ama la cucina, i libri, gli animali e l’arte in ogni sua espressione, scrive tanto e fantastica altrettanto. Ha mille passioni e una vera e propria dipendenza dal web, non può fare a meno del caffè, del Giappone e della matita nera sugli occhi.

13 Comments

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  1. a me piace il piumino corto sia nella versione turchese che in quella viola..bellissimi colori

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    • Come ti dicevo nel commento sotto all’articolo Motivi: abbiamo davvero gli stessi gusti! ;)

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      • Questi piacciono anche a me! :)

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      • a quanto pare si! :D

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  2. Concordo anche a me piace il piumino corto nella versione viola ;)

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  3. i piumini corti sono belli tutti!!

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    • I modelli corti hanno vinto la guerra dei piumini!

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      • ahahah è vero!!

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  4. Carini e originali ma certi sono un pochino bruttini. L’originalità ovviamente non manca mai in ogni collezione di ogni stilista ma certe creazioni non sono proprio la parte più bella della collezione, come in questo caso i piumini lunghi fino alla caviglia o al ginocchio. Ovviamente è soggettiva come cosa.

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  5. Bruttini eh!
    Forse così allontanano il freddo lol
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Anatomia del ginocchio

INDICE

  • Anatomia del ginocchio, ossa e articolazioni
  • I menischi
  • I Legamenti
  • La Capsula e la membrana sinoviale
  • PAPI e PAPE
  • La Zampa d’Oca
  • Il corpo di Hoffa
  • I Muscoli del Ginocchio


L’anatomia dell’articolazione del ginocchio è la più complessa dell’organismo sia dal punto di vista anatomico che funzionale perché dev’essere stabile e al tempo stesso permettere una buona mobilità.

 

Le ossa e le articolazioni del ginocchio

Formata da tre ossa: femore, tibia e rotula, sarebbe più corretto suddividerla in due articolazioni:

Trattamento manuale del Ginocchio, test, mobilizzazione e manipolazione
Test cassetto anteriore o lachman al ginocchio

L’Epifisi distale del femore è formata da due condili di forma ovale e asimmetrici, posteriormente sono separati da una fossa intercondiloidea ben visibile.
Davanti, i condili sono uniti tra loro da quest’area che è una superifice articolare unica.
Ai lati dei condili ci sono due sporgenze ossee, gli epicondili, chiamati così perché si trovano sopra ai condili.
I condili sono le superfici articolari del femore, mentre gli epicondili non lo sono.
La tibia ha come caratteristica una testa più larga, inoltre è presente la cresta tibiale che si può trovare facilmente palpando la parte anteriore della gamba.
Nella parte superiore c’è la tuberosità tibiale che costituisce l’inserzione del legamento patellare.
La patella è localizzata nel tendine inferiore del quadricipite femorale.
Questo tendine ha una parte superiore, ed una inferiore denominata legamento rotuleo che va ad inserirsi nella tuberosità tibiale.
La rotula ha la forma di una castagna, l’area esterna è rugosa con solchi verticali, mentre la faccia interna è liscia e rivestita da cartilagine articolare.
La rotula è compresa nella capsula articolare.

Femore,tibia,rotula
Il femore e la tibia formano un “ginglimo”, cioè un’articolazione in cui l’unico movimento permesso è la flesso-estensione sul piano sagittale. Con il ginocchio piegato è possibile anche il movimento di rotazione perchè la superficie articolare tibiale non è esattamente complementare a quella del femore e non ha una concavità accentuata che bloccherebbe alcuni movimenti.
Le superfici articolari del femore sono i condili femorali, hanno una forma convessa.
La tibia si articola mediante la parte superiore dell’osso con due condili; quello interno è concavo, quello esterno è convesso.
Leggi anche: Lesione della cartilagine


I menischi del ginocchio

Anatomia del ginocchio,menisco,laterale,medialeI menischi sono come due cuscinetti di fibro-cartilagine con forma simile a una “C” inseriti tra le due ossa.
Lo spessore di queste due strutture è maggiore all’esterno rispetto alla parte mediale.
Il menisco esterno ha una forma circolare quasi chiusa e aderisce alla capsula articolare per quasi tutta la lunghezza ad eccezione di una piccola area in cui scorre il tendine del muscolo popliteo.
I corni del menisco hanno circa lo stesso volume.
l menisco mediale aderisce alla capsula per tutta la lunghezza ed ha i corni diversi tra loro, quello anteriore è più stretto e basso rispetto a quello posteriore.
Le funzioni dei menischi sono:

Il menisco esterno conferisce mobilità al ginocchio, mentre quello interno rende più stabile l’articolazione.
In flessione, il menisco esterno è tirato posteriormente dal muscolo popliteo, mentre quello interno si sposta in misura minore, per l’azione del muscolo semimembranoso.
Nel movimento di estensione, i menischi rientrano nella loro sede anatomica spostati dai legamenti che li uniscono alla rotula.
La rotula è un osso sesamoide compreso tra il tendine femorale e quello rotuleo, serve per:

Tutte le superfici articolari di queste ossa sono rivestite da tessuto cartilagineo liscio che serve per ridurre l’attrito durante il movimento e rendere fluido e indolore lo scorrimento delle ossa.
Durante il movimento, una parte della cartilagine è compressa e il liquido sinoviale di cui è rivestita è spinto verso la capsula, invece quando l’articolazione non è più sotto carico o la persona si ferma, il tessuto cartilagineo riassorbe la sinovia comportandosi come una spugna.
Leggi anche: Lesione del menisco

 

I Legamenti del ginocchio

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Ginocchio vista frontale con il tendine rotuleo trasparente.
© axel kock – Fotolia.com

Il ginocchio ha dei robusti legamenti che sono fondamentali per la biomeccanica e la fisiologia.
I legamenti Crociati svolgono l’azione di “Pivot Centrale”, ossia di perno sul quale si muove l’articolazione.
Il legamento Crociato Anteriore (LCA) a livello della tibia si inserisce anteriormente alla spina tibiale e termina sulla faccia mediale del condilo esterno.
Il LCA non è molto vascolarizzato ed è definito fragile perché è soggetto a lesione più frequentemente del LCP.
Ha un ruolo fondamentale nel mantenere la stabilità dell’articolazione, limita la rotazione interna e l’iperestensione, inoltre durante la flessione riduce lo spostamento in avanti della tibia rispetto ai condili femorali.
Il legamento Crociato Posteriore origina nella rientranza intercondiloidea tibiale e si inserisce sul condilo mediale del femore nella parte interna, è ben irrorato ed è molto più robusto del LCA.
Il LCP è fondamentale nel controllo della rotazione e durante l’estensione riduce lo spostamento posteriore della tibia rispetto ai condili femorali.
I legamenti crociati sono a forma di “X”, incrociati su tutte le tre dimensioni dello spazio.

Esternamente al ginocchio ci sono due legamenti: Collaterale Laterale (LCL) e Collaterale Mediale (LCM).
Il primo origna dall’epicondilo laterale del femore e si inserisce nella parte esterna della testa fibulare, ha una forma simile a una corda.
Il LCL è diviso in uno strato profondo e uno superficiale e non si unisce alla capsula o al menisco.
Il legamento collaterale mediale origina dalla faccia esterna del condilo mediale e si inserisce sull’area interna della tibia.
Il LCM è più sottile del LCL ed ha la forma di una striscia elastica. Si trova all’interno della capsula ed è collegato al menisco mediale, è più lungo del collaterale laterale.
I collaterali sono importanti perché bloccano i movimenti di inclinazione laterale della tibia sul ginocchio. Le estremità dei due legamenti raggiungono la massima tensione a ginocchio esteso, mentre con l’articolazione in flessione la tensione si riduce.
Nella parte anteriore del ginocchio è situato il legamento trasverso del ginocchio che collega i menischi tra loro e il menisco mediale con l’area inter-condiloidea.


Ai lati della rotula si trovano i legamenti alari, nella parte laterale c’è il legamento alare esterno, nella parte mediale è situato quello interno, il loro compito è di impedire un eccessivo spostamento laterale della patella.
Nella parte posteriore del ginocchio il legamento menisco-femorale posteriore collega queste due strutture ed ha un orientamento obliquo.
A livello della rotula ci sono prolungamenti fibrosi che originano dai muscoli vasto mediale e laterale e si inseriscono sul bordo esterno della patella. Tale tessuto prosegue fino al Collaterale Laterale e al condilo della tibia nello stesso lato del ginocchio.
Leggi anche: Lesione del crociato anteriore
Leggi anche: Lesione del collaterale mediale

 

La capsula e la membrana sinoviale del ginocchio

La capsula fibrosa è un contenitore tipo un manicotto che circonda l’articolazione  del ginocchio; origina sulla parte posteriore del femore più in alto rispetto alla cartilagine articolare. Anteriormente, si connette ai lati della rotula e inferiormente si inserisce sulla superficie articolare tibiale.
La capsula è più spessa in certi tratti dove si collega ai legamenti del ginocchio. Sulla parte anteriore del ginocchio, la capsula aumenta di spessore e forma il legamento rotuleo che collega la patella alla tibia.
La membrana sinoviale è a contatto con la superficie interna della capsula ed è composta da tessuto connettivo fibroso, è molto utile perché produce la sinovia o liquido sinoviale che nutre la cartilagine e lubrifica l’articolazione in modo da diminuire l’attrito durante il movimento.
Nell’articolazione del ginocchio, dietro ai tendini, ci sono numerose borse sinoviali, cioè sacche di liquido sinoviale tra ossa e cute o tra legamenti e tra muscoli.

La più estesa si trova sulla faccia anteriore del ginocchio, tra la cute e la rotula, è la borsa sinoviale pre-rotulea; fra il tendine quadricipitale e il femore è situata la borsa rotulea e tra il legamento patellare e la tibia c’è la borsa infra-rotulea.
Questa struttura ha il compito di permettere lo scorrimento tra i muscoli e i tendini mantenendo “oliato” il meccanismo e diminuendo l’attrito tra i tessuti.
Leggi anche: Sinovite

PAPI e PAPE

I punti d’angolo posteriore interno (PAPE) ed esterno (PAPI) sono delle strutture formate da legamenti, tendini e capsula articolare ed hanno un azione congiunta con i legamenti crociati per stabilizzare il ginocchio in senso antero-posteriore e durante la rotazione, inoltre evitano la sublussazione della tibia durante la flessione o l’estensione.
Il PAPE è situato posteriormente rispetto al Collaterale Laterale.
Il punto d’angolo postero-esterno è reso dinamico dal Muscolo Popliteo, il quale ha un tendine che si divide in 3 fasci, il primo si inserisce nell’epicondilo laterale del femore, il secondo termina sulla testa del perone (legamento popliteo arcuato) e il terzo si collega al menisco esterno, questa struttura comprende anche il tendine del Bicipite Femorale.


Questa tripla inserzione del tendine permette di esercitare una forza sul menisco durante la flessione e la rotazione interna, inoltre agisce come stabilizzatore. tra femore e tibia.
In caso di lesione del Legamento Crociato Posteriore, nella maggior parte dei casi anche il PAPE si lede.
Il PAPI si trova sulla faccia mediale dell’articolazione del ginocchio, internamente al Legamento Collaterale Mediale, è formato dalla parte postero-mediale della capsula, dal tendine del muscolo Semimembranoso, dal legamento posteriore obliquo e comprende anche il menisco mediale.
Il Punto d’Angolo Postero-Interno serve a stabilizzare la parte mediale dell’articolazione; agisce congiuntamente al LCA.

 


La Zampa d’Oca del ginocchio

Quadricipite femorale,zampa d'ocaTra i muscoli della loggia posteriore e mediale della coscia, ce ne sono tre che hanno un tendine comune denominato “Zampa d’Oca” che si inserisce sulla faccia interna dell’epifisi prossimale della tibia.
Questi muscoli sono il sartorio, il semitendinoso e il gracile.
Questo grosso tendine agisce insieme al collaterale mediale nella stabilizzazione del ginocchio ed impedisce un’eccessiva rotazione esterna.

 

Il corpo di Hoffa

Il Corpo di Hoffa è pannicolo adiposo che si trova sotto al Legamento Rotuleo e ha una doppia funzione, di attutire gli urti e di facilitare lo scorrimento riducendo l’attrito.

 

Corpo di hoffa,menischi,rotula

I Muscoli del Ginocchio

 

Muscolo Tensore della Fascia Lata

Arto inferiore vista laterale.
Arto inferiore vista laterale
© Andreas Meyer – Fotolia.com

È un muscolo lungo e stretto che si trova nella porzione esterna della Coscia.
Origina dalla SIAS (Spina Iliaca Antero Superiore) e si inserisce sul condilo esterno della Tibia, è biarticolare perché attraversa e controlla due articolazioni: l’Anca e il Ginocchio.
Il tendine che si inserisce sulla tibia è molto lungo, inizia subito sotto la linea pettinea e la tuberosità glutea e si unisce alla fascia femorale o lata costituendo la benderella o tratto ileo-tibiale.
L’azione del Tensore della Fascia Lata è l’abduzione della coscia, aiuta anche nel movimento di estensione della gamba sulla coscia.

 

 

Muscolo Sartorio

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Arto inferiore vista mediale.
steve estvanik – Fotolia.com

È il muscolo più lungo che abbiamo, stretto e nastriforme ha un andamento a “S” e decorre sopra al quadricipite.
Origina dalla SIAS (spina iliaca antero superiore) e si inserisce sulla faccia mediale della Tuberosità Tibiale unendosi ai tendini del Gracile e del Semitendinoso che insieme formano una struttura tendinea denominata “Zampa d’Oca”.
Il sartorio è un muscolo che permette di accavallare le gambe come un sarto, da qui il suo nome; infatti flette, extraruota e abduce la coscia oltre a flettere e ruotare internamente la gamba.

 

Muscolo quadricipite femorale

È il più importante estensore del Ginocchio ed è un muscolo fondamentale per la deambulazione.
Si trova sulla loggia anteriore della coscia, è un muscolo formato da quattro capi:

 

Ginocchio,quadricipite,legamenti,menischiIl Retto Femorale è biarticolare ed origina dalla SIAI (Spina Iliaca Antero Inferiore) e dal tratto superiore della circonferenza dell’acetabolo.
Il vasto laterale origina dalla parte laterale del Grande Trocantere e dalla Linea Aspra.
Il Vasto intermedio origna dalla faccia Antero-Laterale della diafisi femorale e il vasto mediale origina dalla zona mediale della Linea Aspra.
Questi quattro muscoli si estendono verso la Rotula formando un tendine comune detto Tendine Quadricipitale che si inserisce sulla Patella, alcuni fasci continuano anteriormente ad essa per terminare sulla Tuberosità Tibiale.
Il quadricipite ricopre tutta la parte anteriore del Femore, oltre ad estendere la gamba, con il retto femorale contribuisce alla flessione della coscia.
Ai lati della rotula il rendine del quadricipite è rinforzato da due retinacoli, vale a dire fasci di connettivo fibroso che collegano la rotula ai condili tibiali.
Il muscolo quadricipite a destra dovrebbe essere uguale a quello di sinistra o quasi, mentre le braccia hanno una differenza più accentuata.
Leggi anche: Lesione del tendine rotuleo
Leggi anche: Tendinite del tendine rotuleo
Leggi anche: Tendinite del quadricipite

Gli Ischio-Crurali

Sono tre muscoli della loggia posteriore della coscia: il Bicipite Femorale, il Semimembranoso e il Semitendinoso, sono tutti biarticolari, hanno in comune l’origine ischiatica, l’azione di flessione della gamba sulla coscia e l’estensione dell’anca.
Essi hanno un ruolo importantissimo nella cinematica del ginocchio perché con la loro azione proteggono il Legamento Crociato Anteriore dalle lesioni

Il Bicipite Femorale

Dal nome si capisce che questo muscolo ha due capi, il lungo che origina dalla Tuberosità Ischiatica insieme al muscolo Semimembranoso e il breve che origina nella metà distale della linea aspra e dal setto intermuscolare laterale.
Dopo aver percorso la parte posteriore e laterale si inserisce sulla testa del Perone e sul condilo laterale della tibia.
L’Azione del Bicipite Femorale è di flettere la gamba sulla coscia ruotandola esternamente, è l’unico muscolo che agisce da extrarotatore del ginocchio, inoltre estende la coscia.

 

Il Semitendinoso

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Arto inferiore vista posteriore.
© Patrick Hermans – Fotolia.com

Origina dalla tuberosità Ischiatica, ma rispetto agli altri Ischio-Crurali si trova in posizione superiore ed interna.
Si trova nella parte posteriore e mediale della coscia e si inserisce sulla faccia mediale del condilo mediale della tibia.
L’azione del Semitendinoso è di flettere e ruotare internamente la gamba sulla coscia, inoltre estende la coscia.

 

Il Semimembranoso

Origina dalla tuberosità Ischiatica insieme al Bicipite Femorale, è situato nella parte posteriore e mediale della Coscia, distalmente il tendine si separare in tre fasci: il ramo “discendente” termina sulla faccia posteriore del condilo mediale Tibiale, il ramo “ricorrente” prosegue verso il Condilo Laterale Femorale costituendo il Legamento Popliteo Obliquo, e il ramo “anteriore” o riflesso che si inserisce sulla faccia anteriore del Condilo interno della Tibia.

L’azione del Semimembranoso è la flessione e rotazione interna della gamba sulla coscia e l’estensione della coscia.

 

Il Gracile

gracile
Gracile

Come dice il nome, questo muscolo è piccolo e stretto, si trova sulla zona mediale della coscia.
Origina dalla zona anteriore della Branca Ischio-Pubica e si inserisce sulla faccia mediale e anteriore del condilo della Tibia insieme al muscolo Sartorio e al Semitendinoso formando la Zampa d’Oca.
Il Gracile adduce la coscia, flette e ruota internamente la gamba sulla coscia.

 

Il muscolo Popliteo

È un muscolo profondo che si trova nella parte posteriore della gamba, è largo e sottile.
Origina dalla zona esterna del condilo femorale laterale e si inserisce sul lato superiore della Linea Obliqua e sulla zona posteriore della Tibia.
Il Muscolo Popliteo flette e ruota medialmente la gamba.

 

Il Gastrocnemio

È composto da due capi muscolari simmetrici, uno mediale che origina dal condilo Femorale interno e dalla porzione interna della Capsula ed uno laterale che origina dal Condilo Femorale esterno e dalla porzione esterna della Capsula, è un muscolo biarticolare.

Si inserisce con il robusto tendine Calcaneare o d’Achille sulla zona postero-superiore del Calcagno.
L’azione del Gastrocnemio è la Flessione Plantare del piede e la rotazione interna, inoltre concorre alla flessione della gamba sulla coscia.

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