Recensioni del film Blade Runner 2049 @ ScreenWEEK presa d'oca canadese

Blade Runner 2049: Tutte le recensioni

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Lorenzo Pedrazzi (blog.screenweek.it) 04.10.2017 Denis Villeneuve riesce a espandere l'universo di Blade Runner camminando in equilibrio tra l'omaggio al passato e la rivisitazione personale. Se alcune sfumature risultano inevitabilmente derivative, Blade Runner 2049 sa comunque farsi autonomo, ed è qui che la scelta di Denis Villeneuve si rivela vincente: il suo modo di “fare cinema”, a Hollywood, è acuto e ragionato come pochi altri, e si applica persino all’universo preesistente di Blade Runner. Da vero umanista, affezionato a personaggi fragili e sinceri, Villeneuve ripropone qui una fantascienza matura che parla alla testa e al cuore del pubblico, dove èpos e intimismo convivono in armonia. Visualizza la recensione

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Gabriel Piazza 06.10.2017 5 Ho dato il mio voto a Blade Runner 2049 | #BladeRun... 5 Ho dato il mio voto a Blade Runner 2049 | #BladeRunner : affascinante sequel di uno dei film più influenti della storia del cinema, che non soffre di timori reverenziali nei confronti del prototipo, ma che anzi sa sperimentare e ne evolve il linguaggio, Visivamente strepitoso (almeno un paio di scene non me le scorderò mai), tocca poi alcune corde che mi stanno molto a cuore, Evocativo, nostalgico e con una fortissima carica di erotismo (come il precedente Arrival dello stesso Villeneuve), è un film che vorresti non finisse mai. Una perla rara, per chi ha la voglia e la pazienza di perdersi in un film enorme, che scava nella natura umana, e nel profondo di ciascuno di noi. Leggi tutto Chiudi

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Andrea Chimento (www.ilsole24ore.com) 05.10.2017 Non ci sono probabilmente frasi che rimarranno nella storia della settima arte come quella pronunciata da Rutger Hauer nel film originale («Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…»), ma sono numerose le sequenze che rimarranno impresse nella memoria al termine della visione. Una su tutte, lo scontro tra K e Deckard in mezzo a una sala in cui vengono proiettati gli ologrammi di alcune delle icone del ventesimo secolo.

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Alessandro Menchi 06.10.2017 5 Immenso e potente, con una prima parte più thriller... 5 Immenso e potente, con una prima parte più thriller e una seconda più noir, tenute insieme da una regia sontuosa e da un ottimo cast, Gosling in primis. Riesce nell'impresa titanica di tenere il confronto con il primo film affermandosi con una sua personale filosofia e identità. | #BladeRunner2049 Leggi tutto Chiudi

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Redazione (www.acinidicinema.it) 05.10.2017 Blade Runner 2049 è promosso come film e come sequel, ma accoglierà tutt’altro che un pubblico trasversale. I fan saranno felici dopo tanto tempo di essere riportati in quel mondo. Gli appassionati di genere avranno la visione di uno dei registi più adatti per continuare e rielaborare il lavoro di Ridley Scott. Tutti gli altri dovranno semplicemente essere preparati ad un lungometraggio, anzi lunghissimometraggio, che preferisce la nicchia al mondo di Star Wars.

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Andrea El Sabi (www.cineclandestino.it) 05.10.2017 Con Blade Runner 2049 si è di fronte a un miracolo visivo, grazie alle scenografie curate nei minimi dettagli di Dennis Gassner e alla fotografia di Roger Deakins, ricca di sovrapposizioni, proiezioni e chiaroscuri che riflettono lo sguardo intimo e personale del regista, creando un amalgama che sfiora la perfezione.

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Federico Ferrantini (www.mauxa.com) 05.10.2017 Blade Runner 2049 lascia lo spettatore affascinato e divertito, immerso in un mondo fantastico con una narrazione suggestiva. Rappresenta quel genere di film di fantascienza dove tutto è in equilibrio. Sebbene non giunga ai livelli del precedente capitolo è certamente degno di rappresentare la continuazione della saga di Blade Runner.

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linkin91 (www.cinematik.it) 05.10.2017 Un sequel coraggioso e per niente banale che però non potrà mai rimanere impresso nella mente degli spettatori come fece il suo rivoluzionario predecessore proprio perché lo stesso “Blade Runner” a suo tempo aveva decretato la nascita del genere distopico fantascientifico. A prescindere dagli inevitabili paragoni, B”Blade Runner 2049″ è un ottimo film, sicuramente consigliato per l’impeccabile regia e la straordinaria fotografia.

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Gabriele Niola (www.wired.it) 05.10.2017 Blade Runner 2049 incorpora il volto del film precedente, che riesce a diventare un’altra cosa, un film molto moderno nell’approccio alla Sci-Fi e in cui l’unico vero legame con l’originale sta in quanto un replicante possa avere rispetto di ciò che ha capito non riuscirà mai a raggiungere o possedere, eppure ha molto desiderato.

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Davide Turrini (www.ilfattoquotidiano.it) 05.10.2017 Non per affossare l’estetica anni ottanta di Scott, ma Villeneuve rispettando la griglia narrativa della matrice ricostruisce, anzi allarga all’infinito fantascientifico, un mondo, più mondi, più set e ambientazioni, fino a sospendere la storia dei replicanti che provano sensazioni umane in una strabiliante spazialità futura. Potentissimo Blade Runner 2049 prima di tutto a livello figurativo.

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Daniele Daccò (www.orgoglionerd.it) 05.10.2017 Blade Runner è un'opera umana, affascinante, sfumata e emotiva. Blade Runner 2049 è un replicante, solido, tecnico. Costruito con maestria, ma costruito. La differenza che c'è tra arte e artigianato. Guardatelo, appassionatevi alla potenza della sua tecnica, godetevi un film ben fatto senza dimenticare che l'arte non è perfezione e l'anima non si può creare a tavolino.

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Daniele Buzzurro (amazingcinema.it) 05.10.2017 Thriller di fantascienza che si colloca in ogni senso circa 30 anni dopo Blade Runner. Storia che stupisce e conquista su diversi aspetti, anche se resta meno empatica dell`originale del vecchio film. Uso degli effetti speciali forte ma mai irreale, bravi gli attori, in particolare Ana de Armas.

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Mattia Rotondi (www.tuttosport.com) 05.10.2017 Il regista, invece, insieme con il direttore della fotografia Roger Deakins, fa il suo nella parte visiva. Anzi, qualcosa di più. Mette in scena uno spettacolo per gli occhi, sicuramente d'impatto. Splendida in particolare la fotografia. Luci, ombre, tonalità calde e fredde: un gioco continuo e mai banale costruito per avvolgere lo spettatore e trasportarlo in una Los Angeles molto diversa da quella che conosciamo. Già questo vale il prezzo del biglietto.

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Claudia Bighi (www.abovetheline.it) 05.10.2017 La sensazione che ci pervade durante Blade Runner 2049 è quella di assistere ad un miracolo – tema centrale, lo capirete – dell’estetica: algido, simmetrico, perfetto nella magistrale fotografia di Roger Deakins. Ogni inquadratura è, scusate il gioco di parole, un quadro da rubare. Un’immagine da imprimere nella memoria e rivedere anche ad occhi chiusi. Così come i ricordi dei Replicanti, vero e proprio dilemma che li attanaglia adesso come in passato.

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Luca Marchetti (ilfoglietto.it) 05.10.2017 Blade Runner 2049 è un ottimo lavoro, un film che ha tutte le carte per confermarsi come uno dei migliori dell’anno (molto valide le performance del cast, specie quella di un inquietante Jared Leto). Probabilmente, se fosse nato come pellicola completamente originale, staremmo tutti parlando di capolavoro. Così, invece, con questo titolo, siamo di fronte solo a un buonissimo film che, come e più di molti altri, deve ancora tantissimo a una pellicola di quasi quattro decenni fa.

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Redazione (www.longtake.it) 05.10.2017 Denis Villeneuve ha vinto su tutti i fronti quella che può essere considerata una delle sfide cinematografiche più coraggiose del nuovo millennio. Un sequel che mantiene intatto il fascino cupo e fatalista del film precedente, riuscendo nel non facile compito di aggiornare un immaginario iconico per presentarsi come un progetto moderno e con un forte timbro contemporaneo, lontano da una semplice operazione-nostalgia.

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Valeria Brunori (www.ecodelcinema.com) 05.10.2017 Alcune scene sono semplicemente sublimi, con delle idee geniali che rendono "Blade Runner 2049" un film in grado di reggersi sulle proprie gambe e non solo un sequel o una copia di qualcosa già fatto in precedenza. Per i fan irriducibili, inoltre, ci sono moltissimi dettagli e riferimenti pronti a farvi battere il cuore. Un consiglio per tutti è di rivedere "Blade Runner" poco prima di andare al cinema, così da non perdere neanche un particolare della nuova pellicola.

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Davide Sica (www.cinemamente.com) 05.10.2017 Da antologia alcune sequenze tra Gosling e Ford sulle note di Can’t Help Falling in Love e Suspicious Mind di Elvis, dello stesso Gosling davanti al juke box con l’ologramma di Frank Sinatra e in una scena intima e molto commovente con la sua partner virtuale. Fondamentale è l’apporto di Roger Deakins per la fotografia e di Dennis Gassner per le scenografie, giganti in grado di creare degli autentici capolavori contemporanei d’arte visiva, straordinari per la capacità di passare da un contesto all’altro, dal neon intermittente all’oscurità della metropoli fino al bianco accecante della neve.

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Tiziano Sbrozzi (www.gamelegends.it) 05.10.2017 Blade Runner 2049 è un titolo fantascientifico noir davvero moderno, con quel tocco di passato che non delude. Sfortunatamente, non è chiaro perché a un certo punto il regista e gli scrittori abbiano deciso di tirare il freno e fermare quello che poteva essere un film da oscar. Nonostante la pecca sul finale, il film resta davvero godibile.

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Antonio Dini (www.fumettologica.it) 05.10.2017 Un film costruito con attenzione e grande sapienza. Si apre con una sequenza aerea visivamente intrigante, che attraversa un panorama agricolo devastato e che viene seguita da uno scontro fisico potente e drammatico. Villeneuve si prende carico sia della dimensione visiva di Blade Runner 2049 che dell’evoluzione del suo immaginario. E noi scopriamo che il regista di Sicario (2015) e Arrival (2016) non sbaglia davvero un colpo. È un maestro capace di costruire complessi e affascinanti meccanismi visivi e al tempo stesso mettere assieme narrazioni ricche e articolate, costruite su più strati.

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Marv (redcapes.it) 05.10.2017 Villeneuve ha dunque creato qualcosa di completamente inaspettato, un evento cinematografico pronto a segnare una generazione come fece il film di Ridley Scott nel 1982. Imparagonabili le due pellicole non avrebbe nemmeno senso farlo. Si parla di due film completamente diversi l’uno dall’altro. Nonostante i richiami alla vecchia pellicola, qui si parla di un opera figlia del nostro tempo, dell’opera di un regista che parla un linguaggio nuovo e tutto suo, che omaggia le sue origini ma ne prende le distanze in modo chiaro e preciso. Un lavoro corale che sfiora la perfezione, un cast che gira a regimi altissimi capitaneggiato da un Gosling mai cosi perfetto. Roger Deakins filma tutto in maniera magistrale e consegna alla storia del cinema immagini e ambientazioni uniche pregne di poesia. Denis Villeneuve ha probabilmente girato un capolavoro che diventerà cult e farà storia. Ma solo il tempo potrà dircelo.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it) 05.10.2017 Assistere ad un sequel attesissimo come Blade Runner 2049 porta con se i propri pregiudizi e le proprie opinioni, soprattutto se si è dei fedeli duri e puri che del primo capitolo ne hanno fatto una filosofia artistica e, poi magari, anche di vita; a Villeneuve è toccato questo scotto di metter mano al materiale sacro in questione e con molta premura, e senza alcuna presunzione, il nostro regista riesce a ricreare visivamente ed emotivamente le stesse situazioni dell’opera creata da Scott, usufruendo di un tocco visivo, curato dal pregiato direttore della fotografia iogngbpe. Onde comprar canada ganso Roger Deakins, molto adeguato alla situazione e al tipo di risultati da ottenere.

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Luca Ciccioni (www.anonimacinefili.it) 05.10.2017 Gosling e Ford sono le star di un sequel che fagocita l'originale, asservendolo a un disegno più grande. Straordinariamente ambizioso e bellissimo.

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Tommy (www.nerdburger.it) 05.10.2017 Così come la componente visiva riesce a stupire (e di questi tempi non è poco), il fattore umano (e umanoide) si avvale di ritratti di malinconica disperazione, contrapposti ad altri di freddo sadismo e furia distruttrice. Tematiche importanti, declinate con un senso della spettacolarità solenne, che nulla concede alla frenesia del linguaggio di certo cinema mainstream moderno. E che presenta solo un perdonabile calo di ritmo verso le battute conclusive, rispetto ad una tenuta pressoché perfetta nell’arco dei 163 minuti.

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Roberto Vicario (gamesurf.tiscali.it) 05.10.2017 Blade Runner2049 pur condividendo molti degli elementi cari ai fan della pellicola del 1982 di Ridley Scott, allo stesso tempo, ne prende le distanze. Visto con gli occhi di uno sci-fi figlio del tempo in cui viviamo, il film di Villeneuve è incredibilmente affascinante. Forse non indimenticabile, vuoto a livello di contenuti narrativi, ma ricco di elementi etici e audiovisivi che vi lasceranno largamente soddisfatti. Un Blade Runner diverso, ma ugualmente bello.

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Luca Zanovello (www.masedomani.com) 05.10.2017 Sviluppato dal copione di Hampton Fancher (già sceneggiatore nel 1982) e Michael Green (Logan, Alien: Covenant) secondo i dettami della poetica da ragioniere di Denis Villeneuve [...] La congiunzione del trio sforna un film perfetto per gli occhi, a tratti per la testa, quasi mai per il cuore. Perché? A Blade Runner 2049 riesce tutto sul versante tecnico e visivo, dove l’algore e la precisione chirurgica pagano: la Los Angeles tra trentadue anni è una stupenda diapositiva di oscurità al neon, i panorami – siano essi desolati o affollati – parlano ancora di un avvenire di affinata e consolatoria tecnologia che prova a colmare lo spaesamento umano e umanoide.

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Mattia Pasquini (www.film.it) 05.10.2017 Difficile considerarlo un Capolavoro insomma, come alcune delle prime recensioni statunitensi avevano urlato, ma anche parlare male di questo nuovo Blade Runner, comunque intenso, comunque emozionante, comunque denso e pregno di significati e di significanti… soprattutto, comunque, un film personale di un regista che una volta di più si dimostra coraggioso, anche se forse meno libero che in passato.

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Simona Santoni (www.panorama.it) 05.10.2017 Con Blade Runner 2049 Villeneuve non sceglie la rotta più esistenzialista e riflessiva di Arrival, pur non deragliando in action ansiolitico e intrichi di trama fumosi. Anche le ambientazioni (dalle abitazioni ai residenti di Los Angeles) sono meno caratteristiche e prepotenti, più incolori, pur sulla scia delle precedenti. Ma tutto quello che avviene è plausibile. E anche ricco di significati: i replicanti più umani degli umani, il bisogno d'amore vero al di là della virtualità più avanzata, la confusione tra ciò che è vero e ciò che assomiglia al vero.

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Fabrizio Tassi (www.cineforum.it) 05.10.2017 È cinema maiuscolo, titanico, e pure medianico. Immagina un futuro possibile, come già faceva il suo progenitore, rendendolo reale. E intanto ragiona sul fantasma della realtà in cui viviamo-vivremmo-vivremo, su ciò che siamo e pensiamo di ricordare, sull'imprescindibile illusione dell'amore, sulla fiducia in sé stessi (quello che ci hanno insegnato a credere) e la fede in qualcosa di più grande (un'idea, un'etica, un'utopia, un miracolo).

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Gabriella Giliberti (leganerd.com) 05.10.2017 Blade Runner 2049 è il degno seguito del suo predecessoreUn film atteso e temuto, ma che ha saputo reggere il gioco, portando un nuovo sviluppo verso una storia che continuerà nel tempo.

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Alessandro Giglio (www.lanouvellevague.it) 04.10.2017 Un film ambizioso, estetizzante e che resta sempre in bilico tra noir e thriller conservando una forte complessità tematica. Ammaliante la fotografia di Roger Deakins, così come lo sono le musiche di Benjamin Wallfisch, chiamato nel difficile compito di far dimenticare quelle di Vangelis. La ricostruzione post apocalittica è impeccabile ed ha il merito di farti viaggiare in un mondo che sembra essere esistito realmente. Eccoci di nuovo a parlare di reale. Tutto il film ci gioca. Repliche, identità e ologrammi (da incorniciare la scena dell’incontro non proprio amichevole tra K e Deckard nel teatro tra una apparizione di Elvis e Marylin).

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Davide Montalto (www.nerdplanet.it) 04.10.2017 Blade Runner 2049 non vuole essere un titolo completamente diverso dal suo predecessore, ma anzi, riesce a riprendere alcuni argomenti approfondendoli, sviscerandoli e riuscendo a rendere chiare molte cose lasciate forse in sospeso o definite in modo poco chiaro. Perché Blade Runner 2049 non è un filmetto da dimenticare, con un replicante, qualche donna, un cattivo e una storia d’amore. Blade Runner 2049 è il degno successore del lavoro di Ridley Scott; dove altri avrebbero potuto fallire avendo a disposizione un’enormità di materiale e possibilità, Villenueve non ha vacillato ed è andato a segno.Vale la pena di vederlo? Si, l’ottimo cast non ha deluso le aspettative.

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Amedeo Davit (www.gamesoul.it) 04.10.2017 Questo sequel rimane un’opera titanica ed un degno successore per la pesante eredità del franchise. Le quasi tre ore di durata del film sono una vera e propria esperienza multisensoriale che vi lascerà carichi di dubbi e domande sull’esistenza e sopratutto sul vero significato dell’essere umani.

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Francesca Romana Buffetti (www.diredonna.it) 04.10.2017 Dalla sua, Denis Villeneuve, già apprezzato lo scorso anno per “Arrival“, si intasca il merito di aver confezionato un prodotto più che riuscito, capace di non tradire il suo glorioso antenato, né per atmosfera né per filosofia sottostante.

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Davide Colli (darumaview.it) 04.10.2017 Blade Runner 2049 risulta indubbiamente l’opera migliore diretta da Denis Villeneuve e, pur non rappresentando il capolavoro decantato da molti critici oltreoceano, oltre a non deludere minimamente le grandi aspettative del pubblico, entra di diritto tra i migliori film di questo 2017 cinematografico.

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Benedetta Bragadini (www.rollingstone.it) 04.10.2017 La trama c’è e si sente: e se Hampton Fancher, qui insieme a Michael Green, riprende in mano la sceneggiatura, mantenendo intatto lo spirito del romanzo di Philip K. Dick, lo score di Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch omaggia quello al synth e intramontabile di Vangelis, ma con un tocco più stridente e il volume molto più alto, un po’ come tutto il film. Blade Runner 2049 riesce dove quasi tutti i sequel falliscono: comprendere a fondo l’originale e costruirci sopra con ambizione, autenticità e inventiva un nuovo orizzonte. Diventando un potenziale cult a sua volta.

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Yuri Polverino (www.spaziogames.it) 04.10.2017 Molti si aspettavano un blockbuster, Blade Runner 2049 invece riesce a uscire da quei confini e propone un vero film sci-fi: lento, riflessivo, misurato e infarcito dalla giusta dose di azione. La fotografia è spiazzante e il sonoro è perfetto, cosi come la regia di Villeneuve conferma le sue indiscutibili doti.

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Paolo Di Fonzo (nerdando.com) 04.10.2017 Riportare al cinema Blade Runner era una sfida considerevole: mancava il materiale su cui basarlo, non essendoci un seguito al libro di Dick, si rischiava di creare un qualcosa di distorto o ridicolo rispetto all’originale o di fare una ripetizione della stessa storia. Personalmente credo che invece, a dispetto delle difficoltà, Villeneuve sia stato in grado di creare un nuovo film originale ed interessante che si concilia con quanto visto nel classico del 1982, tanto come messaggio che visivamente.

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Giorgia Lo Iacono (www.wilditaly.net) 04.10.2017 Blade Runner 2049 è inequivocabilmente figlio della pellicola del 1982, ne mantiene inalterato lo spirito visivamente quanto tematicamente. Eppure riesce a non scopiazzare il predecessore bensì a trovare un’identità sua. Prende spunto da quell’universo per ampliarne i confini, consentendone una conoscenza più approfondita. E anche lì dove la storia potrebbe sapere di telefonato, scatta il colpo da maestro che ribalta aspettative e convinzioni. Aggiungendo strati di potenza a un film che riesce a non impantanarsi nel puro esercizio di stile. Tra una sparatoria e un’altra, tra rivelazioni e interrogativi, Blade Runner 2049 trova anche il tempo per raccontarci dell’illusionarietà dell’amore e della necessità di darsi un senso. Di sentirsi parte del mondo e non soltanto una comparsa in esso.

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Martina Barone (www.cinecaverna.it) 04.10.2017 Denis Villenueve centra l’impossibile obiettivo di riportare al cinema una mastodontica operazione fantascientifica mostrandosi assolutamente abile nel rimaneggiare gli stilemi presentati dal primo Blade Runner, tralasciando però quella sensibile aria noir che contraddistingueva il film degli anni Ottanta e sostituendola con l’influenza del proprio contraddistinto stile. Il regista evita infatti di maneggiare una copia dell’apripista che ha segnato un genere cinematografico e l’utopistico universo delle arti visive futuristiche, puntando piuttosto sulla sua incredibile attitudine nel far parlare il film direttamente attraverso le immagini, ognuna curata nel più piccolo particolare e di una bellezza da mozzare il fiato.

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Giulio Cicala (www.cinetvlandia.it) 04.10.2017 Villeneuve ha realizzato un film memorabile, segno di grande maturità artistica, già apprezzato nel recente Arrival o in altre opere altrettanto encomiabili come Sicario e Prisoners. Definirlo un capolavoro forse è troppo presto perché servono più visioni dello stesso per apprezzarne tutte le sfumature di un grande ritorno al passato di un grande cinema che non si fa più, purtroppo. Complimenti Villeneuve hai preso un rischio e hai vinto, hai replicato con intelligenza e rispetto. Aspettiamo con ansia il terzo film e ci devi essere ancora tu, ancora così.

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Cecilia Strazza (www.vertigo24.net) 04.10.2017 Storie di identità perdute e altre da ricostruire, di un’umanità che possiamo solo sfiorare e mai toccare con mano, di muri fisici e ideologici che in un futuro ormai prossimo ci allontaneranno fino alla completa solitudine: in Blade Runner 2049 queste tracce esistenziali trovano il binario su cui correre e le figure a cui aggrapparsi, nelle sagome in controluce definite da Roger Deakins e nelle sue riprese mozzafiato in campo lunghissimo.

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Ludovica Ottaviani (www.moviestruckers.com) 04.10.2017 Un’estetica raffinata quanto rarefatta, ammaliante e ipnotica, costruita su solide simmetrie geometriche, sembra evocare – a livello visivo – quella struttura complessa che contraddistingue le “pecore elettriche” alle quali accennava Dick. Il sequel firmato da Villeneuve è un ipnotico labirinto che trascina, impotenti, fin nel cuore stesso del problema affrontato prima da Dick e poi sfiorato, solamente, da Scott.

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Simone Fabriziani (www.awardstoday.it) 04.10.2017 Narrativamente giocato sul dialogo, sulle suggestioni visive e poco sull'azione pure et dure Blade Runner 2049 è il capolavoro miracoloso di un sequel aggiornato alla sensibilità paterna di un cineasta che omaggia il cult degli anni '80 proiettandolo con urgenza e passione per il mezzo della macchina da presa nella contemporaneità. Capolavoro di lirica bellezza (e la direzione della fotografia di Roger Deakins è da manuale del cinema), di corpi in trasformazione, di assorti silenzi, di assordante poesia, il sequel di Denis Villeneuve è forse, più che la continuazione di un universo nato dalle parole stampate di Philip K.Dick e dal genio visivo di Scott, il testamento appassionato ed imperfetto del perché il regista di Arrival regala da alcuni anni alle platee di tutto il mondo cinema allo stato puro con con la C maiuscola.

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Francesco Di Brigida (spettacoli.leonardo.it) 04.10.2017 BD2049 urtilizza il linguaggio della contemplazione estatica dello spettatore verso la materia cinema. Riflette profondamente sul rapporto uomo-macchina, mette in campo l’attualità dell’amore sintetico e virtuale (come ha fatto qualche anno fa Her di Spike Jonze). Lo fa immaginando un futuro dove le real-doll sono archiviate da ologrammi sexy ed espandibili come oggi le applicazioni sugli smartphone. Invece il mondo, anzi la California, si riduce a paesaggi alla Ken Shiro: desertici con le vestigia spettrali della vecchia metropoli vista nel film dell’82. Le notti non sono più piovose, ma nevose per una ciclicità stagionale oramai in tilt. Mentre polvere di terra gialla invade le ore diurne, arse e sterili.

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Carlo Andriani (www.newscinema.it) 04.10.2017 Dalla straordinaria fotografia di Roger Deakins alle emozionanti musiche di Hans Zimmer (composte ricalcando le intramontabili melodie elettroniche di Vangelis), Blade Runner 2049 è puro ossequio verso un cinema che oggi non esiste più. Un sequel che, rispettando il passato di Rick Deckard e Ridley Scott, apre le porte del futuro di Ryan Gosling e Denis Villeneuve. Un team che, attraverso il miracoloso ed emozionante Blade Runner 2049, rivitalizza il genere con eleganza e autenticità.

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Thomas Cardinali (talkymovie.it) 04.10.2017 Denis Villeneuve non solo omaggia il capolavoro di Ridley Scott, ma ci regala un film che vive di vita propria con delle immagini e un impianto narrativo strabiliante. Blade Runner 2049 è il riscatto della fantascienza, un genere che negli ultimi anni è tornato in auge senza mai però compiere quel passo decisivo.

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Emanuele Manco (www.fantasymagazine.it) 04.10.2017 Blade Runner 2049 è un film in cui un'ambientazione imponente e suggestiva divora completamente tutto il resto. Villeneuve è abile nel fare trasparire amore per l’universo narrativo che Hampton Fancher (già co-sceneggiatore del primo film insieme a David Peoples) e Michael Green hanno plasmato ispirandosi liberamente al romanzo Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) di Philip K. Dick e non solo lo dissemina di inside joke, ma anche di autentici fan service. Non mancano raffinatezze cinefile e letterarie, come lo stesso nome del protagonista K, e citazioni non solo dell'originale ma di cinema noir.

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Massimo Nardini (www.ilprofumodelladolcevita.com) 04.10.2017 Villeneuve sa imprimere una cifra chiara e sempre riconoscibile a un’opera che omaggia l’inarrivabile originale senza mai configurarsi come suo surrogato servile o furba deviazione.E così l’impensabile avviene: i due “Blade Runner” si richiamano e si distaccano, ognuno con la propria specifica identità. Esattamente come Deckard e l’Agente K.

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Marco Zonetti (www.affaritaliani.it) 04.10.2017 Più che mai attuale in questo nostro mondo sempre più tecnologico che vede la recrudescenza della schiavitù umana, Blade Runner 2049 è una sorta di romanzo di formazione, che incanta e travolge come la marea assassina dello showdown tra Ford, Gosling e la supercattiva.

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Emiliano Cecere (www.cinematographe.it) 04.10.2017 Non tutti accoglieranno positivamente questa opera, chi per sciocchi pregiudizi, chi per odio ante-litteram delle prosecuzioni cinematografiche, ma indubbiamente, al dissuadersi delle nubi, al morire dello sciocco chiacchiericcio, Blade Runner 2049 si ritaglierà un posto nell’olimpo non solo del grande cinema, ma delle grandi imprese riuscite a un uomo che ha dimostrato come nulla nella vita è impossibile. Chapeau Monsieur Denis!

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Marianna Cappi (www.mymovies.it) 04.10.2017 Ridley Scott produce, come a dire sigilla, mentre alla regia c'è Denis Villeneuve, supportato dalla fotografia di Roger Deakins, che non si può non annoverare tra gli autori di questo film. La sua tavolozza, insieme all'impressionante lavoro di scenografia, definiscono il clima meteorologico del film più di ogni altro elemento. Ed è certamente sul piano visivo, e delle scelte operate in questo senso, che il film di Villeneuve trova la propria originalità costitutiva: quella di un ibrido tra blockbuster e film personale, specie nella gestione del tempo, che il canadese sottrae alle logiche di mercato e fa proprio nel bene e nel male, lungaggini comprese.

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Marco Villa (www.dailybest.it) 04.10.2017 A far girare davvero il film, però, sono soprattutto i personaggi femminili, che coprono tutti i possibili livelli di esistenza: dall’umana (Robin Wright) all’ologramma (Ana de Armas), passando per i diversi modelli di replicante, ognuno con le sue specificità il suo livello di consapevolezza. È proprio nel rapporto con i personaggi femminili che il personaggio principale Agente K ha modo di scavare dentro se stesso e in questo senso non possono non essere sottolineate le sequenze che lo vedono protagonista con l’ologramma Joi, sorta di upgrade tridimensionale del sistema operativo di Her.

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Lorenzo Pietroletti (www.lascimmiapensa.com) 04.10.2017 Il messaggio bioetico appare più diretto e meno velato rispetto al primo ed unico Blade Runner. La sua presenza c’è ed aleggia sopra il film, al pari della pioggia. Villeneuve colpisce ancora e per quanto non sia il suo miglior film (al contrario di quanto affermato dal regista) Blade Runner 2049 è un film consapevole della pressione lasciatagli in eredità dal suo predecessore, ma soprattutto capace di gestirla al meglio. La presenza dei continui richiami al film di Scott è evidente nonché necessaria ma mai invadente. Blade Runner 2049 gode di vita propria, riallacciandosi al passato ma guardando al (decadente) futuro distopico.

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Paolo Nizza (cinema.sky.it) 04.10.2017 Fantascienza adulta che scivola nel noir esistenziale, mentre Elvis, Marilyn Monroe e Frank Sinatra si palesano come lo spettro di Banquo. Sensazioni paurosamente nitide, celle intrecciate nei cuori artificiali di umani più umani degli umani. E’ meglio essere nato o creato? Siamo frutto di un atto d’amore o di un’operazione matematica? Il film si dipana sui dilemmi filosofici con la grazia di una étoile.

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Costanza Mauro (www.pianetadonna.it) 04.10.2017 Esteticamente e visivamente Blade Runner 2049 non è solo un film perfetto, è puro godimento. Grigi, blu, nebbie, arancioni nucleari: ogni spazio e ambiente dell'universo di Blade Runner 2049 è caratterizzato con colori e con una maggiore o minore concretezza. Il regno di Wallace appare impalpabile, riflessi e ombra, figure galleggianti: spazi di finzione abitati da chi crea la vita artificiale. Casa di K è invece un appartamento all'apparenza solido, ma la sua fidanzata Joi è assolutamente impalpabile, un sofisticato ologramma. Gli uomini vivono schiacciati in un cupo grigio o si rifugiano in un eterno tramonto nucleare, lontani da ogni tecnologia, nascosti in palazzi che custodiscono tesori del passato.

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it) 04.10.2017 Assieme a Dunkirk, entra nel novero delle esperienze “fisicamente” cinematografiche più belle, intense e importanti degli ultimi anni, da vedere assolutamente al cinema per coglierne ogni sfumatura estetica; è anche un film che, nel suo aver deluso un poco le aspettative dal punto di vista narrativo, veste comunque bene i panni del sequel di un capolavoro leggendario come Blade Runner, giacché sgomita e riesce a vivere di luce propria, senza stare attaccato al cordone ombelicale del predecessore.

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Marco Gazzola (www.nocturno.it) 04.10.2017 Solo il tempo (e non gli snob che vedrete storcere il naso dicendo “lento e pretenzioso”, come di Interstellar) potrà dire se creerà pari mitologia intorno a sé, ma intanto Blade Runner 2049 è già IL capolavoro in cui – a fronte di cotanto benchmark – non osavamo neanche sperare. Una sfida titanica vinta la quale, subito dopo il più intimista e autoriale Arrival, Villeneuve si guadagna uno scranno alla tavola rotonda dei Kubrick, Tarkovskij, Scott, Cameron, Gilliam, Watchowsky, Nolan. Visione obbligatoria e forte candidato a film del 2017.

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Tiziano Costantini (www.staynerd.com) 04.10.2017 Blade Runner 2049 è una dichiarazione d’amore di Villeneuve al capolavoro di Scott. Un regista che entra di sua volontà a far parte di un gioco pericoloso, mostrando spavaldamente il fianco, senza paura, e regalandoci uno degli spettacoli visivi più belli degli ultimi anni. Lo sguardo, metaforico e materiale diventa il leitmotiv di un film che punta molto, forse troppo, su dei singoli elementi per poi stringersi intorno a se stesso aggrovigliandosi, più e più volte, in una storia potenzialmente fantastica ma sviluppata in maniera non ottimale e con dei ritmi troppo lenti. Nonostante ciò, il modo in cui Villeneuve riesce a togliere la polvere da una vecchia fotografia e mostrarla ai nostri occhi ci fa venire la pelle d’oca.

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William Maga (www.ilcineocchio.it) 04.10.2017 I quadri creati da Villeneuve sono incredibili: minacciosi e incombenti paesaggi urbani imbevuti nel neon, interni gelidi e asettici tagliati da architetture rigide. Il filmmaker onora come meglio non si potrebbe l’estetica dell’originale degli anni ’80 e la sua desolata visione di un futuro, quello del 2019, ormai alle porte, includendo tecnologie anacronistiche, loghi di aziende che oggi non esistono più e che probabilmente non rifioriranno nei prossimi 20 anni (come la Pan Am) e automobili e abbigliamento dallo stile retrò. Tutte queste imponenti e ostili immagini vengono inoltre intensificate dalla colonna sonora pulsante e gemente creata da Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch, accenno all’originale pulsante e ricca di sintetizzatori di Vangelis, solo con il volume sparato alle stelle. Ci sono diversi momenti in BR 2049 in cui immagine e suono convergono potenti, e il film si mostra pienamente corroborante e urgente, a ricordarci quanto lo streaming casalingo non potrà mai – in un mondo perfetto – prendere il posto della sala cinematografica.Per questo motivo, la nona fatica di Villeneuve può essere considerata un successo.

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Pietro Masciullo (www.sentieriselvaggi.it) 04.10.2017 Denis Villeneuve ci regala un unicorno ben innestato nei nostri ricordi, un film che abbiamo già voglia di rivedere al di là di ogni affrettato giudizio, perché ha ancora il coraggio di cercare nuovi orizzonti in quello sconfinato deserto ipotetico chiamato Blade Runner.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it) 04.10.2017 Villeneuve prende le dovute distanze, confezionando un sequel credibile. La notizia, per così dire, è che Blade Runner 2049 si offre più come oggetto da osservare che come esperienza da vivere, la sua innegabile sontuosità croce e delizia nella misura in cui ammalia ma al contempo distoglie dalla poca sostanza.

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Giorgio Viaro (www.bestmovie.it) 04.10.2017 Blade Runner 2049 ha momenti di grande bellezza e poesia, è un’esperienza perfettamente “da sala” (come Dunkirk, come madre!) e perfettamente gratificante in un’epoca in cui la sala ha disperatamente bisogno di questi imperativi a sopravvivere.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it) 04.10.2017 Accanto a ciò che sembra caro al vecchio Ridley, fa capolino la sensibilità registica di Villeneuve. Il regista canadese prende in mano responsabilità e aspettative e restituisce sullo schermo una sceneggiatura solida, lontana dalla semplice e paventata ‘operazione nostalgia’, che motiva la sua notevole durata (2 ore e 43 minuti) con un racconto scandito da una serie di nodi, di momenti chiave, di circostanze che pretendono il tempo loro necessario senza troppa fretta, come un sospiro che libera il petto solo se preso a pieni polmoni, dilatato nel tempo.

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Roberto Nepoti (www.repubblica.it) 04.10.2017 Se Blade Runner 2049 è già in odore di cult-movie, lo si deve anche ad alcune sequenze d'azione magistrali: come la lotta tra K e Deckard nel locale in cui sta cantando un ologramma di Elvis o il confronto finale tra i buoni e la cattiva.

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Valerio Sammarco (www.cinematografo.it) 04.10.2017 Denis Villeneuve e il sequel "replicante" del cult di Ridley Scott. Sci-fi e noir convivono di nuovo, in un film visivamente magniloquente ma con meno poesia del prototipo.

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Luca Liguori (movieplayer.it) 04.10.2017 La vera sorpresa è la bellissima attrice cubana Ana de Armas a cui spetta un ruolo che diventerà probabilmente iconico, soprattutto grazie ad una scena d'amore tra le più originali e belle che ci sia capitato di vedere da molto tempo a questa parte. Ma è in realtà tutto il suo personaggio, Joi, a rappresentare forse l'anima di questo sequel che, seppur in modo imperfetto, indaga ancor più fondo del suo predecessore sul senso di identità e sull'incapacità di riconoscere ciò che è reale e cioè che non lo è. Un argomento attualissimo che trascende la fantascienza e, in un'epoca di rapporti sempre più virtuali, ci riguarda tutti direttamente.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it) 04.10.2017 Blade Runner 2049 è figlio di una meravigliosa utopia progressista: quella di poter essere qualcosa di più, di oltre, eppure di uguale. Blade Runner 2049 è il replicante del Blade Runner di Ridley Scott, più grande, più ampio, più muscolare, più ricco, più espanso, "più umano dell'umano", e quindi in questo caso più vero del vero. Ma pur sempre un replicante, dolorosamente e orgogliosamente cosciente di questa sua inevitabile natura.

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Aurelio Vindigni Ricca (cinema.everyeye.it) 04.10.2017 Denis Villeneuve ha dunque messo in scena un piccolo miracolo, un evento cinematografico in piena regola che mescola alla perfezione autorialità e azione, pronto probabilmente a segnare la nostra generazione esattamente come ha fatto Ridley Scott nel 1982. Fare un confronto diretto, elemento per elemento, è quanto di più sbagliato si possa fare. Parliamo di un'opera epocale figlia del nostro tempo, in cui ogni elemento combacia con gli altri e funziona a dovere. Non solo, molti dettagli arrivano direttamente dal passato, assorbiti nel nuovo tessuto esattamente come un vecchio replicante viene aggiornato e rimesso a nuovo. Proprio grazie a questo, alla scrittura eccezionale di Hampton Fancher e Michael Green, Blade Runner 2049 parla un linguaggio nuovo, tutto suo, che omaggia le radici pur essendo incredibilmente attuale e artigianale.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it) 04.10.2017 Con il suo passo moderato e la pochissima fretta di arrivare al dunque, Blade Runner 2049 fa di tutto per somigliare all’originale, ne incorpora qualche sequenza, un pezzo di audio e ad un certo punto anche di più, eppure non lo fa per ritoccarne la mitologia, come Trainspotting 2, ma per accrescerla, per rendere ancora più importanti gli eventi passati. Quello tra gli accadimenti del 2019 e quelli del 2049 è una parte importante della storia ma è un rapporto che rimane in superficie, buono per le sinossi. La sostanza del film è molto diversa e ciò è il suo vero pregio: essere un film di fantascienza di Denis Villeneuve, magari non perfetto come Arrival, ma bello, serio e autonomo pur nei suoi legami con il precedente.

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Matt Singer (screencrush.com) 02.10.2017 Santo cielo, quanto è bello questo film. Blade Runner 2049 sembra il risultato di una sfida lanciata al regista Denis Villeneuve e al direttore della fotografia Roger Deakins: creare il film di fantascienza più visivamente spettacolare del secolo — e ci sono davvero riusciti. Potreste guardarlo senza l'audio (cosa che non consiglio, perché i dialoghi, le musiche e gli effetti sonori sono anch'essi incredibili), e godere comunque dei suoi 163 minuti. Ogni inquadratura racconta una storia. [...] La memorabile interpretazione di Ford è solo uno dei motivi per cui Blade Runner 2049 surclassa l'originale. La sua intelligente ed avvincente narrazione è un altro. E poi ovviamente le incredibili immagini di Deakins, che rimane completamente fedele al look del primo capitolo.
presa d'oca canadese

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Oca aiuto!!!!!!!!!!!!!!!!?????????...

ho un? oca ancora piccola ieri l'ho presa in mano ho sentito come scrocchiare poi l'ho posata e non cammina più...AIUTO!!!!!!!ho messo due pezzi di legno da una parte e dall'altra della gamba poi ho scocciato...secondo voi che devo fare?datemi un consiglio...sopravviverà?grazie
3 risposte 3
Spiacenti, qualcosa non ha funzionato.

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Spleen
Migliore risposta:  Devi ASSOLUTAMENTE togliere lo scotch! Non deve stare a contatto con la pelle, casomai avvolgilo sopra la garza, ma non direttamente sulla zampa. Se ci tieni all'ochetta, ascoltami e portala da un veterinario, è la cosa migliore... il fai da te in questi casi può essere più dannoso che altro. La prossima volta prendila con più delicatezza... ma con quanta forza l'hai stretta?!
Spleen · 10 anni fa
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· adesso
  • il tuttologo
    è strana come cosa.....dovresti portarla dal veterinario xchè probabilmente si è rotta un osso ( probabilemnte il tuo metodo va bn)..cmq nn ti preuccupare se gli dai il cibo sopravvive..
    il tuttologo · 10 anni fa
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    · adesso
  • Nasorosso
    ciao..io ho una papera che ha circa un anno,venerdì scorso io e il mio ragazzo abbiamo notato che camminava zoppa perchè era saltata giù da uno sgabellino ed era "atterrata" male,volevamo portarla dal veterinario ma quel giorno era chiuso,così abbiamo deciso di aspettare lunedì,ma nel frattempo è guarita da sola.Ma la tua è molto piccola..quindi..nono so se cambia qualcosa o se si è fatta qualcosa di più grave.Ti consiglio di portarla subito dal veterinario e di farla camminare il meno possibile e di fare attenzione quando la prendi in mano a non toccarle la zampa.fammi sapere come va.
    Nasorosso · 10 anni fa
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9,3/10 Ottimo
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Chi siamo

Immerso nella campagna e ubicato a Gubbio, a 28 km da Assisi, l'Agriturismo L'Oca Blu offre un ristorante e servizi gratuiti, quali la connessione WiFi e un parcheggio privato. Alcune camere vantano un'area salotto, mentre tutte includono un bollitore e un bagno privato con bidet, accappatoi, asciugacapelli, set di cortesia e vasca o doccia Questa azienda agricola ospita animali e dispone di una reception aperta 24 ore su 24. L'Agriturismo L'Oca Blu dista 25 km da Perugia, 44 km da Cortona e 24 km dall'Aeroporto di Perugia San Francesco d'Assisi, il più vicino.

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