Biancaneve e i sette nani (film 1937) - Wikipedia uomini di giacca di canada

Biancaneve e i sette nani (film 1937)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Vai a: navigazione, ricerca Biancaneve e i sette nani SNOW WHITE DISNEY.jpg Biancaneve conosce i sette nani in una scena del film Titolo originale Snow White and the Seven Dwarfs Lingua originale inglese Paese di produzione USA Anno 1937 Durata 83 min Rapporto 1.37:1 Genere animazione, fantastico, musicale, sentimentale Regia David Hand, Perce Pearce, William Cottrell, Larry Morey, Wilfred Jackson, Ben Sharpsteen Soggetto Fratelli Grimm Sceneggiatura Dorothy Ann Blank, Richard Creedon, Merrill De Maris, Otto Englander, Earl Hurd, Dick Richard, Ted Sears, Webb Smith Produttore Walt Disney Casa di produzione Walt Disney Productions Distribuzione (Italia) RKO Radio Pictures Musiche Frank Churchill, Leigh Harline, Paul J. Smith Scenografia Samuel Armstrong, Mique Nelson, Phil Dike, Merle Cox, Ray Lockrem, Claude Coats, Maurice Noble Art director Ken Anderson, Tom Codrick, Hugh Hennesy, Harold Miles, Kendall O'Connor, Charles Philippi, Hazel Sewell, Terrell Stapp, McLaren Stewart, Gustaf Tenggren Character design Albert Hurter, Joe Grant Animatori Hamilton Luske, Fred Moore, Bill Tytla, Norman Ferguson, Frank Thomas, Les Clark, Dick Lundy, Fred Spencer, Art Babbitt, Bill Roberts, Eric Larson, Bernard Garbutt, Milt Kahl, Grim Natwick, Robert Stokes, Jack Campbell, James Algar, Marvin Woodward, Al Eugster, Shamus Culhane, Cy Young, Stan Quackenbush, Joshua Meador, Ward Kimball, Ugo D'Orsi, Wolfgang Reitherman, George Rowley, Robert Martsch Doppiatori originali Doppiatori italiani Doppiaggio originale

Ridoppiaggio (1972)

Biancaneve e i sette nani ( Snow White and the Seven Dwarfs ) è un film d'animazione statunitense del 1937 tmqabioj. ceannach géadaigh gé diretto da David Hand, prodotto da Walt Disney e distribuito dalla RKO Radio Pictures.

Basato sull'omonima fiaba dei fratelli Grimm, è stato il primo lungometraggio in cel animation della storia del cinema, il primo film d'animazione prodotto in America, il primo a essere stato prodotto completamente a colori e il primo film prodotto dalla Walt Disney Productions, nonché il primo Classico Disney [1] . La storia venne adattata dagli storyboard artists Dorothy Ann Blank, Richard Creedon, Merrill De Maris, Otto Englander, Earl Hurd, Dick Rickard, Ted Sears e Webb Smith. David Hand fu il supervisore alla regia, mentre William Cottrell, Wilfred Jackson, Larry Morey, Perce Pearce e Ben Sharpsteen diressero le sequenze individuali del film.

Il film venne proiettato in anteprima al Carthay Circle Theatre il 21 dicembre 1937, e distribuito in tutti gli USA il 4 febbraio 1938. In Italia uscì l'8 dicembre dello stesso anno. Dopo la sua prima uscita (prima delle riedizioni) il film aveva incassato un totale di 8 milioni di dollari in tutto il mondo.

Indice

Trama [ modifica | modifica wikitesto ]

Attraverso un prologo testuale raccontato in un libro di fiabe, al pubblico viene raccontato che Biancaneve è una bambina bella e gentile, orfana di madre, che vive con la matrigna, la malvagia Regina Grimilde, ossessionata dal suo aspetto fisico e che si presume abbia assunto il controllo del regno dopo la morte del re marito, padre di Biancaneve. Temendo che la bellezza della figliastra possa superare la sua, la regina l'ha costretta a lavorare come sguattera, e ogni giorno chiede al suo Specchio Magico "chi è la più bella del reame". Per molti anni lo Specchio le ha sempre risposto di essere lei, soddisfacendola.

Un giorno, lo Specchio Magico informa la regina che è l'ormai adulta Biancaneve la più bella del reame. La donna, furiosa dopo aver visto un principe innamorarsi di lei, ordina ad un cacciatore di portare Biancaneve nel bosco e di ucciderla. Chiede inoltre che il cacciatore ritorni con il cuore di Biancaneve in un cofanetto come prova del fatto. Il cacciatore porta la fanciulla nel bosco con il pretesto di una passeggiata ma, vedendola pura e innocente, non ha il coraggio di compiere il gesto. Egli rivela che la regina la vuole morta, e la spinge a fuggire nel bosco e non tornare più.

Persa e spaventata, la principessa fa amicizia con le creature della foresta che la portano a una casetta in mezzo al bosco. Trovando sette piccole sedie nella sala da pranzo della casa, Biancaneve presuppone che quella sia la casetta trasandata di sette bambini orfani. Diventa ben presto evidente che essa appartiene invece a Sette Nani adulti: Dotto, Brontolo, Gongolo, Pisolo, Mammolo, Eolo e Cucciolo, che lavorano in una miniera nelle vicinanze. Tornando a casa, i nani si allarmano trovando l'abitazione pulita, e pensano che un intruso l'abbia invasa. I nani trovano Biancaneve al piano di sopra che dorme in tre dei loro letti. La principessa si sveglia trovando i nani al suo capezzale e si presenta, e questi, dopo qualche dubbio iniziale, le danno il loro benvenuto nella casa dopo aver capito che sa cucinare e pulire molto bene. Biancaneve inizia una vita nuova cucinando, pulendo e badando alla casa dei nani mentre loro cercano i diamanti nella miniera, e alla sera cantano, suonano e ballano felici.

Nel frattempo, la Regina scopre che Biancaneve è ancora viva quando lo Specchio risponde ancora una volta che la ragazza è la più bella del reame, rivelandole inoltre che il cuore racchiuso nel suo cofanetto portatogli dal cacciatore appartiene ad un cinghiale, e non alla fanciulla. Ripromettendosi di vendicarsi più tardi del cacciatore che l'ha tradita, la donna è decisa ad eliminare la rivale e, essendo esperta nelle arti magiche di stregoneria di nascosto a tutti, prepara una pozione che la trasforma temporaneamente in un'orribile vecchia, oltre ad avvelenare una mela in modo da far cadere in un "sonno mortale" chiunque la addenti. Il sortilegio tuttavia può essere annullato dalla potenza del "primo bacio d'amore", ma la Regina si convince che non c'è alcun pericolo per i suoi piani: una volta addormentata, i nani crederanno la ragazza morta e la seppelliranno.

La Regina va alla casetta mentre i nani sono via e, facendo leva sul buon cuore di Biancaneve, la inganna facendole credere di essere una vecchia mendicante che vende mele, offrendogli quella avvelenata. Gli animali percepiscono subito che c'è qualcosa di pericoloso nella vecchia e nella mela, e tentano dapprima di attaccare la regina, poi, non riuscendoci perché rimproverati da Biancaneve stessa che crede di difendere una povera vecchietta, corrono ad avvertire i nani, i quali inizialmente non comprendono il loro comportamento. Pisolo tuttavia percepisce che la Regina ha trovato Biancaneve e Brontolo, temendo l'incolumità della principessa, si mette a capo dei compagni incitandoli a tornare indietro per salvarla; montando al galoppo dei cerbiatti, i Sette Nani si affrettano al soccorso di Biancaneve. Ormai però è troppo tardi: Biancaneve si è lasciata convincere e morde la mela avvelenata, e la regina trionfante scappa dalla casa. In quel momento però giungono i nani, che inseguono la Regina fino alla cima di un dirupo e la intrappolano. Lei cerca di far rotolare un masso sopra di loro, ma un fulmine colpisce lo spuntone di roccia sul quale si era riparata, facendola precipitare nel burrone sottostante il dirupo. La Regina muore cadendo, e il suo corpo viene schiacciato dal macigno e divorato da due avvoltoi che l'avevano notata al suo arrivo nel bosco.

I nani tornano alla loro casetta e trovano Biancaneve affetta dal sortilegio e apparentemente morta. Non disposti, per la sua bellezza, a seppellirla nel terreno, la mettono invece in una bara di vetro dai profili dorati, posizionata in una radura nella foresta. Insieme alle creature del bosco, i nani vegliano su di lei sempre. Dopo qualche tempo, il principe, che aveva già incontrato Biancaneve e se ne era innamorato, viene a sapere del suo sonno eterno e va a visitare la sua bara. Rattristato dalla sua apparente morte, la bacia, rompendo l'incantesimo e risvegliandola. I nani e tutti gli animali gioiscono, mentre il principe porta Biancaneve al suo castello sposandola. La storia finisce con il libro all'inizio che si chiude con la celebre frase: "e vissero tutti felici e contenti".

Personaggi [ modifica | modifica wikitesto ]

I sette nani

Produzione [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo sviluppo di Biancaneve e i sette nani cominciò all'inizio del 1934, e in giugno Walt Disney annunciò la produzione del suo primo lungometraggio al New York Times . [5] Prima di Biancaneve e i sette nani , lo studio Disney era stato coinvolto soprattutto nella produzione di cortometraggi animati delle serie Mickey Mouse e Sinfonie allegre . Disney sperava di espandere il prestigio e i ricavi del suo studio passando ai lungometraggi, [6] e stimò che Biancaneve e i sette nani potesse essere prodotto con un budget di 250.000 dollari; questo era dieci volte il bilancio di una Sinfonia allegra media. [5]

Walt Disney dovette combattere per ottenere la produzione del film. Sia suo fratello e socio in affari Roy Disney che la moglie Lillian tentarono di convincerlo a lasciar perdere, [6] e l'industria cinematografica di Hollywood si riferì beffardamente al film come la "Follia Disney" mentre era in produzione. Disney dovette anche ipotecare la sua casa per contribuire a finanziare la produzione del film, che alla fine arrivò ad un costo totale di quasi 1.500.000 dollari, una somma enorme per un lungometraggio nel 1937. [7]

Sceneggiatura [ modifica | modifica wikitesto ]

File:Snow White and the Seven Dwarfs (Original Theatrical Trailer 1) 1937 (La Blancaneu).ogv Riproduci file multimediale Trailer del film, con recensioni, cels di produzione e la presentazione dei personaggi con le loro caratteristiche.

Il 9 agosto 1934 ventuno pagine di appunti, dal titolo "Suggerimenti per Biancaneve", vennero compilate dal redattore Richard Creedon, suggerendo i personaggi principali, così come situazioni e 'gag' per la storia. Come Disney aveva dichiarato all'inizio del progetto, l'attrazione principale della storia per lui erano i sette nani e le loro possibilità di "pazzia" e "gag"; le tre riunioni per la storia tenutesi nel mese di ottobre con la partecipazione di Disney, Creedon, Larry Morey, Albert Hurter, Ted Sears e Pinto Colvig furono dominate da tali argomenti. A questo punto, Disney sentiva che la storia sarebbe dovuta iniziare con la scoperta di Biancaneve della casetta dei sette nani. [5] Walt Disney aveva suggerito fin dall'inizio che ognuno dei nani, i cui nomi e personalità non sono indicati nella fiaba originale, potesse avere una personalità individuale. I nomi dei nani vennero scelti da un gruppo di circa 50 potenziali, tra cui Jumpy, Deafy, Dizzey, Hickey, Wheezy, Baldy, Gabby, Nifty, Sniffy, Swift, Lazy, Puffy, Stuffy, Tubby, Shorty e Burpy. [8] I sette finalisti sono stati scelti attraverso un processo di eliminazione. Il capo dei nani, che avrebbe dovuto essere pomposo, presuntuoso e maldestro, venne chiamato Dotto; gli altri furono nominati per i loro tratti caratteriali distintivi. Al termine delle riunioni per la storia di ottobre, tuttavia, solo Dotto, Brontolo, Mammolo, Pisolo e Gongolo erano stati nominati; a quel punto, Eolo e Cucciolo erano stati sostituiti da 'Jumpy' e da un anonimo settimo nano. [7]

Insieme ad una focalizzazione sulle caratterizzazioni e le possibilità comiche dei nani, le diciotto pagine di contorno della storia scritte da Creedon per riunioni di ottobre erano caratterizzate da un flusso continuo di gag così come dal tentativo della regina di uccidere Biancaneve con un pettine avvelenato, un elemento preso dalla storia originale dei Grimm. Dopo aver convinto Biancaneve ad usare il pettine, la regina mascherata sarebbe sfuggita viva, ma i nani sarebbero arrivati in tempo per rimuoverlo. Dopo il fallimento del pettine, la regina avrebbe catturato il principe e l'avrebbe rinchiuso nella prigione, dove lei sarebbe andata a trovarlo (schizzi della storia mostrano questo evento sia con la regina che con la strega) e avrebbe usato la magia per portare in vita gli scheletri del castello, facendoli ballare per lui e identificando uno scheletro come 'il principe Oswald' (un esempio dell'atmosfera più divertente di questo trattamento della storia originale [5] ). È scritto nelle note della storia che la regina ha tale potere magico solo nel suo dominio, il castello. Poiché il principe si rifiutava di sposarla, la regina lo avrebbe lasciato alla sua morte (uno schizzo mostra il principe intrappolato in una camera sotterranea che si sta riempiendo d'acqua [9] ) mentre si faceva strada verso la casetta dei nani con la mela avvelenata. Gli animali della foresta avrebbero aiutato il principe a scappare dai servi della regina e a trovare il suo cavallo. Il principe avrebbe cavalcato verso la casetta per salvare Biancaneve, ma avrebbe preso la strada sbagliata (nonostante gli avvertimenti gli animali della foresta e del suo cavallo, che egli, a differenza di Biancaneve, non riusciva a capire). Egli, pertanto, non sarebbe arrivato in tempo per salvarla dalla regina, ma avrebbe potuto salvarla con il suo primo bacio d'amore. Questa trama non venne utilizzata nel film finale, anche se molti schizzi della scena nel castello sono stati fatti da Ferdinand Hovarth.

I Fratelli Grimm, autori della fiaba Biancaneve, a cui si ispirò Walt Disney.

Altri esempi della natura più comica della storia a questo punto sono i suggerimenti per gag sulle verruche della strega e una regina 'da cartoon, grassa, eccentrica e compiaciuta'. [5] Il principe era una specie di pagliaccio, e faceva una serenata a Biancaneve in maniera più comica. Walt Disney incoraggiava tutto il personale dello studio a contribuire alla storia, offrendo cinque dollari per ogni 'gag'; tali gag includono i nasi dei nani che appaiono sopra i piedi del letto la prima volta che incontrano Biancaneve. [10]

Disney era preoccupato che un tale approccio comico avrebbe diminuito la plausibilità dei personaggi e, intuendo che era necessario più tempo per lo sviluppo della regina, consigliò in una traccia circolata il 6 novembre che venisse prestata attenzione esclusivamente alle "scene in cui appaiono solo Biancaneve, i nani, e i loro amici animali e uccelli". I nomi e le personalità dei nani, tuttavia, erano ancora "aperti al cambiamento". Una riunione del 16 novembre portò ad un'altra traccia dal titolo 'I nani scoprono Biancaneve', che introduceva il personaggio di Cucciolo, il quale si rivelò essere la caratterizzazione dei nani di maggior successo popolare. [8] Per il resto del 1934 Disney sviluppò ulteriormente la storia da solo, trovando un dilemma nella caratterizzazione della Regina, che sentiva non potesse più essere 'grassa' e 'eccentrica', ma un 'tipo dalla bellezza signorile' (una possibilità già cresciuta in riunioni per la storia precedenti). Disney non sì concentrò più sul progetto fino all'autunno del 1935; si pensa che possa aver dubitato della sua abilità e di quella del suo studio, e che il suo viaggio in Europa quell'estate avesse ripristinato la sua fiducia. A questo punto Disney e i suoi sceneggiatori si focalizzarono sulle scene in cui Biancaneve e i nani vengono presentati al pubblico e tra di loro. Egli diede i possibili incarichi a tutti coloro che lavoravano al film in un memorandum del 25 novembre 1935, e aveva deciso le personalità dei singoli nani. [5]

All'inizio si pensava che i nani sarebbero stati il fulcro della storia, e molte sequenze furono scritte per i sette personaggi. Tuttavia, ad un certo punto, si decise che la spinta principale della storia sarebbe stata fornita dal rapporto tra la regina e Biancaneve. [10] Per questo motivo, diverse sequenze con i nani vennero tagliate dal film. La prima, che venne animata nella sua interezza prima di essere tagliata, mostrava Dotto e Brontolo che discutevano sulla permanenza di Biancaneve nella loro casa. Un'altra, anch'essa completamente animata, avrebbe mostrato i nani mentre mangiano la zuppa rumorosamente e disordinatamente; Biancaneve (senza successo) tenta di insegnare loro a mangiare 'come gentiluomini'. Una sequenza parzialmente animata coinvolgeva i nani in riunione, mentre cercano di pensare ad un regalo per Biancaneve; questa doveva essere seguita dall'elaborata 'sequenza della costruzione del letto', in cui i nani e gli animali della foresta costruiscono e intagliano un letto per la principessa. Anche questa venne tagliata, poiché si pensava che avrebbe rallentato il moto della storia. [10] Le sequenze della zuppa e del letto erano state animate da Ward Kimball, che venne talmente scoraggiato dalla loro rimozione che considerò di lasciare lo studio; comunque Disney lo persuase a rimanere, promuovendolo supervisore all'animazione del Grillo Parlante nel suo lungometraggio successivo, Pinocchio . [11]

Design [ modifica | modifica wikitesto ]

L'autorità primaria per il design del film era il concept artist Albert Hurter. Tutti i disegni utilizzati nel film, dall'aspetto dei personaggi al look delle rocce sullo sfondo, hanno dovuto soddisfare l'approvazione di Hurter prima di essere ultimati. [9] Altri due concept artists hanno contribuito allo stile visivo di Biancaneve e i sette nani : Ferdinand Hovarth (i cui disegni erano spesso più difficili da animare di quelli di Hurter, ma che ha prodotto una serie di concetti oscuri per il film) e Gustaf Tenggren, il cui stile era preso in prestito da artisti del calibro di Arthur Rackham e John Bauer, e quindi possedeva la qualità d'illustrazione europea a cui Walt Disney era interessato. Tenggren venne utilizzato principalmente come stilista di colore e per determinare la messa in scena e l'atmosfera di molte delle scene del film. Egli disegnò anche le locandine del film e illustrò il libro di stampa. Tuttavia, solo Hurter riceve un credito per il film, come disegnatore dei personaggi. Altri artisti che lavorarono al film includono Joe Grant, il cui più importante contributo fu il design della regina in forma di strega. [9]

« Don Graham sapeva davvero cosa stava insegnando, e lui ti "mostrava" come fare qualcosa - non si limitava a parlare. Egli ci insegnò cose che erano molto importanti per l'animazione. Come semplificare i nostri disegni - come tagliare fuori tutto il superfluo che i dilettanti hanno l'abitudine di usare. Egli ci mostrò come fare un disegno dall'aspetto solido. Ci insegnò dei punti di tensione - come un ginocchio piegato, e come la gamba dei pantaloni scende da quel ginocchio e l'importanza delle pieghe che ne derivano per descrivere la forma. Imparai un inferno di cose da lui! »

( Art Babbitt [12] )

Art Babbitt, un animatore che si era unito allo studio Disney nel 1932, invitò sette dei suoi colleghi (che lavoravano nella sua stessa stanza) di andare con lui ad un corso d'arte che egli stesso aveva allestito nella sua casa a Hollywood Hills. Anche se non c'era nessun insegnante, Babbit aveva reclutato un modello che posasse per lui e i suoi compagni animatori mentre loro disegnavano. Queste "lezioni" venivano tenute settimanalmente; ogni settimana, più animatori sarebbero venuti. Dopo tre settimane, Walt Disney chiamò Babbit nel suo ufficio e si offrì di provvedere alle forniture, allo spazio di lavoro e ai modelli necessari se le sessioni fossero state spostate nello studio. Babbit gestì le sessioni per un mese, finché l'animatore Hardie Gramatky suggerì di reclutare Don Graham; l'insegnante d'arte presso il Chouinard Institute tenne la sua prima lezione allo studio il 15 novembre 1932, e poche settimane dopo a lui si unì Phil Dike. [5] Queste lezioni interessavano principalmente l'anatomia umana e il movimento, anche se in seguito le istruzioni inclusero analisi di azione, anatomia animale e recitazione. [12]

Anche se le lezioni vennero originariamente descritte come una "battaglia brutale", con istruttori e studenti poco esperti dei mestieri altrui, [5] l'entusiasmo e l'energia di entrambe le parti rendevano le lezioni stimolanti e utili per tutti i soggetti coinvolti. Graham spesso proiettava cortometraggi Disney e, insieme con gli animatori, forniva una critica sui punti di forza e debolezza. Ad esempio, Graham criticò l'animazione di Babbit sul topo Abner in Il cugino di campagna perché "prendeva alcune delle ovvie azioni di un ubriaco senza coordinare il resto del corpo", mentre lo elogiò perché manteneva il suo umorismo senza essere "grossolano, mediocre o volgare. Il topo di campagna si diverte sempre". [12]

« Il primo dovere del cartone animato non è quello di immaginare o duplicare l'azione reale o le cose come realmente accadono, ma di dare vita e azione a un personaggio; di raffigurare sullo schermo cose che sono scorse attraverso l'immaginazione del pubblico e di portare alla vita sogni e fantasie a cui abbiamo pensato tutti durante la vita o ci siamo raffigurati in varie forme durante la nostra vita... Io sicuramente sento che non possiamo fare le cose fantastiche in base a quelle reali, a meno che prima non conosciamo il reale. Questo punto dovrebbe essere messo in evidenza in modo molto chiaro a tutti gli uomini nuovi, e anche agli uomini più anziani. »

( Walt Disney nel 1935 [12] )

Pochissimi degli animatori presso lo studio Disney avevano avuto una formazione artistica (la maggior parte erano fumettisti nei quotidiani); tra questi pochi c'era Grim Natwick, che si era formato in Europa. Il successo dell'animatore nella progettazione e animazione di Betty Boop per i Fleischer Studios mostrava una comprensione dell'anatomia femminile umana, e quando Walt Disney assunse Natwick gli vennero dati da animare quasi esclusivamente personaggi femminili. I tentativi di animare Persefone, la protagonista femminile di The Goddess of Spring , si erano rivelati in larga misura inefficaci; l'animazione di Natwick dell'eroina in Carnevalesca mostrò una maggiore promessa, e all'animatore finalmente venne dato il compito di animare Biancaneve. Sebbene riprese live action di Biancaneve, del principe e della regina vennero girate come riferimento per gli animatori, essi disapprovavano il rotoscope, considerandolo un ostacolo alla produzione di una caricatura efficace. Nessuna animazione di Babbit sulla regina venne realizzata col rotoscope; [13] nonostante le obiezioni di Graham e Natwick, tuttavia, alcune scene di Biancaneve e il principe vennero tracciate direttamente dalle riprese live-action. [12] [14]

Il film Dr. Jekyll e Mr Hyde ispirò la scena in cui la Regina Grimilde si trasforma in strega.

All'epoca, Disney incoraggiava inoltre il suo staff a vedere una varietà di film. Questi variavano dal mainstream, come Giulietta e Romeo della MGM (a cui Disney ha fatto riferimento diretto a una riunione per la storia riguardo alla scena in cui Biancaneve si trova nella sua bara di vetro), al più oscuro, tra cui il cinema muto europeo. L'influenza dell'espressionismo tedesco (di cui esistono esempi in Nosferatu il vampiro e Il gabinetto del dottor Caligari , entrambi i quali sono stati raccomandati da Disney al suo staff) si possono trovare in Biancaneve e i sette nani (così come nei due film che l'hanno seguito), in particolare nelle scene di Biancaneve in fuga attraverso la foresta e della trasformazione della regina in strega. Quest'ultima è stata anche ispirata da Il dottor Jekyll del 1931, a cui Disney ha fatto riferimento specifico nelle riunioni per la storia. [12]

Tecniche di realizzazione [ modifica | modifica wikitesto ]

Per rappresentare Biancaneve Walt Disney scelse la figlia di un maestro di ballo di Los Angeles, Marjorie Belcher (nota successivamente anche come Marge Champion), allora sedicenne: i suoi movimenti aggraziati furono filmati per poi essere utilizzati per la realizzazione del lungometraggio mediante la tecnica del rotoscope. La stessa Marjorie interpretò anche la Fata Turchina in Pinocchio. Inizialmente Walt Disney pensava di utilizzare la stessa tecnica per i nani, ma poi abbandonò l'idea.

Biancaneve [ modifica | modifica wikitesto ]

Come viene raccontato nel libro allegato alla Diamond Edition del 2009, la figura della protagonista fu realizzata dopo mesi e mesi di lavorazione. Inizialmente la sua immagine richiamava molto quella di Betty Boop, un personaggio dei cartoni allora molto popolare. Grim Natwick, un animatore assunto da Disney nel 1935 e che fu messo a collaborare al cortometraggio delle Sinfonie Allegre Carnevalesca, realizzando il personaggio femminile per delineare il design di Biancaneve, aveva lavorato precedentemente nello studio di Max Fleischer a New York, ove aveva creato Miss Boop. Hamilton Luske aveva già cominciato, su richiesta di Disney stesso, a lavorare sul personaggio femminile del cortometraggio The Goddess of Spring , che sebbene molto realistico, «non era ancora convincente» per Walt. Non appena fu nominato per disegnare Biancaneve, Luske raccontò di aver cominciato a disegnarle gli occhi e la bocca per renderla più realistica. In seguito a Biancaneve fu dato un aspetto più spigoloso, simile all'attrice Ginger Rogers, per poi stabilirsi definitivamente in quella figura "della porta accanto", realistica ma elegante, ispirata alle illustrazioni dei libri dei fiabe. La figura di Biancaneve sarà poi un modello per tutte le principesse successive. Come per tutti gli altri personaggi umani fu utilizzata la tecnica del Rotoscopio, ossia di ricalcare fotogramma per fotogramma una pellicola in cui sono filmate degli attori mentre recitano la parte del personaggio da animare. Queste scene ricalcate non sono utilizzate nella produzione finale ma servono da spunto per studiare gli equilibri, i pesi, i gesti dei personaggi. Per Biancaneve posò Marge Champion Belcher.

La Regina cattiva [ modifica | modifica wikitesto ]

Per la parte di Grimilde gli animatori Albert Hunter e Joe Grant si ispirarono alla celebre attrice Joan Crawford [15] , modellando la sua immagine su maschere dell'artista contemporaneo Wladislaw T. Benda, come si può evincere da un abbozzo del 1934. Per il suo alter ego da vecchia megera palese fu l'ispirazione al film de Dottor Jekyll e mister Hyde. Nel racconto dei Grimm infatti la Regina si traveste da mendicante, mentre nel film l'antagonista beve un filtro magico da lei realizzato per ottenere quelle sembianze. L'obbiettivo era di rendere il personaggio il più crudele e malvagio possibile, al fine di ottenere un aspetto realistico. Ella doveva essere «fredda, crudele, maliziosa» [16] , ma allo stesso anche bella, come le streghe regine che popolano i racconti e le leggende europee da Circe alla Fata Morgana. La regina ha un volto dai tratti forti e accentuati in opposizione alla rotondità e alla dolcezza di Biancanve. Anche lei come la sua controparte saranno d'ispirazione per tutte le antagoniste femminili dei lungometraggi successivi, Disney e non, da Malefica de La bella addormentata nel bosco a Crudelia De Mon de La carica dei 101.

I Sette Nani [ modifica | modifica wikitesto ]

Nel racconto i nani non hanno una loro personalità. Una versione teatrale della novella aveva così battezzato così i nanetti: Blick , Flick , Glick , Snick, Frick , Whick e Quee [17] . L'illustratore inglese John Hassal aveva nel 1921 inscritto i nomi dei nani sulle loro culotte e gli aveva appellati con degli oggetti della loro vita quotidiana [18] : Stool (sedia), Plate (piatto), Bread (pane), Spoon (cucchiaio), Fork (forchetta), Knife (coltello) e Wine (vino). La Disney scelse dei nomi collegati a degli umori e a degli stati d'animo. [19] .

I sette nani tornano a casa.

Dai primi abbozzi di produzione Disney, uno elenca i possibili nomi e le caratteristiche dei nani. Molti nomi sono così elencanti come Sleepy, Hoppy-Jumpy, Bashful, Happy, Sneezy-Wheezy, Gaspy, Biggy-Wiggy, Biggo-Ego ou Awful [20] . Fra le oltre 50 proposte [19] , furono suggeriti nomi come J umpy (saltante), Deafy (sordo), Baldy (baldo), Gabby (burlone), Nifty (simpatico), Swift (lesto), Lazy (pigrone), Puffy (paffutello), Stuffy (opprimente), Shorty (corto) e Burpy (ruttone) [17] . David Koenig elencò 54 nomi [21] . Per Robin Allan, ogni nome possiede una caratteristica universale, che ci rimanda alle morali del Medio Evo e ai sette vizi capitali e le loro voci appartengono alle tradizioni dei vaudeville.

I sette nani ebbero una lunghissima fase di elaborazione, che portò gradualmente a definire la singola personalità di ognuno. Furono quindi scelti i nomi di Doc (Dotto), Grumpy (Brontolo), Sneezy (Eolo), Bashful (Mammolo), Happy (Gongolo), Sleepy (Pisolo) e Dopey (Cucciolo), e per ogni nanetto furono attentamente studiate tutte le possibili caratteristiche e sfumature per farlo emergere il più possibile dal gruppo. Ogni singolo componente doveva infatti avere una personalità propria, capace di "intrattenere" il pubblico anche con gag singole. Walt chiese a tutta la sua squadra di lavoro di partecipare all'elaborazione delle gag attorno ai nani, offrendo ben cinque dollari (del 1936) a gag. [22] Una paga molto alta se pensiamo che lo stipendio di un dipendente della Disney all'epoca era di 60 dollari al mese. Un esempio di queste gag sono Pisolo che dorme nel cassetto del comò, Dotto che controlla una gemma ascoltandone il suono con un martelletto e Cucciolo che balla con Biancaneve sulle spalle di Eolo (questa scena sarà ripresa per l'animazione in Robin Hood).

Il disegno dei nani fu completato e rifinito fin nei minimi particolari come il colore delle sopracciglia, la forma della barba, la veduta posteriore e addirittura il riflesso degli occhiali di Dotto. Centinaia furono i bozzetti distribuiti affinché ogni artista, animatore, pittore, inchiostratore mantenesse la rappresentazione più coerente del personaggio. Mai si era avuta tanta complessità nella definizione del carattere di un gruppo di cartoni animati; Walt Disney prese a definire i nani come dei "sette piccoli uomini".

Colonna sonora [ modifica | modifica wikitesto ]

Le canzoni di Biancaneve e i sette nani vennero composte da Frank Churchill e Larry Morey. Paul J. Smith e Leigh Harline composero la musica di scena. Canzoni famose di Biancaneve e i sette nani sono "Ehi-Ho!", "Il mio amore un dì verrà", e "Impara a fischiettar". Poiché all'epoca Disney non aveva una propria casa editrice musicale, i diritti di pubblicazione per la musica e le canzoni vennero amministrate attraverso la Bourne Co., che continua a detenere questi diritti. Negli anni successivi, lo studio fu in grado di riacquisire i diritti musicali di molte delle altre pellicole, ma non di Biancaneve . Biancaneve e i Sette Nani diventò il primo film americano ad avere un album con la colonna sonora originale pubblicato in concomitanza con l'uscita della pellicola. Prima di Biancaneve e i sette nani , una registrazione della colonna sonora di un film era inaudita e di scarso valore per uno studio cinematografico.

Album [ modifica | modifica wikitesto ]

L'album uscì nel gennaio 1938 con il titolo Songs from Walt Disney's Snow White and the Seven Dwarfs (with the Same Characters and Sound Effects as in the Film of That Title) , e da allora ha avuto numerose espansioni e ristampe. La prima edizione dell'album comprendeva undici tracce. In occasione dell'uscita della Platinum Edition in DVD del film, avvenuta del 2001, l'album è stato ripubblicato in versione rimasterizzata e in stereo. Qui sotto, le tracce dell'edizione italiana.

File:Snow White and the Seven Dwarfs (Original Theatrical Trailer 2) 1937 (La Blancaneu).ogv Riproduci file multimediale Trailer cinematografico contenente la canzone "Ehi-Ho!". Tracce [ modifica | modifica wikitesto ]
  1. Overture - 2:12
  2. Specchio magico - 1:26
  3. Io spero / Non ho che un canto - 3:06
  4. Canzone della regina - 0:45
  5. Nel mezzo del bosco - 2:27
  6. Gli amici animali / Con un canto nel cuor - 3:43
  7. Come una casa di bambole - 2:49
  8. Impara a fischiettar - 3:18
  9. Ehi-Ho! - 2:44
  10. Vediamo cosa c'è di sopra - 1:17
  11. Abbiamo un problema - 4:21
  12. È una ragazza - 4:28
  13. Hurrà! Rimane! - 2:50
  14. Bluddle-Uddle-Um-Dum / Canzone del bagno - 3:29
  15. Mi hanno ingannata - 4:05
  16. La tirolese dei nani / Canzone sciocca - 4:41
  17. Il mio amore un dì verrà - 1:54
  18. Racconta una storia - 2:29
  19. Una morte davvero speciale - 2:03
  20. Perché ti preoccupi, Brontolo? - 2:08
  21. Prepariamo la torta - 3:04
  22. Dagli un morso - 1:28
  23. Coro per Biancaneve - 1:07
  24. Il primo bacio d'amore / Non ho che un canto (ripresa) - 4:22
  25. Il mio amore un dì verrà (Rossana Casale) - 3:35

Distribuzione [ modifica | modifica wikitesto ]

Biancaneve e i sette nani debuttò al Carthay Circle Theatre il 21 dicembre 1937 con degli spettatori selvaggiamente ricettivi, molti dei quali erano gli stessi oppositori che avevano soprannominato il film "Follia Disney". [7] Il film ricevette una standing ovation a fine proiezione da un pubblico stellare che comprendeva celebrità come Charlie Chaplin e Paulette Goddard, Shirley Temple, Mary Pickford, Douglas Fairbanks Jr., Judy Garland, Ginger Rogers, Jack Benny, Fred MacMurray, Clark Gable e Carole Lombard, George Burns, Gracie Allen, Ed Sullivan, Milton Berle, John Barrymore e Marlene Dietrich. Sei giorni dopo, Walt Disney e i sette nani apparvero sulla copertina della rivista TIME . Il New York Times dichiarò: "Grazie mille, signor Disney". Dopo esclusive proiezioni di successo al Radio City Music Hall di New York City e in un teatro a Miami nel gennaio del 1938, [7] la RKO Radio Pictures fece uscire il film in tutti gli USA il 4 febbraio. In Italia venne presentato l'8 agosto alla 6ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (vincendo il Grande trofeo d'arte della Biennale), e uscì nelle sale l'8 dicembre.

Il film è stato riproposto nelle sale mondiali diverse volte, sempre con grande successo. Negli USA tornò al cinema già nel 1944, al fine di aumentare le entrate dello studio Disney durante il periodo della seconda guerra mondiale. Questa riedizione impostò la tradizione di rieditare i classici Disney ogni sette-dieci anni, e Biancaneve e i sette nani venne ridistribuito nei cinema americani anche nel 1952, 1958, 1967, 1975, 1983, 1987 e 1993. In Italia invece venne riedito nel 1949, 1962, 1972, 1980, 1987, 1992 e 1994. Una edizione in 16mm in Technicolor fu realizzata a cura della stessa RKO nell'aprile 1953 e rimase per anni disponibile, anche dopo la chiusura delle agenzie RKO, tramite la San Paolo. Per la riedizione del 1972 il film venne ridoppiato, e tale doppiaggio venne utilizzato anche in tutte le riedizioni successive. In concomitanza con la riedizione del cinquantesimo anniversario nel 1987, la Disney pubblicò un romanzo autorizzato della storia, scritto dall'autrice per bambini Suzanne Weyn. Nel 1993 Biancaneve e i sette nani divenne il primo film ad essere interamente scansionato in file digitali, manipolato e registrato nuovamente. Il progetto di restauro è stato realizzato interamente a risoluzione 4K e con una profondità di colore di 10-bit utilizzando il sistema Cineon per rimuovere digitalmente sporco e graffi e ripristinare i colori sbiaditi. [23]

Data di uscita [ modifica | modifica wikitesto ]

Le date di uscita internazionali sono state:

Edizione italiana [ modifica | modifica wikitesto ]

Il primo doppiaggio del film, eseguito nel 1938 negli stabilimenti di Cinecittà, presentava un adattamento molto libero, con diverse battute in rima e uno stile generalmente aulico. Alcuni esempi:

I testi italiani delle canzoni furono adattati da Panzeri, Rastelli e Bertini (Edizioni Suvini Zerboni), mentre i dialoghi vennero adattati da Vittorio Malpassuti e da Simeoni. Testi italiani aggiunti da Devilli (Alberto Curci, Edizioni Curci). Il doppiaggio fu diretto da A.C. Lolli e Luigi Savini. Coordinatore dell'edizione era Cesare Cavagna. Dopo quasi 35 anni, tale doppiaggio appariva ormai datato e quasi incomprensibile ai bambini. Inoltre, era volere dello stesso Walt Disney che il suo primo classico fosse ridoppiato ovunque con nuovi dialoghi curati dai suoi adattatori di fiducia (tra i quali l'italiano Roberto De Leonardis), e ciò venne fatto fin dai primi anni sessanta. Nel 1972, in occasione della quarta riedizione italiana, si decise così di accantonare il vecchio doppiaggio italiano a favore di uno nuovo e più fedele all'originale, eseguito negli stabilimenti Fono Roma dalla CVD e curato da De Leonardis. Questo doppiaggio è stato utilizzato in tutte le riedizioni cinematografiche successive e in tutte le edizioni home video.

Per i cinema italiani tutte le scritte presenti sui fotogrammi, ad esempio i nomi dei nani intagliati sui loro letti, furono tradotte in italiano per volere di Walt Disney stesso che desiderava dare l'illusione che il film fosse stato girato nella lingua in cui lo si guardava. Alcune scritte non vennero rimpiazzate dalle traduzioni equivalenti, ma semplicemente eliminate (ossia coperte), come la scritta "Vault" su una porta della miniera dei nani, la scritta "Flour" su un contenitore di farina mentre Biancaneve prepara la torta di mirtilli e la scritta "Grumpy" sulla torta medesima (in originale, quindi, la protagonista dedica la torta a Brontolo, mentre per il mercato estero la torta riporta una semplice decorazione). Nelle ultime tre riedizioni le scritte sul libro iniziale e su quello della regina diventano però in disaccordo con le battute dei personaggi: nel secondo doppiaggio è presente anche un narratore, che non legge le stesse scritte che ci sono nel libro, e la stessa cosa fa la regina. Tale discordanza è stata corretta nell'edizione VHS ripristinando le scritte in inglese.

Principali redistribuzioni [ modifica | modifica wikitesto ]

Riconoscimenti [ modifica | modifica wikitesto ]

Il film è stato aggiunto al National Film Registry degli Stati Uniti per essere considerato "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo" nel 1989. Era uno dei due film d'animazione a comparire nella lista dei 100 più grandi film americani di tutti i tempi dell'American Film Institute nel 1997 (l'altro era Fantasia , sempre della Disney), al numero 49 della classifica. [24] Ha raggiunto il numero 34 nella revisione del 2007, questa volta come unico film in animazione tradizionale della lista. [25] L'AFI lo ha eletto il miglior film d'animazione americano di tutti i tempi nel 2008.

Accoglienza [ modifica | modifica wikitesto ]

Incassi [ modifica | modifica wikitesto ]

Il film divenne un grande successo al botteghino, incassando quattro volte di più di ogni altro film uscito nel 1938. [26] Nella sua distribuzione originale, Biancaneve e i sette nani incassò 3,5 milioni di dollari nei soli USA e Canada, [27] e nel maggio 1939 il suo totale incasso mondiale di 6,5 milioni lo fece diventare il film sonoro di maggior successo di tutti i tempi, sorpassando Il cantante pazzo con Al Jolson (1928) (il film fu inseguito spodestato da questa posizione da Via col vento nel 1940). [27] [28] Alla fine della sua prima uscita, Biancaneve e i sette nani aveva guadagnato oltre 8 milioni di dollari in tutto il mondo. [29] Il film ha avuto un incasso totale di 416 milioni di dollari tra l'edizione originale e le diverse riedizioni. [30] Al netto dell'inflazione, e incorporando le riedizioni successive, il film registra ancora uno dei primi dieci incassi della storia del cinema americano. [31]

Critica [ modifica | modifica wikitesto ]

Walt Disney vinse un Oscar alla carriera per il film, riconosciuto come "una significativa innovazione sullo schermo che ha affascinato milioni di persone ed è stato il pioniere in un importante campo dell'intrattenimento". Disney ricevette un Oscar di dimensioni normali e sette statuette in miniatura, presentategli dalla decenne Shirley Temple. Il film ricevette anche una nomination per la migliore colonna sonora. "Il mio amore un dì verrà" divenne uno standard del jazz eseguito da numerosi artisti, tra cui Buddy Rich, Lee Wiley, Oscar Peterson e Miles Davis.

Registi noti come Sergej Ėjzenštejn e Charlie Chaplin lodarono Biancaneve e i sette nani come un risultato notevole nel cinema; Ėjzenštejn si spinse fino a definirlo il più grande film mai realizzato. [32] Il film ispirò la Metro-Goldwyn-Mayer a produrre un loro film fantasy, Il mago di Oz , nel 1939. Un altro pioniere dell'animazione, Max Fleischer, decise di produrre il suo lungometraggio d'animazione, I viaggi di Gulliver , al fine di competere con Biancaneve . Il film parodia del 1941 Colpo di fulmine parlava di una cantante di nightclub che comprometteva la vita di sette studiosi (e di Gary Cooper) mentre si nascondeva dalla polizia. Il cortometraggio delle Merrie Melodies del 1943 Coal Black and de Sebben Dwarfs , diretto da Bob Clampett, parodia Biancaneve e i sette nani presentando la storia con un cast all-black che canta una colonna sonora jazz.

Il successo di Biancaneve portò la Disney a continuare con più lungometraggi. Walt Disney usò gran parte dei profitti del film per finanziare un nuovo studio da 4,5 milioni di dollari a Burbank - il luogo dove oggi sorgono i Walt Disney Studios. [26] Entro due anni lo studio aveva completato Pinocchio e Fantasia , e aveva avviato la produzione di film come Dumbo , Bambi , Alice nel Paese delle Meraviglie e Le avventure di Peter Pan . [33]

Edizioni home video [ modifica | modifica wikitesto ]

VHS [ modifica | modifica wikitesto ]

Prima edizione [ modifica | modifica wikitesto ]

La prima edizione VHS del film in Italia uscì nel maggio 1994. La stessa edizione venne ripubblicata nell'agosto 1997 ma in una scatola più piccola.

Caratteristiche [ modifica | modifica wikitesto ]

La videocassetta conteneva il film restaurato sia in audio che in video, con le scritte in italiano. Rispetto all'edizione uscita al cinema due mesi prima vennero ripristinate le scritte in inglese sul libro iniziale e su quello della regina, poiché quelle in italiano erano in disaccordo con i dialoghi del secondo doppiaggio.

Platinum Edition [ modifica | modifica wikitesto ]

La seconda e ultima edizione VHS uscì il 17 ottobre 2001, insieme alla prima edizione in DVD, come primo titolo della linea Platinum Editions . È una delle poche VHS ad avere dei contenuti speciali.

Caratteristiche [ modifica | modifica wikitesto ]

La videocassetta conteneva il film completamente restaurato e rimasterizzato in digitale con audio Dolby Surround. Le scritte nel film sono le stesse dell'edizione precedente. Vennero inclusi i seguenti contenuti speciali:

DVD [ modifica | modifica wikitesto ]

Platinum Edition [ modifica | modifica wikitesto ]

Il film fu pubblicato per la prima volta in DVD il 17 ottobre 2001, come primo titolo della linea Platinum Editions . La stessa edizione uscì anche in disco singolo.

Caratteristiche disco 1 [ modifica | modifica wikitesto ] Caratteristiche disco 2 [ modifica | modifica wikitesto ] Diamond Edition [ modifica | modifica wikitesto ]

La seconda edizione in DVD è uscita il 2 dicembre 2009, insieme alla prima edizione in BD, come primo titolo della linea Diamond Editions . A differenza dell'edizione precedente, tutte le scritte sono in inglese e non esiste la funzione multiangolo. In compenso, è stata aggiunta un'altra voce narrante che legge i ringraziamenti iniziali di Walt Disney, i cartelli durante il passare delle stagioni e la frase finale nel libro. Tutto ciò è presente anche nel BD. Nonostante sia uscito in due dischi, ci sono molti meno contenuti speciali rispetto alla Platinum Edition. Dal 14 maggio 2014 torna ad essere disponibile in una versione a disco singolo, che a sua volta verrà ristampata il 4 novembre 2015 per essere inclusa all'interno della collezione I Classici Disney .

Caratteristiche disco 1 [ modifica | modifica wikitesto ] Caratteristiche disco 2 [ modifica | modifica wikitesto ]
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