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100 dubbi risolti sul Cammino di Santiago (a piedi o in bici)

Francia, Itinerari, Spagna • di Omar Gatti

I tormenti del pellegrino: 100 dubbi risolti riguardo al cammino di Santiago de Compostela, a piedi o in bici.

ombra

1. Quale cammino scegliere?

I cammini che portano a Santiago sono essenzialmente sei:
• Camino Francès;
• Camino del Norte;
• Camino Portoghese;
• Via della Plata;
• Camino Sanabrès;
• Camino Primitivo;

Il camino frances (da Saint-Jean a Santiago attraverso Pamplona, Burgos, Leon) è il più classico, nonché meglio segnalato e, ahimè, affollato. Maggiori sono però anche i servizi al pellegrino come ostelli, autobus e servizi medici. Il camino del Norte comincia nei paesi baschi e costeggia l’atlantico fino alla Galizia. Il cammino portoghese ha il suo inizio a Lisbona per terminare a Santiago partendo da Porto. La via della Plata comincia a Siviglia e attraversa tutto l’entroterra spagnolo (Andalusia, Extremadura ecc..). Il camino Sanabrès è un’arteria della Via della Plata, e comincia a Zamora. Il camino primitivo ha il suo inizio a Oviedo, nel nord della Spagna e prosegue fino a Santiago passando per La Coruña. Gli altri cammini sono ben più solitari ma questo non significa che siano meno affascinanti o più pericolosi. Al contrario permettono una maggiore introspezione.

2. Quanto dura il cammino?

Dipende dal cammino scelto e dalle vostre condizioni fisiche. Per un cammino di lunga percorrenza come il francès o il cammino del Norte è buona norma tenere in conto un dai 25 ai 30 giorni di cammino. Se lo affrontate in bicicletta, potete considerare dimezzati i tempi di percorrenza.

3. Come pianificare il mio cammino?

Santiago-9

Dividere il tempo che si ha a disposizione in tappe che abbiano una lunghezza adeguata alle nostre aspettative, capacità e forma fisica. Di solito le tappe sul cammino hanno una lunghezza variabile dai 15 ai 40km per chi va a piedi e dai 50 ai 100km per chi usa la bici. In rete è possibile trovare numerose “tabelle di marcia” seguite dai pellegrini. Queste possono essere utilizzate per avere un’idea oppure come traccia per impostare il proprio percorso. Ricordarsi di far terminare la tappa in luoghi dove ci sia almeno un ostello dei pellegrini. Due sarebbe meglio, in caso si andasse nei mesi di Luglio e Agosto.

4. Come si raggiunge Saint Jean Pied-de-Port?

Nonostante ogni anno vi transiti una moltitudine di pellegrini, raggiungere Saint Jean non è semplicissimo, anzi si rivela essere un piccolo cammino nel cammino.
Ci sono due possibilità. La prima è di prendere un treno fino a Nizza e da qui proseguire, sempre in treno, fino a Biarritz. La seconda è di prendere un aereo fino a Parigi e qui prenderne un altro fino a Biarritz.
Una volta giunti a Biarritz si raggiunge Bayonne (in autobus o in treno). Da Bayonne, a fianco della stazione dei treni c’è il capolinea degli autobus che vanno a Saint-Jean (circa un’ora di percorrenza). In alternativa prendere un taxi, anche se non è molto economico (nel 2010 costava 40€) ;

5. Come si fa a procurarsi la credenziale?

Per ottenere la credenziale è necessario farne richiesta alla “Confraternita di San Jacopo di Compostella” con sede a Perugia. Sul sito www.confraternitadisanjacopo.it è possibile cercare il contatto per la vostra provincia di residenza. Tecnicamente la credenziale è gratuita ma è buona norma lasciare una piccola offerta al momento del ritiro;

6. Bisogna essere credenti per fare il cammino?

Assolutamente no! I veri credenti che affrontano il cammino con il motivo di un pellegrinaggio a Santiago sono una minima parte, mentre il resto è spinto dalla curiosità o da spirito d’avventura. Ciò non toglie che il cammino sia un itinerario religioso e ne sia pervaso per tutto il suo svolgimento;

7. Meglio da solo o in compagnia?

campi

La mia opinione? Da soli! Il cammino è un’esperienza così intima e personale che va goduta in solitudine. Si può partire in due ma bisogna essere una coppia ben collaudata e pronta a dividersi lungo il cammino. Altrimenti c’è il rischio vero di litigare. Sconsiglio di partire più di due persone.

8. E’ pericoloso?

Per quanto riguarda il percorso, la lunghezza del cammino mette a dura prova il fisico e il morale ma non va oltre la semplice escursione su sentieri ben tracciati e battuti. Perdersi è impossibile, poiché i cartelli sono dappertutto. A volte si devono attraversare tratti a lato di strade trafficate o uscire da periferie di grandi città ma con un po’ d’attenzione si risolve tutto. Per il fattore umano, vi troverete circondate da persone che sono lì per fare la stessa cosa che state facendo voi, per cui facile creare un’immediata connessione;

9. Che vaccinazioni servono?

Nessuna, il cammino è in Spagna! A meno che non abbiate particolari problemi fisici, basta che portiate con voi la Tessera sanitaria Nazionale per ricevere cure ospedalieri gratuite;

10. Come posso allenarmi?

Io consiglio di cominciare ad allenarsi dai 4 ai 6 mesi prima di partire, allenando soprattutto la resistenza aerobica. Corsa, nuoto, trekking (soprattutto allenarsi a salire e scendere!) la fanno da padrone. Anche il potenziamento muscolare il palestra può essere utile per irrobustire il fisico.

11. Se non ho tempo per completare l’intero percorso, devo rinunciare a partire?

Assolutamente no! Se non si ha un intero mese a disposizione io consiglio di partire da Saint-Jean ed effettuare tutte le tappe che il tempo consente. Programmare poi il ritorno per l’anno seguente, ripartendo da dove ci si era fermati l’anno prima. Il cammino si può frazionare anche se la bellezza di questo percorso sta proprio nella sua lunghezza e nel distacco dai pensieri quotidiani che ne deriva;

12. Dove posso trovare informazioni sui percorsi e sul cammino?

Santiago-8

Il sito di riferimento sul cammino di Santiago è www.pellegrinando.it, curato da Luciano Callegari. E’ il più fornito d’informazioni sulle tappe e su altri aspetti e ci sono parecchi link a diari di pellegrini e siti simili. Perdere qualche ora per leggere tutto quello che trovate è un buon modo per rendersi conto di come si sviluppi il cammino. In alternativa si può andare sul sito della comunità galiziana, www.xacobeo.es, che è la guida di tutti i cammini in Galizia (in italiano). Potete inoltre scrivere una mail all’ufficio del turismo spagnolo (a Milano o Roma, dipende da dove viviate) e farvi girare qualche link e inviare del materiale cartaceo a casa. Se conoscete lo spagnolo potete trovare la guida più completa su tutti i cammini che portano a Santiago (con tanto di tracciati isometrici, cartine, tracce gps, foto, indirizzi e nomi di ostelli e quant’altro) sul sito caminodesantiago.consumer.es.

13. Devo comprare una guida?

E’ una cosa consigliabile. La guida è un aiuto prezioso sia in fase preparatoria che durante il cammino. Prima di partire per pianificare le tappe, controllare l’esistenza di albegues per pellegrini e ristoranti e per conoscere meglio la storia del cammino che si andrà a percorre. Durante il cammino diverrà praticamente indispensabile, poiché vi “spiegherà” le tappe che andrete a percorrere, le difficoltà che man mano incontrerete e vi darà una mano per capire in quali ostelli fermarvi. In commercio esistono numerose guide in italiano e in lingue straniere, di ogni formato e gusto. Vi basterà andare in una libreria e spulciarne alcune per trovare quella che fa per voi.

14. Ci sono letture consigliate per avere un’idea di ciò che mi aspetta?

Di libri o romanzi sul cammino ne sono stati pubblicati un’infinità. Su internet, facendo una breve ricerca, è possibile incontrare blog, racconti di viaggio e diari che i pellegrini hanno pubblicato. Dare una lettura di quei diari consente di comprendere ciò che quei pellegrini hanno provato. Attenzione però: ciò che hanno provato loro non sarà per forza quello che proverete voi. Ognuno è solo lungo il proprio personale cammino.

15. Che cos’è la Compostela?

La Compostela è una pergamena in latino che viene rilasciata ai pellegrini che giungono a Santiago. Viene rilasciata dall’ufficio per il pellegrino (a lato della cattedrale) e per ottenerla bisogna aver percorso almeno gli ultimi 100km a piedi o 200km in bicicletta. Per chi è credente con l’ottenimento della Compostela (dove verrà siglato il vostro nome in latino) verranno anche rimessi tutti i peccati compiuti sino a quel momento.

16. A piedi: Che tipo di zaino devo acquistare?

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Dato il peso del materiale che andrete a riporvi all’interno, il fatto che dobbiate portarlo sulle spalle per 10-12 ore al giorno, questo per un mese di fila, il mio consiglio è di non lesinare sull’acquisto. Scarponi e zaino sono i fondamenti del pellegrino, il resto è accessorio. L’ideale sarebbe uno zaino da trekking da almeno 40-60lt, con spalle imbottite, cinghie imbottite da legare in vita e sul petto e schienale rinforzato per attutire il contatto con la schiena. Lo zaino da trekking è studiato in modo che il peso venga bilanciato, in maniera da far risultare più confortevole il trasporto a spalla. Anche in questo caso in commercio se ne trovano di ogni. Concentratevi sugli zaini che siano pratici, evitate colori sgargianti, pubblicità di grido, marce fashion. Lo zaino sarà la vostra casa per un mese e lo porterete sulle spalle, non ci sarà nessuno che lo farà per voi. Per cui scegliete uno zaino che abbia tasconi laterali capienti (dove troveranno spazio la guida, il diario, le ciabatte, le calze di ricambio ed eventualmente anche la borraccia), una tasca interna dove riporre i medicinali, ganci e cinghiette per chiudere il sacco a pelo e taschini ricavati nelle cinghie in vita (per riporre macchina fotografia, soldi e documenti). Per evitare che il sudore che si forma sulla schiena impregni lo schienale dello zaino si può anteporre un piccolo asciugamano.

17. A piedi: Come scelgo lo zaino adatto al cammino?

L’acquisto dello zaino deve essere effettuato valutandone la capienza, la solidità, la qualità delle cuciture (non vorrete certo che lo zaino si slabbri a metà cammino?) e la sua comodità una volta indossato. Recatevi in un negozio specializzato (comprare su internet, anche se vantaggioso, può risultare ingannevole, gli zaini vanno testati). Provate gli zaini. Fatevi aiutare dal commesso. Riponete nello zaino del peso (gli zaini vuoti sono tutti belli e comodi) e indossatelo. Stringete la cinghia sul ventre, abbassandovi per caricare il peso al centro della schiena. Stringete poi gli spallacci per equilibrare il carico e regolate le cinghie sul petto, affinché il peso stia vicino al collo. Se l’angolo che si crea tra le cinghie ventrali e gli spallacci è maggiore di 30°, allora lo zaino è troppo grande e dovete prenderne una misura inferiore. Se è inferiore ai 30°, dovete scegliere una misura maggiore.

18. A piedi: Quanto deve pesare lo zaino?

Dipende. Dai bisogni, dalla capacità fisica, da quello che ci mettiamo dentro. Una persona può sopportare benissimo 15kg di carico mentre un’altra potrebbe non riuscire a camminare con più di 7-8 kg. In linea di massima lo peso dello zaino dovrebbe oscillare tra i 10 e i 12kg. Nel mio primo cammino pesava 11kg, nel secondo sono riuscito a limare qualcosa fino a raggiungere i 9,5. Una bella differenza! Ricordatevi che il peso dello zaino influisce sulla tendinite e sulla formazione delle vesciche, poiché scarica il suo peso sui piedi, stressandoli. Siate dunque oculati nella scelta del materiale da portare con voi, perché ripeto, lo zaino poi sarete voi a portarlo a spalla e nessuno vi darà una spinta!

19. A piedi: Che scarpe bisogna utilizzare?

Partiamo da un presupposto: le scarpe perfette non esistono! In un tracciato di 30 giorni come può essere il cammino, non esiste scarpa che vi possa assicurare la “salvezza” da vesciche, tendinite al tendine d’Achille o distorsioni della caviglia. Questo non significa però che la scelta delle calzature vada lasciata al caso. Un paio di scarpe sbagliate vi procurerà un tormento indescrivibile lungo l’intero cammino. L’ideale sarebbe scegliere un paio di scarpe tecniche, i cosiddetti “scarponi da montagna”, adatti all’escursionismo. Vi sono tre tipi di calzature da escursionista:

SCARPE DA MONTAGNA   Caratteristiche Rigide, impermeabili, pesanti, con suola in carroarmato e protezione per caviglie Pro Garantiscono isolamento dal freddo e dall’acqua e rigidità della caviglia Contro Pesanti, totalmente indeformabili, adatte a camminare su roccia. Rodaggio Almeno tre mesi   SCARPE DA TREKKING   Caratteristiche Elastiche, adattabili al piede, suola tassellata per garantire presa sul terreno. Pro Consentono una camminata più fluida. Leggere. Contro Poca o nulla protezione della caviglia. Impermeabilizzazione e isolamento medio-basso Rodaggio Almeno un mese e mezzo   SCARPE DA RAID   Caratteristiche Leggerissime, basse, molto elastiche, suola tassellata. Pro Facili da calzare, elevato grado di evaporazione, alta adattabilità al piede Contro Protezione della caviglia inesistente. Bassa impermeabilizzazione e isolamento dal freddo o acqua. Rodaggio Un mese

La scelta varia dunque in base ai gusti personali, alle caratteristiche e ai bisogni che si hanno. Chi soffre di problemi alle caviglie o è reduce da un infortunio, è conveniente che opti per una calzatura rigida che offra protezione anche al malleolo. Chi soffre molto il freddo e l’acqua dovrebbe puntare su una scarpa impermeabile. La ricerca tecnica ha sviluppato modelli molto sofisticati che permettono al sudore sprigionato dal piede di evaporare mentre impediscono all’acqua di entrare. Questo è molto importante poiché la pelle di un piede “a mollo” marcisce letteralmente, con conseguenti problemi di vesciche e funghi. Chi invece ha problemi di vesciche o soffre di dolori alle ginocchia dovrebbe optare per una scarpa leggera ma con una buona suola (le migliori sono in Vibram, mescola sintetica creata dall’alpinista-imprenditore milanese Vitale Bramani), che attenui i colpi della camminata. In genere sarebbe meglio cercare una calzatura intermedia, né troppo rigida né troppo leggera, con una buona suola, che possa essere utilizzata per più giorni e con svariate condizioni meteo.
Quando scegliete le calzature per il vostro cammino, dovreste fare attenzione alle seguenti caratteristiche:

NOME DESCRIZIONE MATERIALE CARATTERISTICHE   Tomaia E’ la parte esterna della scarpa Pelle Più resistente ma meno flessibile Sintetica Adattabile al piede ma più vulnerabile a strappi e rotture Rivestimento Lo strato protettivo che “copre” la tomaia Goretex Garantisce isolamento termico e dagli agenti atmosferici Suola La parte inferiore della scarpa Vibram Mescola di materiali sintetici che assorbe i colpi del terreno. Garantisce grip e trazione su qualunque terreno Intersuola Parte inserita tra suola e tomaia Vari Garantisce rigidità della suola

Le marche consigliate sono Vibram, Asolo, Scarpa, Patagonia, North Face o Salewa. Per i miei cammini ho scelto una scarpa bassa da hiking della Asolo, con tomaia rivestita in goretex, suola in Vibram e intersuola di media rigidità, rinforzata sul calcagno e adatta a tutti i tipi di terreno. Ho fatto 1480km con le mie scarpe e l’unico inconveniente è stato un piccolo strappo sulla tomaia dovuto a dei rovi.

20. A piedi: Come si scelgono le scarpe giuste?

Santiago-3

La scelta delle scarpe per il cammino (e in generale di quelle da trekking) è quasi un’arte. Una volta scelta la tipologia, conviene provarle con le calzature che userete durante il cammino. Consiglio di prendere un numero in più, in modo che le dita siano libere e non “sbattano” contro la punta, altrimenti si rischia di far diventare nere tutte le unghie. Una volta indossate le scarpe, stringete bene i lacci. Posizionatevi con il tallone su un piano, come a simulare una discesa. Se sentite la caviglia ben stretta e le dita del piede libere, allora va bene. Se le sentite toccare contro la punta, dovete scegliere un numero superiore. Stesso esercizio anche per il tallone. Posizionatevi con la punta su un rialzo. Se sentite il tallone ben appoggiato alla scarpa allora sono le scarpe giuste per voi, altrimenti dovete scegliere una tipologia differente.

21. A piedi: Per affrontare il cammino devo usare delle scarpe nuove?

Il mio consiglio è quello di “rodare” le scarpe prima di affrontare un percorso lungo e impegnativo come il cammino. Durante il periodo di rodaggio la scarpa si assesta e si adatta al vostro piede e al modo di camminare. Indossatele alcune ore al giorno per almeno una settimana, poi utilizzatele in qualche escursione, per valutare i fastidi e eventuali problemi. Partire alla volta del cammino con scarpe nuove di zecca può essere un azzardo, poiché può portare alla formazione di vesciche o a problemi evitabili con un precedente rodaggio.

22. A piedi: E le calze?

Acquistate due-tre paia di scarpe da trekking. Il prezzo può apparire eccessivo (almeno 5-6 volte di più di un paio di calze di spugna) ma il confort derivato dall’utilizzo di queste calze tecniche è impagabile. Le calze da trekking infatti sono prive di cuciture, quindi evitano al massimo gli attriti, hanno tallone e punta rinforzata, sono traspiranti e leggermente rigide, in modo da evitare la formazione di pieghe. Questo comporta un minor rischio di vesciche e problemi ai piedi. Per chi ne soffra particolarmente, in commercio esistono calze da trekking appositamente studiate per limitare al massimo le vesciche. Questo non garantisce l’immunità da questo problema (io le ho avuto lo stesso) ma è comunque una precauzione non trascurabile.

23. A piedi: Cosa mi porto?

QTA’ TIPO DESCRIZIONE PESO   EQUIPAGGIAMENTO   1 Zaino da trekking Almeno da 40lt 1 Sacco a pelo In alternativa (in estate) si può optare per il sacco lenzuolo 2 Bastoncini da trekking Aiutano parecchio, soprattutto in salita 1 Borraccia / Thermos almeno da 500ml   ABBIGLIAMENTO   2 Felpe in pile Una in sostituzione all’altra 3 Magliette a maniche corte Per il giorno e la notte 1 Cappellino Per scongiurare insolazioni 2 Mutande Da lavare la sera e lasciar asciugare per il giorno seguente 2 Paia di calze Da trekking, antivesciche 1 Pantaloni corti Per camminare 1 Pantaloni lunghi Da tuta, per dormire 1 K-way o poncho Sarebbe ideale il poncho che copre anche lo zaino 1 Pantaloni antipioggia Per evitare che gli schizzi di fango facciano gelare le gambe 1 Occhiali da sole Proteggere sempre gli occhi dal sole   IGIENE PERSONALE   1 Asciugamano grande In microfibra, tipo quelli da piscina 1 Spazzolino e dentifricio Non portate tutto il tubetto. Acquistate i kit da viaggio (pesano meno) 1 Sapone di Marsiglia Per lavare i panni e lavarsi. Non portare l’intero blocchetto ma tagliatene una parte e sbriciolatela 1 Crema solare Anche in primavera, per proteggere la pelle da un’esposizione di 7-8 ore al giorno 1 Crema doposole Per idratare la pelle 1 Crema per i piedi Per nutrire la pelle dei piedi e evitare la formazione di vesciche   MEDICINALI   1 Pomata Arnica Contro i dolori e la tendinite 1 Disinfettante Cadute, bruciature ecc 5 Cerotti Non si sa mai 5 Cerotti per vesciche Tipo Compeed, di varie forme, da utilizzare dopo aver bucato le vesciche 1 Ago e filo Per bucare le vesciche 1 Collirio Contro aria, sabbia, granelli di polvere 1 Tagliaunghie Quelle dei piedi vanno tagliate quasi tutti i giorni 1 Mercurio Cromo Per le cadute 1 Banda elastica / Garza / rete tubolare Non si sa mai

24. A piedi: Come posso capire se tutto quello che ho deciso di portare mi può servire veramente?

Gli escursionisti “furbi” utilizzano il seguente trucco. Riempite lo zaino con tutto quello che pensate di portare con voi sul cammino e effettuate un’escursione di uno o più giorni. Al ritorno, quando svuoterete lo zaino dividetene il contenuto in tre mucchi:
• Nel primo inserite le cose che avete utilizzato di frequente. Quelle si riveleranno effettivamente indispensabili sul cammino;
• Nel secondo mettete quelle cose che avete usato sì, ma avreste anche potuto evitare di avere con voi. Tra queste poi dovrete effettuare una cernita rigorosa al fine d’individuare quello che serve e quello che invece è superfluo;
• Nel terzo inserite gli oggetti che non avete usato. Questo gruppo potrete lasciarlo a casa in toto;

Alla prima esperienza del cammino si può essere portati a inserire nello zaino anche oggetti futili, seguendo l’idea del “non si sa mai”. Niente di più sbagliato! Ogni oggetto, anche il più insignificante, significa più peso nello zaino e quindi più peso da portare sulle spalle. A sentire questa mia teoria molti storcono il naso dicendo “cosa sarà mai duecento grammi in più?”. Innanzitutto, se si è rigorosi, si riesce a recuperare anche 1-2 kg, ad esempio macinando il sapone di Marsiglia, travasando i liquidi in contenitori più piccoli, utilizzando indumenti sintetici, prediligendo asciugamani in microfibra e non di cotone. Oltre a questo 200gr in più nello zaino, per 10 ore di cammino comportano un peso di 2kg in più ogni giorno, moltiplicato per 30 giorni significa 60kg inutili che gravano sui piedi e sulle ginocchia!

25. A piedi: Come preparo lo zaino?

L’obbiettivo sarebbe riuscire a riporre nello zaino tutto quello di cui abbiamo bisogno in maniera intelligente, in modo da risparmiare spazio e da poterlo recuperare senza grossi problemi. Quindi va da sé che nella parte più bassa andranno inseriti i capi che userete per dormire e lavarvi (e che utilizzerete soltanto una volta arrivati all’ostello). Nel ripiano intermedio posizionate i vestiti di ricambio che per caso potrete dover usare durante la tappa (maglietta, pantaloni, felpa, k-way). In cime gli oggetti di più frequente utilizzo (fazzoletti, cappello, cavigliere e ginocchiere), oltre al cibo e all’acqua. Nelle tasche laterali troveranno spazio la credenziale, il vostro libro degli appunti, la guida del cammino, ciabatte e medicine. Nei taschini delle cinture imbottite inserite soldi, documenti e macchina fotografica. Consiglio di chiudere gli oggetti in sacchetti di plastica, sia per organizzarli in “gruppi” facilmente riconoscibili sia per evitare che si bagnino in caso di pioggia.

26. A piedi: Servono i bastoncini da trekking?

Anche in questo caso la scelta risulta estremamente personale. Se siete abituati ad utilizzarli allora portateli con voi. Se non pensate che vi possano venir comodi, lasciateli a casa. Io consiglio almeno l’utilizzo di un bastoncino telescopico. E’ comodo, pesa pochissimo, ripiegato non ingombra niente e diventa un utile sostegno quando i chilometri cominciano a essere tanti. Rimane il fatto che comunque lungo il cammino nessuna tappa è così dura da richiedere necessariamente l’utilizzo dei bastoncini.

27. A piedi: Posso usare i sandali?

In estate sono molto comodi. Permettono al piede di respirare. In primavera e autunno si possono utilizzare con indosso delle calze più pesanti. Va da sé che conviene portare con sé un paio di scarponi da indossare in caso di pioggia.

28. In bici: che tipo di bicicletta devo utilizzare?

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Il cammino, a parte alcuni tratti, si snocciola lungo sentieri e strade asfaltate. Per cui una mtb front dovrebbe essere la soluzione migliore, con un telaio in alluminio, una buona scanalatura della cassetta posteriore (12-34 o 12-36) e una tripla anteriore (54-42-32) per spingere quando la strada è piana. Avere una forcella ammortizzata aiuta ad affrontare i tratti tecnici.

29. In bici: Quindi niente bici da strada o da cicloturismo?

In realtà molti pellegrini hanno affrontato il cammino con una bici da corsa. Questo perché il percorso riservato ai pellegrini a piedi corre parallelo alle strade statali spagnole e le incrocia molto di frequente, per cui è possibile utilizzare una bicicletta da strada, sia essa da corsa oppure da cicloturismo. In alcuni punti potrebbe essere conveniente, come l’attraversamento di grandi città come Burgos, Leòn o (sul cammino portoghese) Lisbona e Porto, soprattutto per uscire velocemente dalle desolanti periferie.

30. In bici: Che tipo di borse devo portare? Serve lo zaino?

Dipende dal tipo di bicicletta. Se possedete una bici da cicloturismo, allora sarà dotata di portapacchi posteriore e anteriori, per cui potete acquistare dei borsoni da collegare ai portapacchi, tipici di chi fa lunghi viaggi in bici. Se utilizzate una mtb o una bici da strada prima di attacchi per il portapacchi, una buona soluzione è quella di acquistare un tipo di borsa da cicloturismo pensata per queste bici: infatti vengono vendute con un sostegno dedicato che si attacca al canotto sella e permette quindi di dotare il mezzo delle borse. Oltre al borsone posteriore, il mio consiglio è di dotarvi anche di una borsa al manubrio per riporre le cose più utili come la guida, i soldi e la mappa e una borsa da sottosella dove riporre gli attrezzi.
Chi invece desidera equipaggiarsi in modo completo può acquistare delle borse da bikepacking, da montare nel triangolo anteriore del telaio, sotto la sella o sul manubrio. Lo zaino è inutile, a meno che non si tratti di quello idrico per bere durante le percorrenze. Infatti lo zaino tende a scaricare il peso sul vostro corpo (in particolare la schiena), mentre il peso delle borse è sostenuto completamente dalla bici.

31. In bici: che pneumatici devo montare?

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Beh, questo dipende dal tipo di bici che userete. Se avete optato per una bici da cicloturismo, rivolgetevi a dei copertoni di sezione generosa, tipo 700×37, con spalla rinforzata e protezione antiforatura. Acquistateli con una tassellatura modesta ma presente, per avere grip sui tratti off-road. Se andate in mtb, evitate di montare coperture estremamente grippanti e tassellate, non ve n’è bisogno. Il tracciato da seguire è un misto di asfalto e singletrack mai impegnativo, per cui optate per coperture scorrevoli, di sezione contenuta (1,9-2,10), montate tubeless oppure con protezione antiforatura. Se invece utilizzate la bici da strada o da corsa, evitate gli pneumatici troppo sottili e scorrevoli. Se usate i 700×21, rivolgetevi al 700×23. Se il vostro telaio lo permette, la soluzione migliore sono gli pneumatici per ciclismo urbano da 700×25, scorrevoli, offrono tenuta sul bagnato e protezione dalle forature.

32. In bici: Che pedali devo utilizzare?

Dovendo passare tante ore in bicicletta pedalando senza soluzione di continuità, il mio consiglio è quello di dotarvi di SPD con calzature apposite da mtb, che consentono anche di camminare agevolmente. Evitate le calzature da bici da strada e i pedali Look, poiché impediscono di camminare. Potete anche usare i pedali flat ma i chilometri sono molti e con gli SPD sarete sicuri di avere un feeling totale con la vostra bici.

33. In bici: devo per forza metterlo il caschetto?

In Spagna valgono le stesse regole che in Italia: il caschetto non è obbligatorio. Comunque la vita è vostra e la testa pure, per cui siete liberi d’indossarlo o oppure no. Visto che passerete in bici due terzi della vostra giornata, percorrendo dai 50 ai 100km al giorno, io, per non saper né leggere né scrivere, lo metterei.

34. In bici: Che equipaggiamento tecnico devo portare con me?

EQUIPAGGIAMENTO TECNICO 2 Camere d’aria Antiforatura, compatibili con le vostre coperture 5 Pezze per camere d’aria Per riparare le camere d’aria forate 3 Cacciagomme Per far tallonare i copertoni 1 Multitool Portatene uno solo, completo delle chiavi che servono sulla vs bici 3 Fascette stringitubi Servono sempre 1 Smagliacatena Per sostituire la catena qualora si rompesse 1 Falsamaglia Per sostituire la catena in maniera più semplice 1 Pompa Leggera, piccola e a mano, per gonfiare i copertoni 1 Lubrificante Per lubrificare la catena, tutte le mattine 2 Aria compressa Le classiche bombolette piene di Co2 per gonfiare i tubeless ed evitare di rimanere a piedi

35. In bici: quali pezzi di ricambio devo portare con me?

Pezzi di ricambio 1 Cavo freno Potrebbe rompersi 1 Cavo cambio Potrebbe rompersi o sfilacciarsi 1 Catena Capita di romperla per una cambiata sbagliata 2 Pattini freni Se si usurano troppo, sostituiteli per mantenere efficiente la frenata 1 Forcellino Se la vostra bici è provvista di forcellini intercambiabili, portatene uno con voi. Strapparlo non è così remoto

Ricordate comunque che lungo il cammino esistono officine e negozi dove acquistare quello che vi serve, senza appesantirvi troppo.

36. In bici: posso portare con me qualche integratore?

Questo dipende dalle vostre scelte personali e dalla capienza delle vostre borse. Se proprio non potete farne a meno, portate con voi una soluzione idrosalina da sciogliere nelle borracce per reintegrare i sali e degli amminoacidi da prendere una volta arrivati, per agevolare il recupero.

37. In bici: come posso portare con me la mia bici?

Quando prenotate il volo aereo, tutte le compagnie chiedono che tipo di bagaglio porterete con voi. Tra le varie scelte, c’è sicuramente quella “attrezzatura sportiva/bicicletta”. Selezionatela e pagate il sovrapprezzo che varia dai 50 ai 75€, in base alla compagnia.

38. In bici: quanto devono pesare i miei borsoni?

Questo dipende dall’allestimento della bici, da cosa vi portate e dal vostro grado di allenamento, perché ogni chilo in più sulle borse è un chilo in più da spingere. Io sono per il viaggio leggero, con il minimo indispensabile, per poter pedalare alla velocità preferita senza sentirsi zavorrati.

39. In bici: esistono tracce GPS del cammino per usarle con il Garmin?

, potete scaricarne una completa da Roncesvalles a Santiago da qui.

40. Come spedisco la bici?

Se viaggiate in aereo, dovete smontare la bici e riporla in uno scatolone apposito che si chiama “Bike Pack”. In internet se ne trovano molti modelli. Smontate le ruote e il manubrio e infilatela nello scatolone, non prima di aver dato un bel giro di pluriball o di termoretrattile. Inserite anche le borse e alcuni spessori per evitare che la bici si muova e richiudete.

41. In bici: come posso imballare la mia bici per il ritorno?

A lato della cattedrale vi sono numerosi uffici a supporto del pellegrino, in alcuni di essi è possibile far imballare in modo professionale la propria bicicletta per farla imbarcare in aereo. Il prezzo varia da ufficio a ufficio.

42. In bici: non ho un mezzo, posso noleggiarne uno?

Certo, numerose agenzie offrono servizi per il noleggio e il supporto di biciclette per pellegrini, sia spagnoli che stranieri. Dovete contattare l’agenzia, pianificare il vostro arrivo e le modalità di consegna e quelle di restituzione, pagando una quota giornaliera e un’assicurazione sui danni. Attenti ovviamente alle franchigie. Se capite lo spagnolo o l’inglese, andate a leggere questo sito: www.bicigrino.com, dove vi sono molte informazioni sul noleggio delle bici.

43. In bici: Ma è al sicuro negli ostelli?

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Questo è un aspetto delicato, dipende anche dal vostro livello di sicurezza. Se considerate la vostra bici come un cancello del quale non vi frega nulla, allora anche lasciarla fuori legata con un catenaccio non vi sembrerà disastroso. Se invece la vostra bici ha un elevato valore economico (o affettivo, come nel mio caso), è meglio dotarsi di un u-lock bello sicuro, perché tutto il mondo è paese. Molti ostelli comunque sono attrezzati per ricevere le bici, hanno locali custoditi dove lasciarle o rastrelliere nei cortili ai quali possono accedere solo i pellegrini. In quelli meno attrezzati è comunque una norma diffusa portare le bici all’interno, nelle sale comuni, per evitare di lasciarle incustodite sulla strada.

44. In bici: E se mi rubano la bici?

In questo sfortunato caso fate come fareste in Italia: andate alla polizia e segnalate il furto. Dopodiché attendete due o tre giorni. Se viene ritrovata riprendete il viaggio, altrimenti valutate se proseguire a piedi o tornare a casa. Comunque, se utilizzate un po’ di buonsenso, si tratta di un’eventualità remota.

45. In bici: ma pedalare in Spagna è pericoloso?

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Il cammino si snoda lungo vie secondarie, lambendo a volte quelle nazionali, più trafficate. A parte gli attraversamenti delle grandi città, molto spesso s’incontrano poche auto lungo il percorso. Per cui valgono le regole di sicurezza e buonsenso che utilizzate a casa. Ah, gli automobilisti spagnoli si fermano davanti alle strisce pedonali e agli attraversamenti ciclabili.

46. Per tutti: Serve il materassino per dormire?

Di norma no. Gli ostelli sono dotati di letti con materassi. Se contate di percorrere il cammino nei mesi più affollati (Agosto e Luglio Jacobeo) è possibile che troverete gli ostelli pieni e vi tocchi dormire in cortile, quindi in questi casi il materassino è fondamentale.

47. Per tutti: Sacco a pelo o sacco lenzuolo?

Brevemente. Sacco a pelo in inverno, primavera e autunno. Sacco lenzuolo in estate. Pesa e ingombra meno rispetto al sacco a pelo. Dipende poi dalle vostre esigenza. Se siete tipi freddolosi, meglio il classico sacco di piumino d’oca. Non esagerate acquistando sacchi a pelo imbottiti adatti a temperature estreme. Negli ostelli c’è il riscaldamento.

48. Per tutti: Devo portarmi GPS, bussole e guide?

Bussola e GPS non sono necessari. Il cammino è segnalato benissimo e non c’è possibilità di perdersi. In caso basterebbe unirsi a qualche pellegrino o chiedere in paese (ogni paesino ha un punto informazioni per pellegrini). La guida è necessaria (come spiegato in precedenza).

49. Dove si dorme?

Si dorme negli ostelli dei pellegrini, denominati “albergues”. Si tratti di strutture, la maggior parte pubbliche ma ce ne sono anche di private, dove è possibile passare la notte e fare una doccia. Gli ostelli sono anche dotati di una cucina (anche se a volte manca il necessario per cucinare), di un refettorio, di telefoni, connessione a internet, lavatrici e asciugatrici a pagamento. Per accedervi è necessario presentare la credenziale, sulla quale il proprietario (detto “hospitalero”) apporrà il timbro dell’ostello. Il costo di pochi euro, a volte a offerta libera.

50. Esistono i bike hotel?

Vista la grande popolarità che gode il cammino tra gli appassionati delle due ruote a pedali, molti hotel e ostelli lungo il cammino si stanno attrezzando per diventare dei bike hotel. Purtroppo molto spesso si tratta di strutture esterne al cammino, con sistemazioni e tariffe ben diverse da quelle degli albergues per pellegrini. Potete trovare una lista di bike hotel del cammino su www.bicigrino.com

51. Dove faccio la doccia?

Negli ostelli sono presenti docce e servizi igienici. Si va dal piccolo bagno privato da condividere con gli altri pellegrini, alle docce aperte in stile caserma. E’ buona norma per lavarsi portare con sé del sapone (magari ridotto a scaglie o grattugiato per occupare meno), un asciugamano piccolo (per i piedi) e un asciugamano grande (per il corpo). Per chi volesse si possono usare i teli in microfibra da piscina (li trovate in qualunque negozio di articoli sportivi). Pesano meno e asciugano più in fretta di un telo in cotone ma hanno l’inconveniente di trattenere gli odori. Se non li lavate spesso rischiate di ritrovarvi un odore di muffa nello zaino! Ricordatevi di portare un paio di ciabatte in gomma o sandali da mare per fare la doccia. Non fatela a piedi nudi! Già i vostri piedi saranno messi a dura prova, non aggravate la situazione con verruche e funghi. Altra buona norma è quella di chiudere l’acqua quando ci si insapona. Primo per la salvaguardia ambientale, secondo perché molti ostelli hanno l’acqua calda centellinata, per cui è dovere del pellegrino pensare anche a chi verrà dopo. L’egoismo non paga sul cammino.

52. Gli ostelli hanno le stanze?

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Si, certo, ma più che stanze le chiamerei camerate. Ogni ostello è un fatto a sé. Ci sono albergues dotati di camere confortevoli, con letti a castello in legno, materassi comodi, cuscini morbidi, che possono ospitare al massimo cinque sei persone. Altri ostelli invece sono più “militari”. Camerate numerosi (anche trenta o più persone), letti in ferro zincato, materassi appoggiati su reti a molle. Nonostante tutto, l’importante è posizionare il sacco a pelo su un letto e poter riposare per riprendere il cammino. Il resto sono solo dettagli ai quali ci si abitua presto.

53. E se ho il sonno leggero?

Il fatto di condividere la camerata con altre persone può dar luogo a diversi inconvenienti. Uno dei più frequenti sono i rumori di sottofondo (a volte neppure troppo velati!). C’è chi si muove, chi si gratta, chi digrigna i denti e naturalmente chi russa. Per chi avesse il sonno leggero, è conveniente dotarsi di una manciata di tappi per le orecchie. I migliori sono quelli in cera modellabile, che oltre a penetrare nel timpano, si adattano al padiglione auricolare, attutendo ulteriormente i suoni. Rimane il fatto che certe sere si è talmente stanchi che ci si addormenta senza fare caso a ciò che ci sta intorno.

54. Dove si mangia?

Ci sono varie possibilità. Di giorno, durante la tappa, è buona norma dotarsi di frutta secca, acqua e biscotti da consumare man mano che si prosegue nel cammino. E’ possibile anche fermarsi nei numerosi bar o ristoranti che s’incontrano sulla via, anche se questa scelta influisce pesantemente sulle finanze personali. Per la cena è possibile fare la spesa in un supermercato e cucinare in ostello oppure cenare in un ristorante convenzionato. Questi ristoranti esibiscono il simbolo del cammino e la scritta “menu de peregrino”. Si tratta di un pasto completo composto da: primo (di solito pasta, paella, riso), secondo (petto di pollo con insalata o simili), dolce (budino, yogurt), acqua, un quarto di vino e caffè. Il prezzo nel 2010 oscillava tra gli 8 e i 10 euro. Letta così sembrerebbe impensabile l’idea di mettersi a cucinare quanto i ristoranti propongono una cena sostanziosa a così buon prezzo. Il fatto è che, dopo due settimane di riso, petto di pollo e budino, coinvolgerete altri pellegrini (italiani e non) nell’acquisto di viveri al supermercato e vi metterete a cucinare una bella carbonara come Dio comanda!

55. Dove posso acquistare il cibo?

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Il cammino (a parte rari tratti) è costellato di paesi e città. Quindi l’occasione d’incontrare un supermercato, uno spaccio alimentare o una drogheria è molto alta. I prezzi variano da paese a paese. E’ anche possibile fermarsi nelle salumeria spagnole (dette “charcuterias”) e comprare un panino (di solito della lunghezza di tre spanne) ripieno con ottimo affettato e formaggio spagnolo (da assaggiare il jamon serrano). Ovvio che a lungo andare mangiare sempre panini è stancante. Lasciatevi guidare dalle sensazioni del vostro corpo. Ci saranno giorni nei quali una galletta e un po’ d’acqua basteranno a saziarvi, alti nei quali vorrete fermarvi a fare un po’ di “tapeo” (un pranzo composto da vari assaggi misti), altri ancora in cui vi accontenterete di un po’ di frutta. Il cammino è particolare e personale. Vi sorprenderà, non state lì a pianificare tutto!

56. Devo portare viveri da casa?

No. Primo si deteriorano, aggiungono peso inutile nello zaino e secondo, come descritto in precedenza, troverete tutto il necessario lungo la strada. Questo vale per chi non abbia particolari esigenze o problemi alimentari. Chi vive una particolare situazione alimentare, farebbe bene ad informarsi e caricare nello zaino una piccola scorta di cibo “sicuro”, dalla quale attingere. Sul cammino ho conosciuto alcuni pellegrini che avevano acquistato a casa uno stock di barrette energetiche a prezzo d’occasione e andavano consumandole lungo le tappe.

57. Come si cucina negli ostelli?

Gli ostelli sono tutti dotati di una cucina o cucinotto, al quale i pellegrini hanno libero accesso. Per prima cosa controllate che ci sia tutto il necessario o vi ritroverete a dover scolare la pasta a mano (come ho fatto io). Piatti, posate, bicchieri, pentole, colini. Non è detto che un ostello che abbia la cucina abbia anche le stoviglie! Dopodiché comprate il necessario per cucinare. Prima di utilizzarli, lavate accuratamente tutte le stoviglie, poiché non si sa da quanto tempo stiano lì e chi le abbia usate prima di voi. Gli ostelli sono dotati di refettori dove mangiare e stare in compagnia. In seguito pulite tutto, le stoviglie, la cucina e i fornelli, per rispetto a chi verrà dopo di voi. Gettate i rifiuti negli appositi contenitori e rigovernate la tavola. E’ un gesto di civiltà verso chi è pellegrino come voi e di educazione basilare.

58. Come faccio a lavare i panni?

Lavare e far asciugare i panni è un’arte che si affina man mano che ci si addentra nel cammino. Alcuni ostelli sono dotati di lavatrice e asciugatrice. Queste sono a pagamento ed è buona norma condividere il lavaggio con altri pellegrini, per sfruttare la capienza della lavatrice, per risparmiare acqua, detersivo e soldi e per evitare inutili attese a chi verrà dopo di voi. Negli ostelli che non hanno queste comodità, c’è una sola soluzione: olio di gomito. Di solito i panni si lavano nei lavatoi appositi ma negli albergues piccoli ci si deve adattare a lavare tutto nei lavandini del bagno. Conviene portare da casa un po’ di sapone di Marsiglia grattugiato (non fate l’errore di portare un’intera panetta! Pesa troppo ed è superflua!) da sparpagliare sui panni. Poi non resta che strofinare ben bene, risciacquare, sbattere sul lavatoio, strizzare con forza e appendere i vestiti sugli stendini appositi. Un bel trucco è quello di portarsi delle mollette (almeno una decina) da casa. Così avrete sempre la maniera di fissare i vostri panni a stendere (non è detto che troverete le mollette) e potrete anche appendere allo zaino i panni che al mattino sono ancora umidi, lasciandoli asciugare mentre sarete in marcia.

59. E per i bisogni corporali?

Dipende dalle esigenze personali. Le persone “se non è il bagno di casa mia non ci riesco” vivranno una prima settimana di crisi, poi si adegueranno. Gli ostelli sono dotati di bagni. I più nuovi hanno la divisione uomo-donna e sono equipaggiati con wc. Altri ostelli hanno un bagno per tutti i pellegrini e c’è la turca. E’ conveniente portare uno o due rotoli di carta igienica da casa, poiché alcuni ostelli non ne sono dotati. E’ comoda anche nel caso in cui (come capitato al sottoscritto) siate colpiti da una colica improvvisa e vi trovaste a dover “espletare” i vostri bisogni in un campo. Per quanto riguarda le norme igieniche, quelle valgono ovunque. Lavatevi bene le mani, non sporcate e cercate di non appoggiarvi direttamente ai copri-asse.

60. Posso radermi?

Circa l’80% dei pellegrini uomini non si rade per tutto il cammino. Lasciar crescere la barba è una cosa particolare e rende l’idea di “pellegrino”. Per chi invece sentisse l’esigenza di radersi tutte le mattine o almeno una volta ogni tanto, consiglio di portare con sé un rasoio elettrico. Nei bagni degli ostelli non mancano le prese elettriche. Il rasoio è molto più comodo e veloce. Portare nello zaino lametta, schiuma da barba, pennello e dopobarba è scomodo, ingombrante e aggiunge peso inutile che viene scaricato sulle ginocchia. Nessuno vi farà storie se avrete la barba incolta. Siete pellegrini lunga la via di San Giacomo!

61. E per le cure igieniche mattutine?

Portate con voi un asciugamano piccolo, uno spazzolino e un dentifricio (preferibilmente da viaggio, ingombrano poco e pesano ancora meno), un po’ di sapone. Lasciate stare deodoranti e profumi vari. Sono inutili e non fanno che aggiungere peso. Per l’igiene quotidiana c’è la lunga, calda e rigenerante doccia serale.

62. Posso lavare la bici?

A meno che non siate stati sorpresi da un acquazzone mentre percorrevate un singletrack con la mtb, è raro che sentiate il bisogno di lavare la bici. Comunque alcuni ostelli sono dotati di zone dove lavare e pulire la bici, con secchi, spugne e canne dell’acqua. Altrimenti potete fermarvi in qualche autolavaggio lungo il percorso, facendo attenzione a come usate l’altra pressione: per voler lavare la bici e renderla splendente rischiereste di dilavare il grasso dai cuscinetti.

63. Come faccio per caricare il cellulare?

Portate con voi il caricatore per il vostro telefonino. Le prese negli ostelli sono identiche a quelle italiane, per cui non ci sono problemi di sorta di adattatori o aggeggi vari. Se avete la batteria scarica, conviene che occupiate la presa disponibile appena giunti all’ostello. Attendere dopo la doccia e dopo aver lavato i panni è rischioso. Infatti potrete non trovare una presa libera. Per educazione e rispetto degli altri pellegrini staccate il cellulare non appena è carico e non tenete occupate inutilmente le prese. Ci sono altre persone che hanno bisogno di caricare il telefono!

64. Posso connettermi a internet?

Alcuni ostelli sono dotati di postazione pc con collegamento internet. E’ a pagamento e il costo è di circa 2€/ora (nel 2010). Se proprio non riuscite a stare senza guardare le mail, controllare la posta di facebook e stare online, potete fermarvi negli internet cafè che si trovano lungo la via. Molti ostelli hanno anche il wi-fi gratuito. Ma la cosa meravigliosa del cammino è appunto l’isolamento dal resto del mondo. Sicuri di voler rompere la magia?

65. Come faccio a telefonare a casa?

Chiamare casa con il proprio cellulare dalla Spagna può rivelarsi dispendioso. Prima di partire informatevi presso un negozio del vostro operatore per vedere eventuali opzioni od offerte attivabili. In caso potreste acquistare una Sim Card spagnola da inserire nel vostro apparecchio. Il modo migliore per comunicare con l’Italia è tramite sms. Il costo (attivando delle offerte proposte pressoché da tutti i gestori) è pari a quello casalingo. In caso di mancanza di credito molti ostelli sono dotati di telefono pubblico a monete. Un consiglio: preparatene un po’ se non volete che la conversazione duri cinque secondi. Il costo di una chiamata a gettoni Italia-Spagna è molto alto.

66. E se un ostello è pieno?

Se quando arrivate a destinazione vi sentite dire che l’ostello è esaurito, come dovete comportarvi? Dare in escandescenze? No. Di solito i pellegrini a piedi hanno precedenza su tutti. Se un pellegrino a piedi e uno in bicicletta dovessero arrivare nello stesso istante, l’ultimo posto libero verrebbe assegnato a quello a piedi. Questo poiché il pellegrino ciclista troverà meno difficoltà e impiegherà un tempo minore a raggiungere l’ostello seguente. Di solito ci si arrangia e l’hospitalero trova una sistemazione di fortuna. D’estate può capitare di dormire in cortili di scuole o palestre chiuse. Nell’ipotesi più disgraziata, quella in cui sia necessario cercare un altro ostello, è sempre possibile farlo utilizzando i mezzi pubblici, facendo di necessità virtù.