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    La verità sulle pellicce: cinque miti da sfatare

    Mi sto imbattendo spesso in persone contrarie alle pellicce, chi per motivazioni personali chi per cazzate siderali, lo dico chiaro e tondo. Mi sono trovato perfino a perdere iscritti alla pagina facebook perché molti sono talmente fanaticizzati contro le pellicce da reagire in maniera violenta a post normalissimi (nel caso specifico facevo solo notare che gli animalardi non riusciranno mai a vietare nulla, almeno nei paesi civili). Per questo ho notato come questo argomento sia stato ignorato troppo a lungo:
    Nessuno parla più delle pellicce, è un tabù.
    Me ne sono accorto in prima persona: guai a farlo, tutti (o quasi) si incazzeranno come babbuini.
    Perché? Ovvio, e prendete tutto questo come esempio della fine che faremo se nessuno continuerà a difendere sperimentazione animale, caccia (già colpita duramente a dire il vero) e allevamento:

    Negli anni '80 e '90 ha imperversato una continua e martellante campagna denigratoria a opera delle associazioni animalarde che volevano boicottare le pellicce. Ora non so esattamente come andarono le cose, ma sembra che loro fossero praticamente incontrastati: nessuno riusciva a fare un po' di controinformazione.

    Il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi tutti: fanatismo contro le pellicce, all'epoca un crollo del mercato (ciao ciao posti di lavoro, ma salviamo un ermellino per farlo spiaccicare dalle macchine!) e tante, tantissime menzogne passate ormai come verità.
    Voglio principalmente sfatare questi miti, tanto per dire le cose come stanno:

    Le pellicce sono inutili, mero oggetto di moda o lusso.
    I paesi principali consumatori di pellicce sono quelli dell'ex blocco sovietico. Cosa hanno in comune questi paesi? Forse inverni di -20° centigradi?
    Facciamo due più due e otteniamo la risposta a questa falsità messa in giro dalla propaganda animalarda (e sottolineo animalarda, belli miei): c'è un freddo della madonna e gli servono le pellicce per coprirsi.
    Che sia "inutile" e "mera moda" è semplicemente falso, hanno preso le pellicce da 20 mila euro con cui fanno le sfilate di moda e hanno fatto un calderone totale. Come mischiare la sperimentazione a fini medici e quella a fini cosmetici. Oh, ma fanno anche quello!
    E fra l'altro ci sono diversi tipi di pellicce con diverse proprietà isolanti, per cui una pelliccia "fresca" può andare bene anche in climi non troppo freddi come quelli del nord Italia, per cui rimane la funzione primaria: riparare dal freddo.
    Chi dice il contrario è un animalardo della domenica, come chiunque altro.

    Gli animali vengono scuoiati vivi.
    Vedere persone che si dichiarano contro le menzogne animaliste sostenere puttanate simili mi ha fatto perdere fiducia nel genere umano, la pochissima che mi era rimasta.
    Come cazzo è possibile credere che in un paese civile avvengano bestialità simili?
    A che pro fra l'altro? Sul serio, chi ci crede è messo veramente male (dicasi coglione) ed è totalmente animalardo.
    E non voglio sentire cazzate del tipo "eh ma in Cina" perché in quel paese trattano di merda pure le persone, ma voi con la vostra bella roba made in China non potete dire un emerito cazzo.

    Gli animali vengono uccisi in maniera orrenda e dolorosa.
    Usano le camere a gas, usando monossido di carbonio o altri gas. Gli animali perdono conoscenza quasi addormentandosi e poi muoiono. Altri metodi erano il proiettile nel cervello o la sgozzatura, normali metodi usati anche nei mattatoi.
    Inutile dire che sono metodi più indolori possibile...

    Non sono animali che si mangiano, è uno spreco.
    Non è del tutto vero... per quanto sia difficile sapere che succede con i visoni allevati, uccisi col gas quindi potenzialmente inquinati, è molto facile sapere cosa succede alla selvaggina: finisce in pentola.
    Così come i conigli. Ah, ma certo, tutti pensano "pelliccia" come unicamente di visone o volpe!
    Peccato che esistano gli inserti in pelliccia nei normali capi di tutti i giorni, pelliccia di coniglio da carne, da distinguere da quella dei conigli rex allevati appositamente.
    Direi che il 90% delle pellicce usate sono inserti di coniglio da allevamento, di basso prezzo e larghissima disponibilità, per cui è una cazzata dire "non si mangiano è uno spreco"

    Ma come detto prima è difficile sapere che ne fanno di questi animali, specie i visoni, ma la domanda è questa: è lecito solo mangiare? Se è lecito mangiare ed è lecito sperimentare, perché non deve essere lecito coprirsi dal freddo? C'è gente che muore di freddo ogni anno, ce ne siamo dimenticati tutti?
    Quindi anche nel caso di animali che non si mangiano, non rimane comunque uno spreco!

    Gli animali vivono in gabbie piccolissime, che li feriscono e non vengono curati.
    Puttanata maestra della settimana. Anzi del secolo. Incredibile, allevano animali per la loro pelle e li mettono in condizione di rovinarsela praticamente tutti! Hanno preso gli allevatori per dei coglioni?
    Chi si rovinerebbe l'unico prodotto, dall'altissimo valore fra l'altro, in modo così stupido?
    Fra l'altro ricordo quanto scritto nel libro: i maltrattamenti animali sono illegali in tutta europa, e le pene sono severe. Il paese in cui vengono allevati più visoni è la Danimarca, al secondo posto nel mondo come paese con meno corruzione. Anche solo ipotizzare "eh ma la legge non la seguono basta una mazzetta" è oltre la normale demenza animalarda.

    Altro appunto: esistono le pellicce ecologiche!
    Certo, caso più unico che raro definire "ecologica" una pelliccia sintetica a scapito di una naturale presa da animali nutriti con scarti che altrimenti sarebbero finiti in cenere!
    Eh, ecologissima!

    Sono sicuro che questo articolo scatenerà una sequela infinita di epiteti, sia da parte di animalardi, che di animalardi della domenica e perfino dai così detti "razionali" che si sono fatti influenzare dalla propaganda ventennale delle associazioni animalarde.

    E ripeto il monito: ora non si può nemmeno dire "pelliccia" che si è attaccati da TUTTI, stessa cosa sta per accadere con la caccia, hanno iniziato il processo contro la sperimentazione e fra qualche anno, quando i tempi saranno maturi, lo faranno anche con il consumo di carne (processo che stanno già cominciando, ma se la stanno prendendo con gli agnelli).
    Meditate gente, meditate.



    Anche voi in un futuro dovrete giustificarvi di fronte ad una folla di dementi incazzati quando morderete un panino. E non parlo di vegardi, parlo della quasi totalità delle persone.
    Troppo catastrofista? Io non credo...
    http://www.aiav.it/

    Pubblicato da Fabrizio Leone Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Categoria Animalisti 121 commenti:
    1. Anonimo 27/5/14 10:58

      -20° Celsius*

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 11:07

        E' lo stesso...

        Elimina
      2. Rispondi
    2. Lord Marcusrax 27/5/14 11:05

      Ammetto di non aver mai pensato al fatto che molte pellicce vengano da conigli poi usati anche per scopi alimentari (anche perché non mi sono mai interessato più di tanto, lo ammetto). Devo però dire che continuo a dirmi abbastanza perplesso riguardo ad animali appositamente allevati per le pellicce, come appunto visoni e volpi.
      Dici che la pelliccia protegge dal freddo, e qui non si discute, ma ti chiedo (assolutamente non in modo retorico, la mia curiosità è genuina): perché non usare altri tessuti? Cioè, non è che siamo all'età della pietra, dove o usi la pelliccia o crepi di freddo; ce ne sono di tessuti e materiali in grado di tenere caldi.
      Mi viene in mente la lana, per dirne una, o le piume (scarti di processi alimentari).

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Anonimo 11/7/14 21:27

        La lana è certamente un ottimo indumento che ti protegge dal freddo, ma c'è da dire che essa può svolgere la sua "funzione" solo fino a un certo punto e fino a una certa temperatura: se vai in Russia, o in Canada, ad esempio, con un blocco di maglioni di lana, avrai comunque freddo, perché il tessuto, essendo in qualche modo "permeabile", non riesce a scaldare tanto quanto potrà farlo una pelliccia, e questo è anche un dato di fatto, perché una pelliccia non è fatta solo di peli, ma in qualche modo comprende anche gli strati impermeabili dell'animale.

        Ma attento: tra qualche quinquennio ti taglieranno la testa se oserai pronunciare la parola "LANA". Prima pelliccia, ora lana. Sicuramente arriverà qualche geniaccio del male che denigrerà i lanaioli (?) perché tagliando la lana all'ovino gli si viene tolto il "cappottino" facendolo soffrire, quando invece... se un capo ha troppa, troppa lana addosso può rischiare addirittura di morire (e poi mica vengono tosati in pieno inverno!)

        Eh vabè... mi aspetto di tutto!!

        Elimina
      2. Anonimo 7/11/14 04:07

        veramente ho gia` sentito di peggio: gli "allevatori senza scrupoli" invece di tosare le pecore, le squoiano, perche` cosi` "fanno prima"; vive, ovviamente, per non perdere tempo ad ammazzarle

        a volte mi chiedo seriamente se la dieta veg danneggi il cervello, o e` il contrario

        Elimina
      3. Rispondi
    3. Anonimo 27/5/14 11:16

      Concordo in pieno.

      Rispondi Elimina
    4. Enrico 27/5/14 11:32

      Buh... mai fatto test precisi, ma il primo punto non m isembra tanto una vaccata. Cioè, che le pellicce siano un ottimo tipo d'abbigilamento per i climi freddi è fuori discussione, ma una buona giacca invernale fatta con materiali moderni come pile, cordura, goretex, etc... non ha nulla da invidiare a una palliccia in termini di isolamento termico. Inoltre questi materiali garantiscono una migliore resistenza alla fatica e al tempo risultando più versatili per fare lavori pesanti.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 11:55

        Bhe, vai con una giacchetta a -40° e poi mi dici se i russi che si ostinano a usare pellicce in grandi quantità sono dei coglioni o hanno ragione.

        DIverse pellicce fanno diversi gradi di isolamento, alcune sono fin troppo calde per il nostro clima, altre sono utilizzabili.

        Elimina
      2. Enrico 27/5/14 12:24

        Non ho detto "giacchetta", ho parlato di capi tecnici invernali fatti con materiali moderni che coniugano traspirabilità, impermeabilità, isolamento termico, leggerezza (nel senso di poco peso), resistenza agli strappi e tante altre cose che le pellicce tradizionali non vedono manco da lontano. Aggiungiamoci pure il discorso economico perché a parità di prestazioni una pelliccia ti costa di più.
        Non ti offendere, ma sembra di assistere ai deliri delle zecche che tirano fuori il mega complotto contro la canapa nonostante la manifesta superiorità del nylon.

        Tutto questo fermo restando che non ho assolutamente nulla contro le pellicce.

        Elimina
      3. Fabrizio Leone 27/5/14 12:37

        Ripeto l'invito... testare di prima persona è il metodo migliore.
        Anche perché non so di che materiale parli, del grado di isolamento che danno e non so i dati di isolamento delle pellicce, a parte che alcune sono più calde di altre.

        Mega complotto contro i materiali moderni non specificati

        Elimina
      4. Alice 27/5/14 12:52

        Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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      5. Alice 27/5/14 13:01

        Le tute termiche (non sintetiche) offrono un grado paritario se non leggermente inferiore rispetto all'isolamento da pelliccia (ovviamente per gradi di temperatura paragonabili).
        Questo vestiario non è economico e reperibile e ecologico per quelle popolazioni che vivono nelle regioni a clima polare. L'impatto sull'ambiente per la produzione di questo materiale è sicuramente maggiore che scuoiare un animale che ti finirà pure in padella (prendo ad esempio gli Eschimesi).

        Le tute per spedizioni arrivano a costare anche 2000-3000 euro e son ben diverse dalla magliettina in pile di Decathlon. La fonte? Mio zio è un geologo che è andato 6 volte in antartide per studi e sa benissimo che vuol dire freddo e vento. Beninteso l'Antartide da ricercatori, non quello "turistico".

        Le carcasse dei visoni vengono smaltite come rifiuto non idoneo alla consumazione umana di Categoria I, ovvero non viene riciclato in alcun modo, nemmeno per mangime per altri animali.

        Gli allevamenti qui in Italia sono tutti visitabili/visibili e non ci ho trovato niente che non sia rispettoso della vita dell'animale (spazio, cibo, zone di riproduzione, climatizzazione, ripari, etc).

        Per finire se avessi i soldi per riadattare le pellicce di mia nonna, una giacchetta più moderna o un cappottino elegante/casual potrei pure mettermelo, solo che mi costerebbe un patrimonio.

        Elimina
      6. Anonimo 27/5/14 13:29

        Sono d'accordo con Enrico.
        Io adoro il freddo, le montagne, sono una persona sportiva e non ho mai sentito il bisogno di una pelliccia, neanche in Canada d'inverno. Sono utili certo, ma ci sono materiali che tengono caldo ugualmente e sono anche meno ingombranti.

        Elimina
      7. Matt 27/5/14 15:45

        Beh, considera solo il fatto che le spedizioni scientifiche e sportive in zone estreme col cazzo che vengono fatte con la stola di volpe, ma con giacche tecniche leggerissime e caldissime.
        Io di sherpa in pelliccia negli ultimi cinquant'anni mica ne ho visti molti, e mi sembra che le dita amputate siano calate parecchio fra gli alpinisti.

        Elimina
      8. Gargagnan 27/5/14 17:05

        Vi porto qualche dato a sostegno della tesi di Fabrizio.
        Io ho una giacca tecnica North Face con imbottitura pesante e un giaccone in montone rovesciato comprato in Polonia 40 anni fa (produzione sovietica).
        Tralasciando che la giacca costa qualcosa come 400 euro, se non si cammina (sono giacche da escursione) a -10 si schiatta di freddo. Il giaccone di montone rovesciato è rigido, relativamente scomodo e occupa il volume di un grosso zaino ma qui in Italia non sono mai riuscito ad indossarlo perchè anche in pieno inverno e perfettamente a riposo schiatto di caldo.
        Immagino esistano dei materiali sintetici che offrano un simile isolamento ma non oso immaginare quanto possano costare...

        Elimina
      9. Rispondi
    5. Brother Fang 27/5/14 11:34

      Onestamente?

      Ritengo che l'uso di animali da pelliccia sia leggermente superato, non sono contrario, bada bene, ma semplicemente ci sono alternative migliori, più rispettose degli animali, che possono tenere altrettanto al caldo, e non parlo delle pellicce sintetiche.

      Certo che quel che manca a molti è il rispetto per il lavoro altrui, ovvero se uno alleva animali da pelliccia, lo fa per vivere, non certo per divertimento, posso esser contrario alle pellicce, ma di rispettare chi lavora onestamente, perché tale allevamento e l'uso delle pellicce non è vietato dalla legge.

      Mi dicessero, adotta un visone, salvalo dal divenire un collo di pelliccia, lo farei, più per il mio amore per gli animali che per altro, ma sapendo che nella realtà per ogni visone che salvo, ne condanno un altro a morte, perché è questo che avviene.

      E ribadisco, non sono contrario alle pellicce, anzi, mi piacciono.

      Mi chiedessero di firmare contro l'allevamento di animali da pelliccia in Italia non lo farei, perché non risolverebbe in alcun modo il problema, ci sarebbe sempre chi li alleva, e quindi non salverei alcun animale.
      Al contrario condannerei molte persone.

      Ma come dici tu, ci sono argomenti tabù che scandalizzano anche chi si definisce razionale.

      Rispondi Elimina
    6. Marco Becchi 27/5/14 11:45

      E non hai citato la Groenlandia dell'est, paese che vive esclusivamente di caccia alle foche e che grazie a Greenpeace e compagnia bella è dentro a una recessione economica senza eguali.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 11:53

        Vero...

        Elimina
      2. Matt 27/5/14 15:41

        Cristo, forse l'asticella da qualche parte però bisogna pur metterla... C'erano popolazioni che vivevano di caccia alla balena, ora di balene non ce ne sono quasi più, forse si possono trovare forme di business alternative, meno cruente. Una cosa è l'utilità, un'altra la crudeltà. Altrimenti stiamo a giustificare chi uccide gli elefanti per l'avorio, i rinoceronti per il corno, gli squali per le pinne, etc.

        Elimina
      3. Fabrizio Leone 27/5/14 17:18

        Confondi la caccia con il bracconaggio

        Elimina
      4. Matt 27/5/14 18:03

        No, sto solo dicendo che un'economia basata sulle pelli di foca forse non è proprio il modello migliore che mi venga in mente.
        La caccia allo squalo in alcuni stati è lecita.

        Elimina
      5. Alessandro Ceccarelli 28/5/14 09:42

        Come faceva notare qualcuno (credo un post della Corsini) in che modo la popolazione Inuit potrebbe estinguere una specie animale attraverso la caccia di sussistenza? non confondiamo le tradizioni con le potenze economiche, le balene le fanno fuori i Giappi e gli Islandesi che se ne sbattono delle leggi internazionali, e come ti hanno già detto il bracconaggio non è generalmente legato alla sopravvivenza.

        Elimina
      6. Anonimo 2/6/14 05:25

        Le foche sono animali protetti e rientrano nella convenzione di Washington secondo cui non è possibile commerciare, come il lupo...

        Elimina
      7. roberto bonani 31/3/15 13:30

        ma infatti gli Inuit possono caccaire le foche e la loro recessione economica è forse causata dalla globalizzazione, nel senso che una volta vivevano a loro modo ora invece piano piano si avvicinano malvolentieri ai nostri stili di vita, e come tutte le popolazioni nomadi vivono male il cambiamento. ( ho il libro di Robert Peroni)

        Elimina
      8. Rispondi
    7. Anonimo 27/5/14 11:56

      appena ho letto il titolo stavo davvero per partire di shitstorm eccetera, ma evidentemente ne sai più tu o non mi sono informato bene (probabilmente tutte e due), quindi avrei una domanda, che riguarda l'unica cosa che so (o che credo di sapere a questo punto) sulle pellicce, riguarda più che altro il metodo di uccisione degli animali in questione.. io sapevo che per mantenere la pelliccia morbida bisognava scuoiarli vivi, perchè una volta morti il rigor mortis faceva effetto anche sui peli e quindi la pelliccia sarebbe risultata "ispida" per così dire, non morbida, e quindi inutilizzabile.. credo che fosse solo per le pelliccie pregiate però, visone et simili, non per conigli o altri animali-cibo diciamo.. puoi dare qualche delucidazione al riguardo? intendo, siamo sicuri che gassando i visoni la pelliccia è utilizzabile?

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 12:32

        Il rigor mortis coinvolge i muscoli, non la peluria, e in ogni caso il rigor mortis non si presenta subito ma dopo 3 ore dalla morte, per cui a occhio direi che è una balla visto che li uccidono nell'allevamento stesso e procedono quasi subito alla scuoiatura.

        Elimina
      2. Rispondi
    8. Anonimo 27/5/14 12:06

      personalmente credo che se una persona vuole comprare una pelliccia deve poterlo fare, anche per un semplice motivo estetico, chi siamo noi per vietare una pratica del genere

      Rispondi Elimina
    9. Matt 27/5/14 12:29

      Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Rispondi Elimina
    10. Anonimo 27/5/14 12:29

      Esistono tessuti tecnici (goretex, ecc), come scritto da Enrico, molto meno pesanti e ingombranti delle pellicce, che la gente usa per andare a sciare, o scalare, e tengono tranquillamente -20° (personalmente sperimentato). Gli animali scuoiati vivi, vedi angora, lo sono perché in massimo 2 mesi gli allevatori avranno di nuovo la pelliccia ricresciuta a costo zero, anzichè dover acquistare nuovi animali da allevare. A questo ti aggiungo che prima di tutte queste campagne io vedevo donne andare in giro con pellicce in posti dove l'inverno non scende sotto gli zero gradi, solo per moda, e qualcuna purtroppo c'è ancora.

      Ps:non sono vegana!

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 17:20

        Oddio questa è fantastica!
        Scuoiano gli animali vivi e aspettano che gli ricresca la pelle con la pelliccia!
        Fantastico veramente, dove l'hai sentita? Abbiamo trovato la cornucopia delle pellicce!
        Nemmeno nel valhalla c'era qualcosa di simile.

        Elimina
      2. Fabrizio Canone 27/5/14 17:45

        Non sei vegana ma completamente malata, sai anche se decapiti un animale da una parte ricresce la testa e dall'altra il corpo ;)

        Elimina
      3. Brother Fang 27/5/14 21:11

        Ma ti rendi conto di quanto sia folle quel che hai detto?

        La pelle ricresce, è vero, ma solo se ne manca poca, se scuoi un animale lo uccide, come minimo per il dolore, ma anche non fosse, a causa di tutte le infezioni che rischierebbe di contrarre.

        Sei una sadica!

        Elimina
      4. Rettiliano Verace 27/5/14 21:16

        Mi sa che questa si e' confusa tra scuoiatura e tosatura... Vabbe', per un'animalara e' normale non conoscere l'italiano!

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      5. Rispondi
    11. marco dazzi 27/5/14 12:43

      Inganno tua madre che ti ha partorito! ma secondo te quel gabbie si vive bene? camra a gas e una cosa buona? ma ericorda molto uno sterminio! e pi col cazzo che si mangianoi visoni! ma quante gagte spari o mentecatto?

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 17:23

        Dove cazzo hai letto che i visoni si mangiano, piccolo idiota illeterato?

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      2. Ricky94 27/5/14 19:47

        Marco dazzi (Maiuscola involontaria, sono dal cellulare e la mette in automatico), leggere le tue cazzate mi ha fatto venire male agli occhi.
        Una gabbia per un visone è in sostanza un parallelepipedo con una superficie di 1-1.5 m² alla base alta circa 40 cm, ci sta' una persona rannicchiata, un visone è molto più piccolo di una persona, fatti due calcoli.
        Monossido di carbonio, caro vecchio CO, viene definito "La dolce morte" chiediti il perché.
        L'unico sterminio qua è quello che hai realizzato tu con la grammatica italiana, fossi in te mi farei seriamente schifo a smembrare così la mia lingua.

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      3. Rispondi
    12. Anonimo 27/5/14 12:59

      Sono pienamente d'accordo con l'articolo. Anch'io prima era contro le pellicce ma per il semplice fatto che ero una ragazzina sensibile che adorava gli animali molto malinformata. Ora sono ancora sensibile, adoro ancora gli animali, la natura e tutta l’ecologia in generale ma non sono più malinformata. Infatti ora sono pienamente d’accorto con le pellicce, perché in realtà sono più ecologiche di qualsiasi pelliccia sintetica (provateci voi a far smaltire in natura una giacca di pelle sintetica!) e poi alla fin, fine se (per esempio) uno si mangia una mucca alla fine rimangono zoccoli, pelle ecc.. Perché si dovrebbe sprecarli? Mi ricordo di una volta che avevo visto di un documentario dove in Tibet, una famiglia che allevava gli yak, quando veniva il momento di ucciderlo per nutrirsi non si limitavano solo ad usufruire della carne, ma tenevano corna, pelliccia e altro ancora per altri scopi e così tirano avanti anche per una settimana o più. Questo ragionamento ma poi portata anche ad approvare la caccia (tranne nei casi dove l’animale è in via di estinzione ovviamente) perché alla fine se uno va a caccia di cervo, lepri e tutto quello che vuoi e una volta preso se lo mangia, con quello che poi rimane dell’animale uno può farci quel che gli pare.
      Ripeto; badate bene che io sono una che ci tiene alla natura e all’ecosistema, eppure sono capacissima di arrivare a queste conclusioni.

      PS. La cosa dei cinesi…pallequadre, tu non hai idea di quanto mi fanno incazzare quelli che sono pronti a difendere qualsiasi stronzata per gli animali e se ne sbattono beatamente i coglioni per i diritti civili delle persone porca miseria! Soprattutto perché poi, se vuoi che la natura e gli animali vengano trattati in modo decente, devi far sì che prima siano le persone stesse a vivere in maniera decente. Le due cose vanno a braccetto per la miseria!

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 17:25

        Anche gli indiani d'america: sfruttavano ogni singolo grammo dei bisonti che cacciavano.

        E' vero, se le persone stanno bene di conseguenza anche gli animali verranno trattati meglio.
        Si tratta di civiltà, anche se ad alcuni questa cosa dà problemi psicologici

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      2. Rispondi
    13. BalanceRight87 27/5/14 13:00

      boh, a me le pellicce non piacciono più per una questione estetica, per tenermi al caldo preferisco i cappotti in piuma d'oca, però non nego che per alcuni paesi è proprio l'unica possibilità per non morire.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Anonimo 27/5/14 21:27

        beh non è che aspettano che le piume gliele lascino in eredità ....

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      2. Rispondi
    14. bruccio 27/5/14 13:02

      mi azzarderó a dire che se cacci un fagiano e poi te lo fai arrosto, io tutto questo male non ce lo vedo. serto se cacci un cervo solo per poterne impagliare la testa sei un cazzone, ma il cacciatore che si gira i boschi e si fa un paio di quaglie, tanto di cappello. oltretutto conosco un po' di cacciatori delle montagne da dove vengo, e sono i primi a seguire rigorosamente le regolamentazioni e i primi a cazziare quelli che non le seguono.

      Rispondi Elimina
    15. Guga 27/5/14 13:14

      Io sono uno di quelli che "le pellicce no", che poi è un po' come "i test cosmetici no", nel senso che se se ne può fare a meno non vedo perché non farlo.

      Certo, per lo stesso criterio dovrei quindi diventare vegetariano... per cui alla fine ci ho pensato e sono giunto a una conclusione: io non le comprerò, ma se uno le vuole comprare che faccia pure.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 17:27

        Bisogna fare distinzione fra le pellicce pratiche e le pellicce Annabella che sono chiaramente per moda.
        E in ogni caso anche boicottare Annabella è una coglionata: è il marchio più quotato al mondo, sarebbe un danno economico colossale per il paese.

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      2. Rispondi
    16. Zankis 27/5/14 13:33

      La questione non sta tanto nell'uso a fini pratici della pelle di un animale: in Siberia, in Groenlandia e in altre zone non hanno altra scelta per ripararsi dal freddo, e anche se sapessero dell'esistenza dei materiali (quali?) citati da un commentatore qui sopra molto probabilmente non potrebbero permetterseli. Va anche detto che nessuno di questi "anti-pellicciari" si scandalizza per le scarpe di cuoio o il giubbotto di pelle; ma è solo volgare mucca, ecché. La questione è più sullo spreco, sull'uccidere animali - magari anche illegalmente - per permettere alle ricche zoccole di andarsene in giro con la pelliccetta da ventimila euro spesso in zone dove durante l'inverno la temperatura non scende nemmeno sotto lo zero. I siberiani che uccidono l'orso, oltre a usarne la pelliccia, lo mangiano; i groenlandesi fanno la stessa cosa con le foche. I riccastri dalle nostre parti invece uccidono un animale, lo scuoiano e lasciano la carcassa lì a marcire, e la pelliccia che ne ricavano è destinata al mercato dei beni di lusso. LUSSO, capito? Nessun motivo pratico alla base. Solo la brama di ostentazione, che ha portato all'estinzione o quasi numerose specie animali. E' solo a questo massacro ingiustificato che sono contrario, non all'uso, diciamo così, "standard" di pellicce magari provenienti da animali d'allevamento.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 17:17

        Ci sono tanti lussi che ci prendiamo tutti che hanno dietro massacri di animali.
        Sai che comprando uno smartphone o un tablet hai contribuito allo sterminio dei gorilla?

        Elimina
      2. Rispondi
    17. Anonimo 27/5/14 13:44

      "C'è gente che muore di freddo ogni anno, ce ne siamo dimenticati tutti?" ahahahah certo quindi senza pellicce è la fine per loro.
      Concordo eh, ma secondo me ti sei lasciato andare in cagate totali. cià

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 17:16

        Per fortuna che sei arrivato tu ad educare quei maledetti russi ignoranti che vivono da secoli con inverni rigidissimi e ancora non hanno capito che la pelliccia non serve a un cazzo!

        Ti prego, svelaci altri importantissimi segreti!

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      2. Rispondi
    18. Anonimo 27/5/14 14:51

      Se non metti delle fonti dalle quali hai ricavato queste informazioni, fai lo stesso errore delle persone che stai criticando..

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 17:28

        E io che pensavo che il sito dell'associazione degli allevatori di visoni fosse una fonte...

        Elimina
      2. Rispondi
    19. Matt 27/5/14 15:37

      Mah, personalmente credo che ci siano capi tecnici un po' più funzionali, economici e caldi delle pellicce... Di sherpa con pellicce di visone ed esploratori artici con pelli di orso ne vedo ben pochi negli ultimi cinquant'anni.
      In secondo luogo vorrei farti notare che da un lato ci sono pellicce (e pelli) come quelle di capra, mucca, coniglio, etc, che sono uno "scarto" della macellazione e quindi ben venga che vengano utilizzate per calzature, vestiario e borse, dall'altro degli animali cresciuti (per quanto in buone condizioni) in gabbia per essere scuoiati per fare pellicce da migliaia di euro per vecchie zoccole arricchite. Questo proprio non mi piace: non solo perchè vengono ammazzati degli animali inutilmente (non m'importa stare a discutere della loro eventuale sofferenza), ma anche perchè sono il simbolo di una borghesia arricchita, bigotta e burina che a me fa proprio schifo.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 17:28

        Commetti un grosso errore di base: conosci solo le pellicce di alta moda di visone che hai visto nelle sfilate a Milano.
        Ne esistono tanti tipi diversi.

        Elimina
      2. Matt 27/5/14 18:01

        Mai stato a una sfilata.
        Non sto parlando degli inuit che vivono nelle palle di neve. Dimmi che credi davvero che qualcuno abbia la necessità di avere una pelliccia di visone qui in Italia...
        Boh, non che sia diverso dall'uccidere un maiale, ma il fatto che vengano allevati per qualcosa di così futile un po' mi fa incazzare.

        Elimina
      3. Fabrizio Leone 27/5/14 19:38

        La pelliccia di visone è un lusso, le altre pellicce possono non esserlo.
        Le pellicce di lusso sono una piccola percentuale del totale, credevo di averlo spiegato.

        Le pellicce di moda sono come le ferrari, ma non esistono solo le ferrari, ma anche tante utilitarie, molte a basso prezzo rispetto le ferrari.
        Così si capisce il concetto?

        Elimina
      4. Matt 27/5/14 23:01

        Come un lago senza fango, sir. Così limpido come un cielo d'estate sempre blu. Fidati di me, compagno sir.

        Elimina
      5. Rispondi
    20. Talksina 27/5/14 16:00

      Tessuti moderni, sintetici e quant'altro... forse. Mi piacerebbe sapere però, sono curiosa, se con meno quaranta o meno venti gradi, uno, con i vari pile, goretex & co. può superare il gelo lo stesso. Onestamente non lo so e credo che l'adozione di pelle di animali non sia proprio proprio così sintomo di ignoranza in quei paesi.
      Possiamo chiamarli omofobi, bevitori di vodka, possiamo inventarci tutte le stupidaggini che vogliamo sui russi ma non penso che non siano in grado di gestirsi le basse temperature invernali.
      Non sono mai stata in siberia o giù di là ma vado a logica, a buon senso
      Su come vengono uccise le bestie, beh, io ne avevo sentita un'altra:
      filo in bocca, filo in culo, scossa elettrica e zac
      Non so se è vero; come avevo sentito che gli animali da pelliccia non vengono curati, né vaccinati, per malattie tipo rabbia e affini. Per cui nel momento in cui in un allevamento ci potessero essere delle volpi rabide, chi se ne frega... servono per la pelle
      Non so se questo sia vero o se sia un mito tirato fuori da chi volesse fare terrorismo contro le liberazioni indiscriminate di visoni, procioni, ecc.
      Contraria tutta la vita all'immissione sul territorio di animali non autoctoni. Gli animalari che liberano le bestie da pelliccia, non fanno altro che danni, dimostrano di non aver capito niente dell'ambiente su questo siamo d'accordo ma non è andando a dire in giro che si diffonde la rabbia per colpa loro, che si risolve il problema anzi ci si mette allo stesso livello.
      In quanto allo scuoiamento da vivi, mi sono piegata dal ridere
      Certo l'idea mi fa rabbrividire, ma non è lo scuoiamento da vivi a farmi ridere, bensì il come la si racconta...
      uno che ti racconta che una bestia viene spellata viva per evitare che da morta diventi rigida e rovini la pelle. Chi ne ha parlato in questo post, aveva la curiosità, e la curiosità è assolutamente lecita; però mi fa sorridere perché mi viene da riflettere su quante persone utilizzino le proprie poche conoscenze di termini, per inventarsi leggende credibili. Senti parlare del rigor mortis nei polizieschi e poi ti inventi la storiella delle pellicce.
      E mi viene da compatire queste persone che inventano queste leggende in quanto ho l'idea che non abbiano mai visto un animale morire.
      Non voglio essere cattiva, ma penso che qualunque essere umano che viva in un ambiente normale, e non sempre segregato in casa, abbia avuto almeno una volta a che fare con un animale appena morto. E non necessariamente il proprio animale domestico se se ne possiede uno.
      Brutti ricordi... io ho toccato sia un animale sia un umano (il nonno) appena morto
      e garantisco che per le prime ore post-mortem, la pelle è come se fosse di un essere vivo. La differenza al tatto la senti immediatamente perché senti che lo stesso essere che pochi minuti prima toccavi per dargli affetto, o nel caso dell'uomo magari gli stringevi la mano, adesso con lo stesso tuo gesto non risponde
      i muscoli non si contraggono
      però è ancora caldo.
      La rigidità cadaverica ci vuol tempo affinché accada, e le pelli degli animali da pelliccia vengono per forza di cose tolte prima.
      tra l'altro, a proposito di miti, c'è il detto secondo cui i colletti delle giacche o i bordi dei berretti e guanti siano fatti di pelle di cane e gatto
      peccato che invece si tratti del banalissimo coniglio
      pò magari per fare i fighi te lo chiamano lapin... ma sempre conicio l'è!
      Se pò uno si vuol portare a casa un coniglio da pentola e tenerselo e chiamarlo "bobi" mettendoselo a dormire sul letto, non venga a rompere.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 17:34

        La scossa non si usa più.
        Per quanto fosse un metodo piuttosto indolore che causava la morte in poco tempo, a volte la pelliccia si sbruciacchiava, rovinando tutto.
        Adesso vanno di gas, l'animale quasi si addormenta e non soffre, non ci sono danni alla pelliccia e sono tutti contenti (quasi).

        Comunque noto che c'è tantissima disinformazione: appena parli di pelliccia tutti pensano a quelle da 20 mila euro di Annabella, peccato che (come hai detto anche tu) le più diffuse siano quelle di coniglio sotto forma di inserti in vestiti e acessori, e che ci siano altri tipi di pelliccia più pratici (quelle usate dai russi)

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      2. Rispondi
    21. Anonimo 27/5/14 16:42

      La scuoiatura da vivo degli animali è una fesseria anche dal punto di vista pratico. una animale che viene scuoiato vivo difficilmente starebbe fermo. Come minimo andrebbe sedato. Questo al di la del fatto che la pratica non sarebbe comunque legale.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 17:32

        Infatti, poi se leggi in alto nei commenti trovi la perla per giustificare la cazzata: scuoi vivo, aspetti un paio di mesi e lo riscuoi.
        AHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHA, non riesco a non ridere!

        Elimina
      2. Anonimo 27/5/14 19:26

        Intendevo dire che si lega l'animale, si strappa la pelliccia e lo di tiene vivo, in modo che la pelliccia ricresca, come si fa con angora e oche. Non vedo cosa ci sia da ridere visto che è quello che già succede

        Elimina
      3. Fabrizio Leone 27/5/14 19:36

        C'è una differenza abissale fra scuoiare e strappare i peli, lo sai vero?

        Elimina
      4. Brother Fang 27/5/14 20:45

        io non credo che lo sappia.

        Elimina
      5. Rispondi
    22. Garth Herzog 27/5/14 17:31

      Sei troppo catastrofista.

      Considerando la pelliccia come un bene di lusso (che pochi possono permettersi) alla gente comune non tange se vengono abolite o meno.

      Considerando la sperimentazione animale come qualcosa di così astruso e incomprensibile, la gente comune (a torto, ovviamente) si fa convincere dalle propagande animalarde, perché (peccando di genuina ignoranza) non ha i mezzi necessari per porre tutto sotto esame critico.

      Ma la carne... quella la capiscono tutti. Tocca la panza alla gente comune e vedi come ti riempiono di calci nel sedere.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 19:36

        Uff... pensavo di averlo scritto chiaro e tondo...
        La pelliccia di lusso è una parte infinitesimale della totalità delle pellicce che circolano!
        Ma perché se dici pelliccia tutti pensano ad Annabella?
        E' come se dicendo macchina tutti pensassero Ferrari, come se non esistessero altri tipi di automobili!

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      2. Garth Herzog 18/10/14 21:54

        Da brava scema ti rispondo dopo quattro mesi XD solo ora mi sono accorta del tuo intervento.
        Mettiamola in questi termini: il tipo di pelliccia che viene demonizzato è proprio quello di lusso, come i visoni.
        Vedo gente in giro che compra tranquillamente giubbini o cappelli foderati di pelliccia di coniglio o cappotti di montone o giacche di pelle vera. La loro giustificazione? "Eh, ma tanto conigli, montoni e vitelli si mangiano, mica come i visoni".
        Ecco perché ho scritto su che l'umano medio non rinuncerebbe mai alla carne, per il semplice fatto che se la pelliccia è fatta a partire da un animale commestibile allora diventa moralmente ed eticamente accettabile. :)

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      3. Rispondi
    23. Mauro Toffanin 27/5/14 17:49

      "Me ne sono accorto in prima persona: guai a farlo, tutti (o quasi) si incazzeranno come babbuini."

      E non sai quanti scettici e pro-razionalità commenttono lo stesso errore. Più volte mi sono scornato con loro su questi argomenti. Sigh.


      "I paesi principali consumatori di pellicce sono quelli dell'ex blocco sovietico. Cosa hanno in comune questi paesi? Forse inverni di -20° centigradi?"

      Hai dimenticato il Canada ed il Nord America. A riguardo ne aveva parlato anche FederFauna l'anno scorso dove riportavano la testimonianza di Catherine Moores, un'allevatrice Canadese di visoni che esporta le sue pelliccie in Olanda e gran parte del Nord D'Europa.

      L'intervista si trova anche su YouTube nell'apposito canale Truth About Fur. Canale in cui vengono intervistati i maggiori allevatori mondiali di animali da pelliccia e sfatati tutti i vari miti animalardi sugli allevamenti: https://www.youtube.com/channel/UChLZzUjkrtpTjVSIO973VHw

      Non si salva nessuna balla animalarda ;)

      p.s.: visto che qualche animalardo nei commenti precedenti chieva "le fonti", eccole... e sono pure su YT!!! 1+1 fatela girare :D

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 27/5/14 19:39

        Passano il tempo a laurearsi in minchiologia su youtube ma saltano a piè pari i video seri...

        Elimina
      2. Rispondi
    24. Anonimo 27/5/14 21:54

      In merito allo scuoiamento/strappamento della pelliccia al coniglio d'angora, il coniglio d'angora viene tosato come si fa con le pecore, strappare i peli non è solo inutile e credule ma anche controproducente perchè, essendo faticoso strappare, il personale addetto si stanche rebbe presto diminuendo l'efficenza dell'operazione

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 28/5/14 11:05

        Pare che i cinesi vadano a mano, ma si sa come sono i cinesi...

        Elimina
      2. Rispondi
    25. Anonimo 27/5/14 22:22

      Rimane il fatto che se abiti in zone climaticamente non estreme non ha senso usare pellicce.
      Non vedo perche si senta la necessità di andare a prendere le volpi o linci per farci la fodera di un cappuccio di un piumino.
      A prescindere dal discorso "l'animale soffre" è spregevole l'idea stessa di andare ad ammazzare un animale senza che ce ne sia alcuna necessità .
      Insomma io non mi farei una pelliccia col gatto del vicino perche ho freddo.
      Mi compro piuttosto un maglione.
      In più, è spregevole lo stesso sentire la necessità di vestire con le pelli di un animale quando non ce n'è alcun bisogno pratico.
      Le pellicce non sono capi necessari al "riscaldamento", sono capi da ostentazione nel 97% dei casi.
      E non sono un animalista, è banale questione di morigeratezza.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 28/5/14 11:05

        Sai cos'è la caccia di selezione e di contenimento vero?

        Elimina
      2. Fabrizio Leone 28/5/14 17:24

        Ah, dimenticavo: il 90% circa delle pellicce in circolazione sono di coniglio, il che non le rende "ostentazione": sono economicissime.
        Sul serio, perché cazzo tutti i contrari alle pellicce pensano che sia solo quella da 20 mila euro di visone?

        Elimina
      3. Rispondi
    26. Jacopo De Felici 28/5/14 12:22

      Il mio dubbio più che altro è: vivendo volpi, visoni e conigli più o meno nello stesso habitat che fa presumere un "grado di caldo" simile delle tre pellicce (eccezion fatta per la volpe artica, ma quella è protetta di base, in teoria, e quindi dovrebbe essere illegale anche solo l'allevamento per pelliccia. Se mi sbaglio, correggetemi pure), e vista la notevole convenienza economica sul mercato dei conigli rispetto agli altri due animali, l'uso di volpi e visoni non potrebbe essere del tutto eliminato? e non dico che gli allevatori di visoni e volpi debbano chiudere, chiaramente. Dico che dovrebbero "convertire" l'allevamento ad allevamento di conigli. Di certo ci guadagnano meno con la pelle, ma in più hanno anche la carne da vendere, eliminando il costo di smaltimento di carcasse non commestibili da umani e animali, e incassando pure i soldi derivanti dalla vendita della carne del coniglio.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 28/5/14 17:15

        Il brand più quotato al mondo è Annabella pellicce.
        Vaglielo a dire a loro di convertire il loro impero finanziario in un allevamento di conigli.

        A livello economico sarebbe una mossa strategica impeccabile!
        Parlando schiettamente: i danni economici sarebbero catastrofici, e tutto perché non si vuole buttare qualche carcassa? Sai quante carcasse venivano buttate durante le epidemie animali?

        Elimina
      2. Rispondi
    27. Jacopo De Felici 29/5/14 01:04

      Palle, però deciditi:
      - o il grosso delle pellicce mondiali vengono vendute in Russia, Canada, Nord America etc e sono di pelli poco pregiate, come orso, yak, coniglio
      - o il produttore mondiale di pellicce è Annabella, che opera nel settore del lusso (e vende anche in Russia, ovviamente).

      Poi mi parli di "danni economici catastrofici". Se permetti, vorrei qualche dato a supporto. Gli unici dati che ho trovato, senza iscrizione a Camera di Commercio o affini sono un range di dipendenti dell'azienda tra 6 e 9 (quindi si parla di piccola impresa), un fatturato di 14 miliardi di lire nel 1994 (http://archiviostorico.corriere.it/1994/ottobre/17/Annabella_sbarca_all_estero_co_0_941017955.shtml) un range di fatturato nel 2011 tra 6 e 10 milioni (che è un pelo *vago*), un incremento del fatturato del 64,45% dal 2009 al 2011 e, dato molto sorprendente, un incremento del ricavo netto del 1168,20% nello stesso periodo (http://www.informazione-aziende.it/Azienda_ANNABELLA-PELLICCERIA-S-P-A). Dati decisamente strani, se si considera che nel fatturato si dovrebbero considerare i costi d'esercizio, mentre il risultato netto è quanto, effettivamente,rimane all'azienda dopo tutte le varie spese.
      Ad ogni modo, il mio non era un discorso indirizzato ad un negozio (perché Annabella non è una catena, hanno UN negozio in tutto il Mondo, oltre allo store on-line), che già ha, nelle sue linee, prodotti derivanti da animali che si mangiano, in alcune parti del Mondo (il procione, nel sud degli Stati Uniti), bensì agli allevatori.

      Sulle carcasse animali buttate durante le epidemie... a parte che è carne infetta e non adatta a nessun uso, a parte che non sono gli allevatori che si sono messi a far ammalare i propri capi per poi abbatterli e bruciarli perché sì, a parte che, appunto, si tratta di episodi di epidemie, non di abbattimenti previsti, a parte questo mi ricordo anche le cifre delle carcasse umane buttate nelle fosse comuni o bruciate durante le epidemie di peste nel 1300. Però le fogne e i vaccini li abbiamo comunque fatti, dopo, e ce li teniamo stretti.

      Rispondi Elimina Risposte
      1. Fabrizio Leone 29/5/14 09:44

        Oddio, no ti prego dimmi che non hai fatto quel conto...
        Dimmi che conosci la differenza di valore fra una scatoletta di tonno senza marca e il caviale, dimmelo, perché sennò sei senza speranza.

        E non ho parlato di "produttore mondiale" ma di marchio più quotato.



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